Notizie

ENRICO PEYRETTI A VITTORIO MESSORI

Torino, 25 dicembre 2014, Natale
Caro Vittorio, ci sentiamo raramente, ma ci ricordiamo entrambi della vicinanza e dell'amicizia, quando eri a Torino, e collaborasti anche nel 1971 (allora non firmavamo gli articoli) ai primi numeri de "il foglio: mensile di alcuni cristiani torinesi", che oggi probabilmente non condividi.
Ho letto, in rete, il tuo articolo-confessione di ieri sul Corriere. Sai che non lo condivido, ma rispetto il sentimento con cui lo hai scritto. Mi chiedo chi ti ha richiesto quella confessione: il Corriere per amor di dibattito? Oppure quelle parti di gerarchia che avversano la linea di papa Francesco, fino a scrivergli contro un libro cardinalizio, nel momento dell'apertura del sinodo, e fino al punto che qualcuno teme uno scisma lefevriano (sulla questione dei divorziati) in nome di un rigorismo morale né misericordioso né ecumenico?...

Appoggio al Papa Francesco contro uno scrittore nostalgico

di Leonardo Boff
in "leonardoboff.wordpress.com" del 27 dicembre 2014
Ho letto con un po' di tristezza l'articolo critico di Vittorio Messori sul Corriere della Sera esattamente nel giorno meno adattato: la felice notte di Natale, festa di gioia e di luce: "Le scelte di Francesco: i dubbi sulla svolta del Papa Francesco". Lui ha provato a danneggiare questa gioia al buon pastore di Roma e del mondo, Papa Francesco. Ma invano perché non conosce il senso di misericordia e di spiritualità di questo Papa, virtù che sicuramente non dimostra Messori. Dietro parole di pietà e di comprensione porta un veleno. E lo fa in nome di tanti altri che si nascondono dietro di lui e non hanno il coraggio di apparire in pubblico...

 

FERMIAMO GLI ATTACCHI A PAPA FRANCESCO


http://firmiamo.it/fermiamo-gli-attacchi-a-papa-francesco

Chi condivide l'appello che segue può firmare al link sopra riportato.

APPELLO A SOSTEGNO DI PAPA FRANCESCO

L'arrivo del Papa «venuto dalla fine del mondo» che assume il nome di Francesco presentandosi non come Pontefice Massimo, ma come Vescovo di Roma, provoca reazioniscomposte dentro la Curia vaticana che, falcidiata da scandali e corruzioni, considera il Papa come corpo «estraneo» al suo sistema consolidato di alleanze col potere mondano, alimentato da due strumenti perversi: il denaro e il sesso...

PERCHE' STIAMO CON FRANCESCO

di Antonio Padellaro - Il Fatto Quotidiano - 24 dicembre 2014

Non occorre essere credenti per avere un senso religioso della vita e per saper distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è. Per esempio, basta assistere a una messa domenicale e anche chi ritiene che l'ostia consacrata sia soltanto un frammento di pane azzimo non potrà non riflettere sul raccoglimento delle persone che si avvicinano all'altare...

I QUINDICI PECCATI DELLA CHIESA SECONDO FRANCESCO

di Vito Mancuso

Viva il Papa e abbasso la Curia!, verrebbe spontaneo gridare dopo il magnifico e severo discorso che papa Francesco ha rivolto ieri ai responsabili della Curia romana. Il discorso con un'analisi ammirevole e coraggiosa elenca ben quindici malattie che secondo il Papa aggrediscono l'organismo di potere vaticano, ma in realtà si tratta di un'analisi perfettamente estendibile a tutte le altre nomenclature, a tutte le corti che nel mondo si formano inevitabilmente attorno a chi detiene il potere. Ieri il Papa si è rivolto alla Curia romana, ma le sue parole colpiscono praticamente tutti gli organi di potere dell'odierna società, dalla politica all'economia, dalle università ai tribunali, in Italia e ovunque nel mondo...


La Repubblica 23 dicembre 2014

IL PAPA: ECCO LE QUINDICI «MALATTIE» DELLA CURIA

Nel discorso per gli auguri ai collaboratori Francesco invita a un esame di coscienza per confessare i «peccati»: dalla vanagloria al sentirsi indispensabile, dall'«Alzheimer spirituale» all'accumulare denaro e potere, dai circoli chiusi al «profitto mondano» al «terrorismo delle chiacchiere»...


ANDREA TORNIELLI CITTÀ DEL VATICANO 22/12/2014

Martini, uno sguardo che dice

L'ultimo messaggio senza parole

È trascorso un anno. Vale per tutti la legge del primo anno. Dunque anche per chi ha assistito il
cardinale Carlo Maria Martini per l'ultimo tratto di strada che precede il salto. Una legge scritta in
nessun documento, ma reale quanto il sangue che scorre nelle vene, prevede che chi resta trascorra
il tempo sfogliando l'agenda dei ricordi...

di don Damiano Modena in "Corriere della Sera" del 31 agosto 2013

Il Cardinale Martini secondo don Damiano Modena

Intervista esclusiva.
A cura di Marco Ciani

(Ho conosciuto don Damiano, il Segretario del Cardinal Martini, qualche anno fa, quando mi sono trasferito in Piemonte per sposarmi. E' un vecchio amico di mia moglie e della sua famiglia. Un incontro piacevole, supportato anche dal fatto di essere entrambi di origine veneta (lui di Verona, io di Belluno) e di aver trascorso una parte importante delle vita ad Alessandria...

 

La montagna dell'arcivescovo, simbolo di vita

"Corriere della Sera" 31-8-2014 (Damiano Modena)

Nelle valli del Cadore, dopo una stagione di pioggia, il sole asciuga le vecchie ossa della catena dolomitica. Per anni ho adattato il mio passo a quello nobile, ma appesantito dalla malattia, di Carlo Maria Martini. In altri tempi, dalle pendici del Sasso Lungo il cardinale avrebbe imbracciato i suoi bastoni telescopici e si sarebbe incamminato, lungo sentieri poco conosciuti, verso la vetta. Negli ultimi anni lasciava che altri lo conducessero in luoghi da dove si potessero abbracciare dal basso orizzonti meno angusti di quelli del Parkinson. Martini sapeva che la vita ha le regole della montagna. In vetta le prospettive si sommano e la fatica diventa gioia...

KOINONIA Forum num. 415

Cari amici,

perdonate un po' di pubblicità, ma la circostanza va al di là della mia partecipazione, richiesta da Luciana Angeloni della Comunità dell'Isolotto: si tratta di una occasione propizia per incontrarci e confrontarci con Giovanni Franzoni sia attraverso il suo libro e sia di persona. Di lui ci siamo interessati in Koinonia-forum 396 e su Koinonia-periodico, ma è importante che il discorso che egli suscita con la sua testimonianza diventi di interesse comune: si tratta infatti del fenomeno "comunità di base" che non possiamo archiviare come "moda" tramontata, ma che va inteso e preso come "segno dei tempi" sempre da interpretare e da rilanciare, al di là della supponenza di chi lo ha marginalizzato e anche della stanchezza di chi ci ha creduto. L'istanza che ha generato questo fenomeno,. Infatti, è più che mai viva, magari in versione riveduta e corretta, e chi se ne è fatto interprete fino ad ora, non può non far sentire la propria voce, pur da posizioni di marginalità istituzionale. Soprattutto in un tempo che proprio dal centro siamo sollecitati ad andare nelle periferie!...

MARTA E IL CROCIFISSO...

Nella piccola scuola materna Marta è già di casa: la frequenta da poco, ma conosce un po' tutti e tutto dell'ambiente dei suoi giochi e delle prime esperienze di rapporto con gli altri. Fuori fa freddo e gli spazi si riducono necessariamente alla grande stanza comune, tra il vociare degli altri bambini. Ed è stando lì a lungo che un giorno la piccola notò il crocifisso, discretamente posto in una parete molto in alto, forse per nascondere alla vista dei piccoli l'immagine di un uomo morto in croce. Marta non vi aveva mai fatto molto caso, forse ritenendolo parte dell'arredamento...