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Mia figlia aveva il diritto di morire

Parla Debbie Ziegler, la mamma di Brittany
la Repubblica, giovedì 20 novembre 2014

Pubblichiamo la lettera della mamma di Brittany Maynard, la 29enne americana affetta da tumore al cervello incurabile, che ha scelto l'eutanasia. La lettera di Debbie Ziegler, diffusa dall'associazione che si batte per il suicidio assistito Compassion & Choices si rivolge a chi ha commentato negativamente la scelta della figlia, soprattutto la Chiesa cattolica. Pur senza citarlo, risponde a Monsignor Ignacio Carrasco de Paula, presidente della Pontificia accademia per la vita, che aveva parlato di gesto "riprovevole"...

VERONESI E IL MALE CHE FA PERDERE LA FEDE IN DIO

 di Vito Mancuso 

La perdita della fede in Dio a causa della presenza del male nel mondo di cui ha parlato su questo giornale Umberto Veronesi è un'esperienza comune a molti, descritta in numerose opere filosofiche e letterarie del passato e sorgente di perenne inquietudine per la fede cristiana...

KOINONIA Forum num. 413

Cari amici,
mi permetto di ricordare l'appuntamento di domenica prossima ai pochi che hanno voglia e possibilità di esserci e a tutti gli altri come informazione: il nostro è il tentativo di vivere la "Cena del Signore" come momento di fede riassuntivo e propulsivo della nostra esistenza quotidiana. E' come procurare il sale che abbia il suo sapore, senza bisogno di ridarglielo in altri modo. Siamo alla ricerca di quanto vale per chi vive dal di dentro il "mistero della fede", ma che al tempo stesso sia significativo per tutti! L'intima unione con Dio da parte di alcuni è sempre fattore e fonte di unità per tutto il genere umano: e quale altro strumento ha una chiesa per diventare unico Popolo di Dio se non quello di fare ed essere memoria vivente del suo Signore, che proprio per questo ha dato tutto se stesso?
Ancora: ci vogliono forse altri motivi per ritrovarci nel "Giorno del Signore", salvo portare noi stessi e la nostra realtà umana in controluce rispetto al Vangelo? E' fuori luogo desiderare che le cose tornino al loro minimo di normalità e naturalezza? Perché, in altre parole, momenti del genere dovrebbero esserci solo in forza di "precetti" e di obblighi festivi o per "adorazioni perpetue" del Santissimo sacramento, e non possono essere vissuti e condivisi in libertà e spontaneità da veri adoratori in spirito e verità? "Così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano"(Gv 4,23).
Ci ritroviamo insieme, in questo cammino verso la verità tutta intera, con tutti i potenziali adoratori del Padre, quelli che lui solo conosce. E quando da parte nostra diciamo "ricordati Padre della tua chiesa diffusa su tutta la terra e qui convocata", noi possiamo essere anche "quattro gatti" o quei "due o tre" di evangelica memoria, ma siamo promossi a compiere un "servizio sacerdotale" per l'umanità intera, non necessariamente in forma sacrale e ministeriale, ma con l'offerta di tutto quello che abbiamo per vivere, facendo memoria dei Signore e in rendimento di grazie.
Si fa sempre più chiaro dove e come un cambiamento di spirito e di mentalità (cfr Ef 4,23) debba avvenire, per arrivare ad una prassi condivisa di chiesa senza troppi surrogati ed ulteriori orpelli: semmai tanti orpelli vanno tolti di mezzo attraverso necessarie spogliazioni, per recuperare quella capacità di comunicazione "nella fede", che sia quanto di più vero ed umano ci possa essere, fino a diventare "dinanzi a Dio il profumo di Cristo" (2Corinzi 2,15). Proprio perché si tratta di ritrovare la condizione minima di partenza, non è da pensare tanto ad iniziative specifiche programmate, quanto ad una disponibilità diffusa e attiva di pietre vive che si costruiscono come tempio di Dio intorno alla pietra angolare e sul fondamento che è e rimane il Cristo Gesù.
Detto questo, nella segreta speranza di fare qualche passo avanti nella prassi di liberazione e di purificazione della nostra fede, quello che possiamo offrire ora alla nostra riflessione è un testo di Umberto Vivarelli sul "banchetto degli esclusi", che ci introduce al tema del libero dialogo su "Eucarestia alla prova nel Sinodo dei Vescovi". La seconda parte dello studio di don Franco Marton ci riporta dentro il discorso "liturgia", ma all'unico scopo di farne un ponte lavatoio abbassato verso l'esterno. La voce di Ernesto Buonaiuti ci offre i frutti di quanto egli ha dovuto soffrire per le sue proposte teologiche sulla eucarestia, ma ancora una volta solo il seme che muore porta frutto!
So bene che è tutta una avventura senza garanzie e senza ambiziosi traguardi, ma se ce la sentiamo di correrla insieme non c'è che da essere contenti, come quei servi inutili che dicono: "Abbiamo fatto quanto dovevamo fare" (Lc 17,10) Come si può vedere, non è un discorso "neutro", ma se davvero una liberazione è necessaria nel e del Popolo di Dio, questa non può essere solo annunciata, ma richiede - come usa dire - di "metterci la faccia"!
Grazie anche a chi ci mette la pazienza per leggere e rimanere in comunicazione.
Alberto

PER NON DIMENTICARE

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci...

CARO FURIO COLOMBO

CARO FURIO COLOMBO, sono rimasta sorpresa e stordita dall'esortazione ai medici di Papa Francesco che dice: "Fate obiezione", quando si tratta di aborto e di eutanasia. E sono colpita dalla terribile espressione "falsa compassione" per chi aiuta a chi chiede disperatamente un aiuto estremo. Torna a funzionare l'automatismo spietato detto "potere della Chiesa". Il Papa sarà anche buono e simpatico, ma il potere della Chiesa non cede terreno.
Lucrezia

VEDO IN QUESTE due dichiarazioni del Papa un grave errore morale (l'abbandono dei deboli, ricordate il caso Welby, la sua morte volontaria, la porta chiusa della chiesa?) e forse un invito al reato (l'astensione arbitraria del medico dall'adempire il suo dovere di presenza e intervento) quando si negano i diritti umani e civili, ovvero i privilegi inalienabili attribuiti a tutti i cittadini...

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 18 novembre 2014

KOINONIA Forum num. 412

Cari amici,
si dovrebbe aver capito che la nostra non è una guerra di posizione o di corpi speciali, ma di semplice fanteria o da "ospedale da campo", per far fronte alle emergenze quotidiane nella lotta per conquistare o per conservare la fede (cfr 2Tm 4,7), quella fede che vince il mondo (1Gv 5,4). Di strategie ne sono state studiate e presentate anche troppo, ma restano lettera morta se non c'è chi le porta in campo con la passione e il rischio necessari in una battaglia che vuol essere di liberazione e non di conquista. Ed è in fondo quanto nel nostro piccolo tentiamo di fare per far emergere e rendere attivo quel soggetto storico e messianico che il Popolo di Dio è chiamato ad essere nella storia
A proposito di "liberazione" oso avanzare questa ipotesi di lavoro: che quanto la teologia della liberazione ha elaborato e proposto dentro i movimenti storici dell'America Latina e offerto alla chiesa intera come modo di servire il vangelo, è in fondo quanto dovrebbe avvenire dentro la prassi storica del Popolo di Dio per una liberazione messianica, come del resto è avvenuto alle origini della predicazione del vangelo. Una prassi di liberazione in contesto religioso prima ancora che sociale: sarà possibile?
Che questo lavoro di discernimento e di esodo sia da fare a tutti i livelli ce lo dimostrano Giancarla Codrignani e Giovanni Covini a proposito del tema famiglia in riferimento al Sinodo, e della presenza cristiana nella scuola in occasione di quanto si è verificato nella Diocesi di Milano relativamente agli insegnanti di religione.
Rimanendo nel filone "Cena del Signore segno di contraddizione", il discorso si allarga e diventa sempre più trasversale, a dimostrazione del fatto che è qui il punto di appoggio per "per promuovere la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è conforme alla pietà" (Tt 1,1). Forse il cambiamento d'epoca auspicato dovrà avvenire ancora una volta nella linea e secondo la prassi fede-verità-pietà: è un'altra ipotesi di lavoro che fa capolino. A farsi compagni di strada sono questa volta da Treviso don Franco Marton e in Pistoia Valdo Pasqui, che presentano e motivano i contributi di cui li ringraziamo.
Siamo sempre più in campo aperto, orientati verso un paese che ci verrà mostrato e sapendo quale è il nostro "viatico".
Alberto

LETTERA A DIOGNETO - Capp. V - VI

Il mistero cristiano

V. 1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale...

L'anima del mondo
VI. 1. A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. 2. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra...

Big Bang, l'ultima non-novità di papa Francesco

La Repubblica lunedì, 27 ottobre 2014 Piergiorgio Odifreddi
Finalmente, dopo tanti discorsi vaghi e generici, che permettevano ai media di attribuirgli una modernità inesistente, papa Francesco ha tenuto un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze, ha parlato di cosmologia e di evoluzionismo, e ha sostenuto che le due teorie scientifiche non solo non contraddicono il creazionismo divino, ma lo postulano come principio...