Unioni civili - Noi Siamo Chiesa

12-05-2016 - Notizie

Comunicato stampa

E' una legge necessaria quella sulle unioni civili. Il popolo cristiano sappia ragionare con serenità e sensibilità pastorale. Le gerarchie non facciano barricate.

Il coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Mons Galantino, segretario della Cei, ha detto che il ricorso alla fiducia sulla legge sulle unioni civili è stata "una sconfitta". Anche a me sembra una forzatura pesante ma mi sarebbe piaciuto che una posizione analoga fosse stata tenuta quando, con il ricorso alla fiducia, è stata addirittura approvata una riforma che cambia completamente la struttura della nostra carta costituzionale. Questa denuncia di Galantino sarebbe allora-mi sembra- più credibile. Non si possono usare due pesi e due misure .

Questa legge mi sembra sia necessaria e, semmai, posso constatare che è arrivata troppo tardi con una discussione densa di pregiudizi, di ideologismi e di animosità e con una scarsa riflessione sulle situazioni di fatto e sui compiti propri del legislatore .
Ciò premesso, mi permetto di presentare tre punti che propongo alla riflessione delle gerarchie ecclesiastiche e poi di tutto il popolo cristiano:

--bisogna riconoscere gli errori del passato nel contrastare altri progetti di legge su questo problema fino al punto dal creare aspre polemiche nei confronti dei "cattolici adulti" che li proponevano;

--mi sembra che la legge debba essere pacificamente accettata abbandonando toni duri di contestazione tipo quelli del titolo di apertura dell' "Avvenire" di oggi : "Una legge sbagliata". Mi domando anche quale autorità generale abbia l'intervista di Mons. Bruno Forte di oggi sul "Corriere della sera" che riprende dall'inizio la polemica sull'equiparazione tra unioni di fatto e matrimonio;

-- non possono essere avvallati in alcun modo i propositi bellicosi della destra in Parlamento e di alcune associazioni dell'area dei Family day di giugno e di gennaio. Esse minacciano di ricorrere all'obiezione di coscienza nei confronti della legge e pensano a un referendum abrogativo, che, nel caso di suo svolgimento, sarebbe perso in partenza ma utile solo, per chi lo propone, a creare antagonismi e identità fondamentaliste.

Mi permetto all'occasione di ripetere in sintesi quanto da tempo Noi Siamo Chiesa ed altre associazioni dell'area "conciliare" sostengono : si prenda atto delle varie forme di famiglie che questa società ci presenta ma, detto questo, si sia esigenti nel contrastare ovunque ogni mercato del sesso di qualsiasi tipo, ogni precarietà e instabilità nelle coppie e nelle relazioni, ogni violenza esplicita o nascosta nei confronti della donna, ogni trascuratezza nell'educazione dei figli, ogni abbandono nei confronti degli anziani.
Poi le istituzioni pubbliche, che hanno alle spalle chi tanto chiacchera di famiglia, organizzino servizi, lavoro, fisco che aiutino la coppia, i bambini, i soggetti deboli di vario tipo. E' necessario un welfare famigliare. Esso esiste nella laica Francia ma non nel nostro paese governato in modo ininterrotto da settant'anni da cattolici.
I vescovi, riuniti in assemblea da lunedì prossimo, spero non si facciano prendere la mano da inutili catilinarie contro la legge, ragionino con pacatezza e pensino sia alla pastorale della famiglia tradizionale sia a quella nei confronti delle nuove forme di famiglia e diano fiducia e accoglienza alle persone e alle coppie omosessuali."

Roma, 12 maggio 2016