La vita e' l'arte dell'incontro

11-06-2018 - Notizie

 "La vita è l’arte dell’incontro"    di Vinicio de Moraes

 

​Sono a Roma. Una settimana con i vescovi italiani. Lunghe ed interessanti ore di lavoro. Questa sera, dopo cena, mi sono concesso una bella passeggiata da solo: S. Pietro, Campo dei Fiori, piazza Navona... Ho percorso vicoli secondari, antichi. Stradine cariche di storia. Tolte le moto e le auto, tutto è rimasto come nel Cinquecento-Seicento. Cammino e penso alle riflessioni di questi giorni sul tema della comunicazione. Più volte ho sentito sottolineare parole come: relazione, connessione, comunità, community, solitudine, anonimato. Ora mi guardo attorno: piazze piene, locali stracolmi. Cammino tra la folla come un estraneo, un numero; uno fra tanti. Cammino sentendomi slegato, anonimo. In mezzo, eppure così distante. Dentro, eppure così fuori. Sento sulla pelle il rischio della nostra società: tutti vicini eppure spesso tutti anonimi, senza legami. Una società che aumenta i contatti e riduce le relazioni. Una società di individui senza comunità. L'idea di libertà che ci portiamo in cuore è: «Sono libero se posso fare ciò che voglio» , cioè se non sono «legato» a nessuno. Sono convinto di essere libero quando sono senza legami. Ma tale libertà ci porta alla solitudine. Questa sera, tra la folla, posso fare ciò che voglio… eppure sono così solo. Mi rimbalza nel cuore il verso del poeta: «La vita è l'arte dell'incontro». Che meraviglia! Vive davvero solo chi sa incontrare. Vive davvero solo chi è disponibile a creare legami. La vita non sta nella fuga o nella difesa di sé, ma nell'uscita, nella capacità di dare fiducia. Senza legami appassisco. Ho bisogno, abbiamo bisogno di una comunità a cui appartenere. La sfida di questi tempi sta proprio nella capacità di ricreare un tessuto sociale, ricreare connessioni tra le persone e tra i gruppi. E, forse, i nuovi "media" potranno aiutarci a creare legami.

Mi piace la frase di uno studioso della comunicazione (J.P.Lee) che dice: «L'uomo è straordinario quando si collega agli altri, inutile se rimane solo, proprio come una stampante senza connessione». Una stampante non connessa al computer e assolutamente inutile. Non genera nulla. Così una persona senza legami non genera nulla, né in sé, né negli altri. Solo una persona aperta agli altri può generare. E diventare "straordinaria". Per questo è così interessante che il Dio dei cristiani sia Trinità: Egli è in se stesso relazione. È costantemente -"aperto", proiettato fuori di sé. Non concentrato su sé, ma decentrato su me. Sempre "connesso" con le sue creature. Dunque posso diventare "straordinario" se mi "connetto" con Lui. Buona connessione!

Derio Olivero, vescovo