Abolire la legge Bossi-Fini

27-09-2017 - Notizie

Una raccolta firme vuole abolire la legge Bossi-Fini sull’immigrazione clandestina

Pisapia: «È una grande stupidaggine»

 

 La Stampa  ( Milano )  13/09/2017  di Camilla Colombo

 

«L’integrazione e lo ius soli sono le grandi battaglie della Sinistra di oggi». A meno di 24 ore dalla mancata approvazione in Parlamento della legge sul diritto di cittadinanza, rinviata a data da destinarsi, il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, esprime senza giri di parole quelle che a suo avviso sono le priorità di una parte della società civile. L’occasione per affrontare uno dei temi scottanti della politica attuale è la volata finale della campagna Ero Straniero, L’umanità che fa bene, promossa dai Radicali Italiani, dalla Fondazione Casa della Carità e da oltre 120 sindaci italiani, tenutasi a Milano il 13 settembre. L’obiettivo principale della proposta di legge di iniziativa popolare, che conta 35mila firma circa e deve arrivare entro fine ottobre a quota 50mila, è l’abolizione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, definita dall’ex sindaco di Milano «la più grande stupidaggine», per consentire la regolarizzazione dei 500mila stranieri che risiedono in Italia da anni senza aver i documenti in regola. «Fu proprio il governo guidato da Berlusconi, negli anni dell’approvazione della legge Bossi-Fini, ad attuare la più grande sanatoria europea, regolarizzando 750mila immigrati irregolari», ricorda Emma Bonino, una delle prime sostenitrici della campagna. «La nostra proposta invece si basa sulla regolarizzazione su base individuale degli stranieri radicati in Italia con attività lavorative in corso o comprovati legami famigliari. Certo, il clima emotivo è profondamente cambiato», ammette la leader dei Radicali, «per questo è necessario aiutare a ragionare con la testa e non solo con la pancia».  

«Siamo profondamente preoccupati dalla grande irregolarità», chiarisce Don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità. «In 20 mesi su 3542 stranieri che si sono rivolti a noi, solo 1396 avevano un permesso di soggiorno valido. Più di 2000 sono vittime della legge Bossi-Fini. Il nostro impegno è rivolto a cambiare la narrazione dell’immigrazione, parlando con le persone per andare oltre la paura». Lo scopo di portare la campagna in Parlamento è smontare il sistema che prevede che una persona diventi irregolare, una volta che ha rifiutato la domanda d’asilo. Quello che chiedono Emma Bonino, Giuliano Pisapia, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, sostenitore di questa proposta di legge, è l’introduzione di permessi di soggiorno temporanei per la ricerca di un’occupazione, la reintroduzione del sistema degli sponsor e nuove misure per l’inclusione attraverso l’ampliamento degli Sprar (Servizio Protezione Richiedenti Asilo Rifugiati). «Bisogna fare il salto di qualità dall’accoglienza all’integrazione», dice il possibile candidato del Partito Democratico alle Regionali 2018 della Lombardia, Giorgio Gori. «Come sindaco, vedo i limiti e la precarietà di un sistema basato solo sulla prima accoglienza. Il tema è l’integrazione. Per questo attendiamo con riduzione il piano nazionale proposto dal ministro Minniti e accogliamo con piacere le parole del Pontefice sull’importanza dell’inclusione sociale».  

«Le migrazioni sono una realtà a più livelli», ricorda Emma Bonino. «Mondiale, europea, nazionale, locale, e sono sempre un dato complesso, in ogni luogo e in ogni momento. È imprenscindibile governare con ragionevolezza un fenomeno destinato a restare con noi. In questo», aggiunge la leader dei Radicali, «l’elemento femminile è di grande aiuto. Sono le donne ad avere i contatti più diretti con la burocrazia. Basti pensare alle scuole per i figli o agli ospedali dove partorire». «È il momento giusto per attuare l’integrazione», conclude Gori, «con la diminuzione degli sbarchi, è possibile ripristinare flussi legali con possibilità di rimpatrio mentre per chi è in attesa della risposta sulla protezione umanitaria è bene puntare su formazione e lavoro».