LE PAROLE PER DIRLO

12-07-2018 - Notizie

 LE PAROLE PER DIRLO  di Derio Vescovo  di Pinerolo

“Molte volte la vita della chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi”  (Papa Francesco)

 

Sto viaggiando sul treno verso Milano.

Oggi ho il consiglio della facoltà teologica.

Dunque sono vestito “come si deve”: giacca e camicia nera, colletto bianco, Crocifisso.

Attorno a me due giovani universitari parlano di esami; un distinto signore lavora al computer; una mamma tiene a bada due bambini. E poi tanti altri, alcuni stranieri.

Mi domando: chissà cosa pensano di questo “tipo” vestito da prete, da vescovo?

O meglio,mi chiedo: chissà che rapporto hanno con la chiesa, con il cristianesimo? Chissà come guardano la chiesa? Forse la vedono una cosa vecchia ferma, impolverata. Forse una cosa inutile. Forse la vedono come un “impiccio” per la vita. Forse come un insieme di faccende spirituali, astratte, lontane. Mi stuzzica questo pensiero: come oggi la gente guarda la chiesa? Le indagini non ci rallegrano molto: la chiesa è percepita per lo più come lontana, ferma, ingessata, chiusa, inutile.

Addirittura il Papa osa affermare:  “molte volte la vita della chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un  possesso di pochi” purtroppo ha ragione: a volte i nostri riti e i nostri linguaggi sono davvero “pezzi da museo”: robe vecchie” che non parlano all’uomo di oggi. Vai in chiesa e ti sembra di visitare un museo: cose “fisse” sempre uguali, che non cambiano mai, che odorano di altre epoche.

Cose difficili da capire.  Così a poco a poco, la gente si allontana, si rivolge altrove. Si stanca del nostro mutismo e va alla ricerca da altre parti.

Gli uomini e le donne di oggi non sono peggiori di quelli del secolo scorso. No. sono diversi. E continuano a farsi domande sulla vita, sul senso, sulla giustizia, sulla speranza, sul dolore...ma spesso non trovano risposte nei nostri ambienti.

Così si allontanano. A volte soffocano le domande per riuscire a sopravvivere. Spesso cercano altrove. E ci guardano con nostalgia o con commiserazione. Sembra diventata vera la profezia F.Nietzsche:  “Le chiese sono ormai il sepolcro di Dio”. Eppure noi abbiamo l'acqua che disseta, il pane che sfama, la parola che conforta. Noi abbiamo una presenza che è una “botta di vita” e’ creazione, Liberazione, apertura al futuro. Noi abbiamo il fuoco. E’ lì, sotto la cenere. Ma sovente, come chiesa, non siamo più capaci di lasciarlo ardere. E la gente si va a scaldare altrove. Come vorrei essere capace di “mostrare” la vitalità del Cristianesimo! Come vorrei una Chiesa capace di ardere! ne abbiamo bisogno, oggi più che mai.

 

                                                                                                           Derio vescovo

 

L'Eco del Chisone  4 luglio 2018