Halloween: alle volte ritornano

01-11-2017 - Notizie

Halloween: alle volte ritornano

Gazzetta di Modena Beppe Manni

29 0ttobre 2017

 

Un gruppo di cattolici, vescovi e laici, come Amorth, Caffarra e Socci, denuncia la festa di Halloween come un rito pagano e satanico. Alcuni giovani parroci hanno organizzato un anti-hallowenn con piccoli innocenti travestiti da santi con lo slogan “Scegli un santo o una santa e vestiti come lui”. E’ divertente pensare a una santa Lucia o Sant’Agata con i loro piattini che esibiscono occhi e tettine o San Lorenzo che trascina la grata e san Donnino con in mano la sua testa mozzata; per non parlare di Santa Caterina legata a una ruota dentata e San Bartolomeo con la sua pelle al braccio. Da film horror.

Da proibire eventualmente è l’americanizzazione e commercializzazione della festa confondendola con la ben più seria commemorarne dei defunti.

Questa festa è di origine celtica. Legata al culto dei morti, come lascia intendere il terno di feste di inizio autunno: Halloween 31 ottobre, Tutti i Santi 1 novembre, I Morti il 2 novembre. Non ci vuole un antropologo per comprendere che questi antichissimi riti vogliono esorcizzare la paura della morte attraverso la simbologia della luce e del buio. La chiesa ha battezzato altre feste pagane sostituendole con ricorrenze religiose a cominciare dalla festa della nascita del Dio Sole nel solstizio d’inverno, con il Natale nascita di Gesù-Dio, fino ad arrivare alla festa di san Giuseppe Artigiano collocata il I° maggio festa socialista dei lavoratori.

Halloween non è solo una festa anglosassone, estranea alla nostra tradizione, nelle nostre campagne si era solito scavare le zucche e ricavarne teste simili a teschi con una candela all’interno. Accompagnate da fantasmi lenzuolati e urla paurose che dovevano spaventare i bambini e specialmente le bambine. Si amava nelle stalle raccontare di morti che apparivano la notte a tirarti le coperte, di diavoli travestiti da giovanotti che insidiavano la virtù delle vergini contadine. O di cadaveri che risuscitavano in chiesa per urlare la loro dannazione eterna.

Il terrore delle pene dell’inferno e del giudizio di Dio è ben rappresentato nei numerosi affreschi delle danze macabre e dei giudizi universali nelle cattedrali esemplarmente raccontati nella Cappella Sistina da Michelangelo e nell’Inferno di Dante. “Hodie mihi cras tibi” oggi a me domani a te, si leggeva in caratteri d’argento, sotto il teschio e le tibie incrociate sui drappi neri che coprivano la cassa da morto il giorno del funerale, mentre si cantava la lugubre sequenza in gregoriano “Dies Irae”: “Giorno dell’ira il giorno del giudizio, il mondo si scioglierà nel fuoco…quanto grande il terrore futuro, quando il giudice apparirà …gemo disperato come un colpevole e la colpa mi fa arrossire…Egli caccerà i maledetti nelle fiamme eterne ecc”. Un terrorismo psicologico molto più pagano e irreligioso degli innocenti ‘scherzetto e dolcetto’, delle zucche vuote e dei travestimenti dei nostri ragazzi.

Con tanti problemi, angosce, dolori che quotidianamente affrontiamo non complichiamoci la vita inventando demoni, profezie, esorcismi, madonne minaccianti.

Non dimentichiamo che all’inizio di Novembre tra santi, morti e vampiri sovrasta l’immane tragedia della grande guerra che osiamo ancora festeggiare come una vittoria il 4 novembre con i suoi milioni di morti ammazzati.

Non sono le innocenti mascherate, vestiti da diavoli, streghe e vampiri che corromperanno le animucce non più innocenti dei nostri fanciulli avvelenati da ben altri miasmi trasudanti dagli schermi, con zombi, demoni, mostri alieni e perfidi personaggi.

Il presidente Mattarella ci invitava alcuni giorni fa, a non soggiacere a “credenze anti scientifiche”.

“E lasciatemi divertire” concludeva in una sua poesia il poeta Palazzeschi nel 1910.