Notizie

Da Benedetto a Francesco. Cosi' e' rinata la mia speranza nella Chiesa

di Hans Küng in "la Repubblica" del 2 ottobre 2013

Prima vedevo la morte davanti alla vita, oggi al contrario vedo la mia vita alle spalle della morte. Io
non so quando e come morirò. Forse verrò chiamato all'improvviso, e mi sarà risparmiata una scelta
individuale. Sarebbe bene così. Ma nel caso che io stesso debba decidere di persona sulla mia
morte, prego tutti di attenersi ai miei auspici e desideri...

Francesco, Scalfari e l'arte del dialogo

La Repubblica 2 ottobre 2013, di HANS KÜNG

IO CREDO che sia un evento di grande valore e di cui rallegrarsi moltissimo, il fatto che il dialogo tra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari non sia terminato con un epistolario, ma sia continuato con un'intervista. Quella pubblicata ieri su Repubblica è il documento straordinario di un incontro da uomo a uomo con un'intensa e profonda volontà reciproca di proseguire e approfondire il dialogo. Una delle cose che colpisce all'inizio del colloquio è che abbiano saputo trovare anche la dimensione dello humour: entrambi dicono di essere stati ammoniti e avvertiti dai loro collaboratori a non lasciarsi convertire l'uno dall'altro, né alla fede cristiana né al laicismo...

Il Papa: cosi' cambiera' la Chiesa

colloquio tra papa Francesco e Eugenio Scalfari, in "la Repubblica" del 1 ottobre 2013

 

Mi dice papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l'uno né l'altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondome, è il problema più urgente che la Chiesa ha difronte a sé»...

SCONFIGGERE LA MORTE di ALBERTO MAGGI

"SIAMO TUTTI SCHIAVI DEL PIU' GRANDE TABU'" La Repubblica 27 settembre 2013

La malattia, le cure, la guarigione quando sembrava non ci fosse speranza Il teologo "eretico" smonta attraverso l'esperienza personale la paura che l'uomo ha esorcizzato...

Davvero non esistono le verita' assolute

Per papa Francesco non è rilevante se Eugenio Scalfari sia un credente o meno, poiché ognuno ha la sua storia e il suo percorso, ma è importante la capacità di essere aperti all'ascolto...

di LEONARDO BOFF - Repubblica 27 settembre 2013

Il cardinale Ravasi : Vi spiego perche' i Papi scrivono ai laici

intervista a Gianfranco Ravasi a cura di Marco Ansaldo, da "la Repubblica" del 25 settembre 2013

Cardinale Gianfranco Ravasi, Papa Francesco e Papa Benedetto scrivono ai giornali e concedono interviste. E oggi lei trasforma il Cortile dei Gentili, la sua iniziativa di dialogo fra credenti e atei, nel Cortile dei giornalisti. Sta cambiando qualcosa nel rapporto tra informazione e Chiesa?
«Vorrei rendere questi nostri incontri sempre più profondi e vivaci. Il primo in assoluto fu quello dei diplomatici, un po' inamidato. Ora questo dei giornalisti, a maggior ragione dopo le lettere inviate da Francesco e da Benedetto XVI e pubblicate su Repubblica, dovrebbe essere un modello più dinamico. Un confronto a muso duro se è il caso, in cui si obietta, si danno delle visioni. Oppure dei consigli, non necessariamente polemici, ma che siano incisivi»...

INTERVISTA A PAPA FRANCESCO - Gianni Riotta

www.lastampa.it, 20 settembre 2013


Padre Spadaro dopo l'incontro con Papa Francesco: "Mi ha detto che Dio è come un fiore di mandorlo siciliano". «Intervista? Macché intervista, è stata un'esperienza di vita spirituale, il Papa non si intervista».
«Ero andato lì con delle domande, registratore, carta e penna, ma ho subito smesso di prendere appunti. Ascoltavo, io gesuita e direttore di Civiltà Cattolica, il Papa, il primo Papa gesuita, la commozione e l'interesse hanno preso il sopravvento»...

Grazie Francesco di Umberto Veronesi

in "la Repubblica" del 14 settembre 2013

Il dibattito suscitato dalla lettera di papa Bergoglio a Scalfari dimostra che il rapporto fra credenti e non credenti è ben lontano da essere una questione dotta per pochi intellettuali. Non esiste donna o uomo a cui non venga posta, da altri o dalla propria coscienza, la domanda: «E tu in che cosa credi?». Io rispondo: «Credo non in Dio, ma nell'uomo ». E dopo aver letto attentamente la sua lettera, immagino che il Papa risponderebbe: «Credo in Dio e nell'uomo»...

SULLA SIRIA: IL NOSTRO 'CHE FARE?'

Questo non è un appello. Non è una petizione. Non raccogliamo firme, né cerchiamo consensi.

Vogliamo solo offrire qualche spunto di riflessione per il dibattito che si sta sviluppando al seguito dei "venti di guerra" che provengono dallo scenario internazionale che oggi ci consegna una sponda del Mediterraneo in fiamme, dalla Siria alla Libia, dall'Egitto al Libano (oltre naturalmente alla Palestina).

Flavio Lotti e il senso di una giornata

Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero
il 7 settembre ci dobbiamo essere tutti!

Quella del 7 settembre sarà una giornata importante. E spero che ci saremo tutti. Ciascuno a suo modo, con il suo credo e le sue convinzioni.

Le risposte di un protestante a Eugenio Scalfari

Stimato fondatore di Repubblica, dottor Eugenio Scalfari,
ho letto con sorpresa la sua lettera a papa Francesco, lettera che contiene nell'ultima parte domande interessanti da parte di un non credente a un credente. Pur non essendo io né il papa né cattolico, ma pastore delle chiese valdesi e metodiste in servizio a Palermo, raccolgo la sfida di risponderle...