Notizie

La montagna dell'arcivescovo, simbolo di vita

"Corriere della Sera" 31-8-2014 (Damiano Modena)

Nelle valli del Cadore, dopo una stagione di pioggia, il sole asciuga le vecchie ossa della catena dolomitica. Per anni ho adattato il mio passo a quello nobile, ma appesantito dalla malattia, di Carlo Maria Martini. In altri tempi, dalle pendici del Sasso Lungo il cardinale avrebbe imbracciato i suoi bastoni telescopici e si sarebbe incamminato, lungo sentieri poco conosciuti, verso la vetta. Negli ultimi anni lasciava che altri lo conducessero in luoghi da dove si potessero abbracciare dal basso orizzonti meno angusti di quelli del Parkinson. Martini sapeva che la vita ha le regole della montagna. In vetta le prospettive si sommano e la fatica diventa gioia...

KOINONIA Forum num. 415

Cari amici,

perdonate un po' di pubblicità, ma la circostanza va al di là della mia partecipazione, richiesta da Luciana Angeloni della Comunità dell'Isolotto: si tratta di una occasione propizia per incontrarci e confrontarci con Giovanni Franzoni sia attraverso il suo libro e sia di persona. Di lui ci siamo interessati in Koinonia-forum 396 e su Koinonia-periodico, ma è importante che il discorso che egli suscita con la sua testimonianza diventi di interesse comune: si tratta infatti del fenomeno "comunità di base" che non possiamo archiviare come "moda" tramontata, ma che va inteso e preso come "segno dei tempi" sempre da interpretare e da rilanciare, al di là della supponenza di chi lo ha marginalizzato e anche della stanchezza di chi ci ha creduto. L'istanza che ha generato questo fenomeno,. Infatti, è più che mai viva, magari in versione riveduta e corretta, e chi se ne è fatto interprete fino ad ora, non può non far sentire la propria voce, pur da posizioni di marginalità istituzionale. Soprattutto in un tempo che proprio dal centro siamo sollecitati ad andare nelle periferie!...

MARTA E IL CROCIFISSO...

Nella piccola scuola materna Marta è già di casa: la frequenta da poco, ma conosce un po' tutti e tutto dell'ambiente dei suoi giochi e delle prime esperienze di rapporto con gli altri. Fuori fa freddo e gli spazi si riducono necessariamente alla grande stanza comune, tra il vociare degli altri bambini. Ed è stando lì a lungo che un giorno la piccola notò il crocifisso, discretamente posto in una parete molto in alto, forse per nascondere alla vista dei piccoli l'immagine di un uomo morto in croce. Marta non vi aveva mai fatto molto caso, forse ritenendolo parte dell'arredamento...

CDB: aggiornamento del 28 novembre 2014

Papa Francesco è stato chiaro: "Lo Stato di diritto sociale non va smantellato e in particolare il diritto fondamentale al lavoro. Questo non può essere considerato una variabile dipendente dai mercati finanziari e monetari. Esso è un bene fondamentale rispetto alla dignità, alla formazione di una famiglia, alla realizzazione del bene comune e della pace (...) L'istruzione e il lavoro, l'accesso al welfare per tutti sono elementi chiave sia per lo sviluppo e la giusta distribuzione dei beni, sia per il raggiungimento della giustizia sociale, sia per appartenere alla società e partecipare liberamente e responsabilmente alla vita politica, intesa come gestione della res publica (...) Visioni che pretendono di aumentare la redditività, a costo della restrizione del mercato del lavoro che crea nuovi esclusi, non sono conformi a un'economia a servizio dell'uomo e del bene comune, a una democrazia inclusiva e partecipativa"...

CORAGGIO DI FRANCESCO FREDDEZZA DI ERDOGAN

Marco Ansaldo da Repubblica 29 novembre

Il papa replica, e solo all'inizio sembra un po' a disagio. Ma poi il suo discorso fluisce spedito. Prima, così come lo hanno preparato i suoi consiglieri a proposito della Turchia, accenna alla difesa della "libertà religiosa" e "di espressione", aggiungendo che in Medio Oriente "non possiamo rassegnarci alla continuazione dei conflitti"...

Qualche riflessione dopo la nota amara di Umberto Veronesi

Gentile don Franco Barbero, qualche riflessione, chetatasi la piccola tempesta seguita alla nota amara di Umberto Veronesi: "Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio", e alla risposta dello scienziato Zichichi: "Dio esiste e la prova è l'universo"...

CON LA TESTA VOLTATA DAVANTI ALLA VIOLENZA

da REPUBBLICA.IT
di MICHELA MARZANO

Ormai lo sappiamo bene che, quando si parla delle violenze contro le donne, le leggi, per quanto efficaci, non sono sufficienti. Ormai siamo consapevoli che la violenza non può essere del tutto eliminata, e che sarebbe illusorio pensare di debellare del tutto la pulsione dell'aggressività. Come ogni pulsione però, anche l'aggressività può essere contenuta. Insegnando a tutti, fin dalla più tenera età, quelle che Freud chiamava le dighe psichiche, in particolare la compassione...

Il Papa 'conquista' Strasburgo

"Europa ruoti sulla sacralità della persona, non sull'economia"
(ansa)

Standing ovation degli eurodeputati al termine del discorso di Bergoglio al Parlamento Ue. Il Ponteficeha posto l'accento sul lavoro: "E' necessario ridargli dignità. Coniugare flessibilità e stabilità". E non ha lesinato critiche, paragonando il Vecchio continente a "una nonna non più fertile e vivace". Richiamo sui migranti: "Mediterraneo non diventi grande cimitero". Poi discorso al Consiglio d'Europa: "Allontanare la cultura del conflitto". Sull'aereo parla dell'Is: "Non so se si può dialogare con loro, ma io non chiudo mai la porta"...

(A cura di Alessandro Minissi)

 

Cresima in Duomo negata al figlio del boss

Il padre fece uccidere don Puglisi al figlio niente cresima in cattedrale
Palermo, nella chiesa le spoglie del beato. "Il boss non si è mai pentito"
«Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli», chiosa il cardinale di Palermo, Paolo Romeo, dopo avere negato la cresima in cattedrale al figlio del boss Giuseppe Graviano. Nella cattedrale del capoluogo siciliano, visitata da turisti di ogni parte del mondo, riposano le spoglie dell'imperatore Federico II come di padre Pino Puglisi, il sacerdote martire, oggi beato, fatto uccidere proprio da Giuseppe Graviano, il 15 settembre 1993. E Romeo, «per evitare strumentalizzazioni», non ce l'ha voluto quel 17 enne, assieme ai figli della Palermo bene......"...