Aggiornamento Cdbitalia - 10 febbraio 2016

11-02-2016 - CDB

Togli pure la foto con il vecchio prete che impone le ceneri.....a presto don 


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aggiornamento del 10 febbraio 2016         
       In primo piano

DA DOVE VERRA' LA SALVEZZA?
Claudio Giambelli
   (CdB S.Paolo - Roma)

Questo era il titolo del canto che per tanti anni io e Ornella abbiamo suonato alla chitarra e cantato, prima a Spello e poi nella parrocchia di S.Fulgenzio, a Roma, Balduina. Il canto metteva in musica le parole del Salmo 121 [1] ".....il mio aiuto verrà dal Signore che ha fatto cieli e terra...... 
"Un salmo dalle parole potenti di speranza e sostegno che tanto ha attivato le nostre risorse interiori tramite la fede, in molti passaggi critici della vita e ancora risuona in noi.
Eppure, a ben vedere, con occhi disincantati, è anche un salmo disperato , ultima spiaggia davanti all'angoscia esistenziale; il suo intimo messaggio è : ci sentiamo perduti, non siamo capaci di salvarci da soli, l'unica speranza è affidarci all'esterno, al "Signore di tutte le cose", che in realtà non interviene, perché non c'è, nella forma di cui talvolta avremmo bisogno o forse lo immaginiamo nei posti e modi sbagliati.
La domanda è: anche se trovassimo risposte individuali all'angoscia, si possono poi trascurare le necessità di risposte collettive? E' come dire, se io personalmente (e la mia famiglia) siamo (temporaneamente) pacificati e forti in noi stessi, questo è sufficiente, oppure la nostra intima "salvezza" dipende anche dalla "salvezza" collettiva ? In altre parole, ci salviamo soli?
Io sono convinto che i due piani di "salvezza" individuale e collettiva, qualunque siano i significati che vogliamo dare a questa parola, siano strettamente collegati, non possono prescindere l'uno dall'altro e quello che li collega è una coscienza responsabile "cosmica": per i credenti, poi, l'immaginario di Dio risuona, in modo speciale, con tale coscienza responsabile.
Quindi, al di là delle angosce personali, che pure possono essere tante e anche gravi, vediamo quali sono le angosce collettive che ci troviamo di fronte, evidenziando alcuni passaggi estratti da alcuni acuti osservatori della realtà, non pensando con questo di aver esaurito l'analisi.     [CONTINUA LA LETTURA]


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OLTRE I CONFINI DI OGNI FONDAMENTALISMO

Peppino Coscione
   (Cdb Oregina - Genova)

Certamente è da apprezzare l'iniziativa "Moschee aperte" - organizzata da Pablo Calzeroni per il quotidiano di Genova Il Secolo XIX assieme ai centri islamici genovesi in collaborazione con U-BOOT Architettura Paesaggio Ricerca, Viaggi Solidali, Acra, Ce.Sto/Giardini Luzzati, il Formicaio con il supporto di Panificatori Genova e Provincia
Due domeniche dedicate alla tolleranza e al dialogo, contro la cultura del sospetto e della paura, azioni concrete per promuovere lo scambio interculturale. Due giornate di sole in un mondo sempre più avvitato nella spirale del terrorismo e della guerra. Il 13 e il 20 dicembre, le sale di preghiera della città sono state aperte e tante sono state le persone a visitarle con la guida dei membri delle singole comunità.
Non è mancato neanche il momento di condividere un tè verde alla menta, pasticcini, focaccia e piatti preparati dalle comunità diffuse in varie zone della città. Domenica 20 dicembre è stato il momento culminante: un incontro di riflessione e di preghiera tra gli imam e i rappresentanti dell'arcidiocesi genovese, della comunità ebraica di Genova e della chiesa ortodossa nel centro culturale islamico di Genova in via G.B. Sasso di cui è responsabile l'imam Salah Husein , uno dei relatori presenti alla tavola rotonda organizzata nell'ambito del XXVII Incontro Nazionale delle cdb tenutosi a Formia 1-3 novembre 2012 sul tema "Chiamati alla speranza oltre i confini di ogni fondamentalismo", una riflessione tuttora di grande attualità.
Ad essere chiamati ad intervenire 8 maschi ; l'unica donna a far rilevare la situazione è stata la rappresentante del quotidiano Il Secolo XIX che li coordinava ; chiaramente nessuno dei maschi al tavolo coglie la provocazione, continuando a pensare che si tratti di una questione secondaria. Invece il maschilismo ebreo, cristiano e musulmano è già una di quelle forme di violenza che storicamente hanno abitato le religioni organizzate, soprattutto quelle monoteiste, sul piano teologico , pedagogico e istituzionale.     [CONTINUA LA LETTURA]




Dalle CdB e dai gruppi di base



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