Prof. VITO MANCUSO - 20 GENNAIO 2012 ORE 21

07-01-2012 - Attività

"UNA CHIESA A PIU' VOCI"
VENERDI' 20 GENNAIO 2012 ORE 21

Prof. VITO MANCUSO

LIBERI NELL'ESPRIMERE LA FEDE

Docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano, è dottore in teologia sistemica.
Considerato uno dei pensatori religiosi più influenti nel dibattito pubblico, ha intrapreso la strada coraggiosa di una riformulazione della fede sulla base della libertà e dell'etica. Un teologo laico molto controverso, che val la pena di conoscere, leggere e ascoltare con spirito critico e rispettoso.

Dopo "L'anima e il suo destino", "Io e Dio. Una guida dei perplessi" è il suo ultimo libro in cui dice che la fede non si deve basare sull'autorità ma sull'autenticità.
Per evitare facili contrapposizioni o sterili polemiche sarà utile leggere quanto scrive nella prefazione a "L'anima e il suo destino" il Card. Martini:

Carissimo Vito,
hai avuto un bel coraggio a scrivere dell'anima, la cosa più eterea, più imprendibile che ci sia, tanto che si giunge a dubitare che essa esista. Eppure d'altra parte è la cosa più forte, perché è forte come la vita, come la capacità,di tenere insieme questo organismo composto di miliardi di molecole che, se manca il principio ordinatore, incomincia a corrompersi ed entra nella morte.
Tu hai voluto scrivere dell'anima e non solo sostieni che essa esista, ma a partire da essa cerchi di capire qualcosa sul futuro dell'uomo, sul futuro dell'umanità. Vieni così a toccare punti delicati e in parte controversi, come quelli riguardanti i cosiddetti nuovissimi, cioè morte, giudizio, inferno, paradiso, eccetera.
Penso di sentire parecchie discordanze su quanto tu concludi su diversi punti, ma non posso negare che tu cerchi sempre di ragionare con rigore, con onestà e con lucidità, e che hai il coraggio delle tue idee, dicendo anche apertamente che esse non sempre collimano con I'insegnamento tradizionale e talvolta con quello ufficiale della Chiesa. Perciò il tuo libro incontrerà opposizioni e critiche. Ma sarà difficile parlare di questi argomenti senza tenere conto di quanto tu ne hai detto con penetrazione coraggiosa.
Non posso perciò che augurare che il tuo libro venga letto e meditato da tante persone, anzitutto da coloro che non si preoccupano dell'esistenza dell'anima né del futuro dell'uomo e che anche per questo non hanno punti saldi a cui ancorarsi. Ma anche altri, quelli che ritengono di avere punti di riferimento saldissimi, possono leggere le tue pagine con frutto, perché almeno saranno indotti o a mettere in questione le loro certezze o saranno portati ad approfondirle, a chiarirle, a confermarle.
Vedo che in tutto questo sta portando frutto tutta la tua storia, la tua passione per la ricerca, il tuo cammino di onestà e di verità, tutto il tuo amore per lo studio e il tuo amore per la vita. Mi auguro che anche coloro che non saranno d'accordo con parecchie idee del tuo libro comprendano queste cose e ti ascoltino con attenzione.
Tuo cordialmente, P. Carlo Maria card. Martini, S.I.