RESTIAMO UMANI

05-07-2018 - Notizie

 RESTIAMO UMANI

Costruiamo l'opposizione popolare al governo del Ministro dell'Interno Salvini.

 

In un clima di apparente consenso il Ministro dell'Interno Salvini, sempre più vero capo del governo, marcia a colpi di propaganda xenofoba: un giorno chiude i porti alla nave Aquarius carica di migranti, prende per il culo i migranti definendo il loro viaggio una "crociera", urla alla folla che "la pacchia è finita" per i migranti, per le ONG e organizzazioni che li accolgono, propone la schedatura dei rom , dicendo che "quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere", prepara un piano di espulsioni di massa.

Questo linguaggio è inaccettabile! Questo sdoganamento della xenofobia, questa incitazione continua alla discriminazione è inaccettabile! Occorre dirlo forte adesso.

Salvini, in campagna elettorale permanente, già in vista delle elezioni europee del prossimo anno, twitta costantemente alla pancia rancorosa ed egoista di un paese impoverito e incattivito dalla crisi economica e dalle politiche di austerità, con la sua corte di 2milioni e mezzo di follower.

Dal 2015 almeno la questione migrante è un elemento che ha messo in crisi le società e la politica europea e dei singoli stati.

Costruire una opposizione popolare alle politiche di Salvini per noi significa ricostruire un senso comune diverso da quello dominante:

  1. Noi vogliamo costruire una società aperta, non una società claustrofobica, chiusa da muri e fili spinati.
  2. Gli immigrati sono persone, esseri umani. Lo sono anche e a maggior ragione quando sono neri, giovani e africani.
  3. Gli italiani sono emigrati in Germania, Belgio Francia, Australia, Argentina, America, a milioni. E questo è nel DNA del nostro paese. Milioni di italiani dal sud sono venuti a lavorare nel nord industriale. Anche noi abbiamo subito discriminazione e razzismo. E di nuovo oggi migliaia di giovani italiani vanno a cercare lavoro all'estero.
  4. La distruzione della Libia, la devastante guerra dell'Iraq e la conseguente guerra civile in Siria, sono conseguenze della politica delle potenze occidentali, Francia, Stati Uniti e Inghilterra, spesso con l'appoggio dell'Italia.
  5. In Italia non è in atto nessuna "invasione": nei primi sei mesi del 2018 sono arrivate in Italia via mare 14.441 persone , mentre nello stesso periodo dell’anno precedente ne erano arrivate 64.033. L'Italia ha 2,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti. La Svezia ne ha 23, Malta 18, la Germania 8.
  6. La crisi migratoria in Europa è dovuta in gran parte al rifiuto dei governi dell'Europa orientale, amici di Salvini alla Orbán, quelli dei paesi del gruppo di Visegrád, che si sono opposti alle quote di ripartizione, e ai violenti respingimenti francesi a Ventimiglia e a Bardonecchia e al blocco del Brennero voluto dal governo austriaco.
  7. Il fallimento della politica migratoria europea, quella definita dal regolamento di Dublino III, che stabilisce che le richieste di asilo devono essere presentate nel primo paese d’ingresso in Europa, è evidente, ma è evidente anche la difficoltà di cambiarlo per i reciproci veti dei governi.
  8. I tanto desiderati hot spot nei paesi d'origine, cioè in Libia, sono pura ipocrisia europea. Affidare alla Libia la funzione di "filtro", significa far finta di non conoscere le reali condizioni di violenza e stupri, a cui sono sottoposti i migranti africani in Libia.
  9. L'attacco alle ONG e alle loro navi nel Mediterraneo ha come scopo che in mare, d’ora in poi, ci devono essere soltanto i militari.
  10. I migranti non ricevono né hanno mai ricevuto nelle loro tasche 35 euro al giorno! Questa è una balla creata ad arte per scatenare la guerra tra poveri, tra gli italiani precari o disoccupati e gli italiani e i rifugiati. Gli immigrati ricevono circa 3 euro al giorno, gli altri sono soldi utilizzati da associazioni e cooperative italiane per coprire i costi dell'accoglienza.
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  12. La questione delle migrazioni va compresa all’interno di uno scenario globale caratterizzato da un dispositivo di distribuzione della ricchezza che toglie risorse alle fasce basse della popolazione per concentrarle nelle mani di una oligarchia mondiale. I migranti fuggono da paesi immiseriti, saccheggiati, subordinati ai potentati economici globali.
  13. Senza gli immigrati i pomodori o la frutta (a Saluzzo, non solo a Rosarno) che mangiamo non arriverebbero ai nostri mercati, le fabbriche del nord-est non avrebbero operai a sufficienza, i nostri anziani non sarebbero accuditi. Altro che rubare il lavoro… I migranti sono parte integrante della nostra forza lavoro, a loro devono essere estesi i nostri diritti. Ricordiamo l’uccisione del bracciante sindacalista maliano Soumaila Sako nella piana di Vibo Valentia ammazzato a fucilate il 2 giugno scorso.

 

Siamo consapevoli che la politica xenofoba di Salvini, i suoi metodi e i suoi obiettivi appaiono inoltre e condivisi ai piani alti di Bruxelles, come si vede dalle dichiarazioni del Ministro dell'Interno tedesco Manfred Weber e dall'appoggio su cui può contare dal leader populista austriaco Sebastian Kurz.

E siamo consapevoli che le politiche di Salvini rappresentano sì un salto di qualità, ma che sono state preparate da anni di politiche sull'immigrazione che ne hanno posto le basi, basti ricordare il decreto Minniti-Orlando del 2017 che ha portato all’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego e l’abolizione dell’udienza.

 

La società italiana è certo quella che plaude a Salvini e alla sua politica muscolare con i deboli, ma è anche quella che sta costruendo nelle scuole, nei posti di lavoro, nei comuni, mille esempi concreti e positivi di integrazione, come abbiamo visto in questi anni in Val Pellice, in Val Chisone e a Pinerolo, negli Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati in Italia) che sono stati aperti e che hanno accolto decine di immigrati africani.

Questa è l'Italia migliore: sui banchi di scuola centinaia di migliaia di ragazzi italiani, nuovi italiani, figli di stranieri, convivo tranquillamente, costruendo i cittadini e i lavoratori dell'Europa di domani.

 

L'articolo 3 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Chi l'ha scritto guardava certo alla vergogna delle leggi razziali del 1938, ma guardava lungo, fino ad oggi.

Questo documento è stato redatto nell'incontro di lunedì 18 giugno alla CGIl tra gruppi, associazioni, comunità e singoli