Il Papa: 'Ipocrita chi difende Cristo e caccia i rifugiati'

15-10-2016 - Notizie

Il Papa: "Ipocrita chi difende Cristo e caccia i rifugiati"

Due interventi di Francesco questa mattina in difesa dei rifugiati. Ai luterani ricorda l'ipocrisia di alcuni cristiani mentre nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato denuncia la prostituzione e la pedopornografia, il fenomeno dei bambini soldato e il lavoro minorile che rende schiavi

di PAOLO RODARI  13 ottobre 2016

 
 

 

CITTA' DEL VATICANO - E' ipocrita "essere cristiano e cacciare via un rifugiato, uno che cerca aiuto, un affamato". E questa "contraddizione, questi che vogliono difendere il cristianesimo in Occidente e dall'altra parte sono contro i rifugiati e contro le altre religioni. E questo non è una cosa dei libri, è una cosa dei giornali e dei telegiornali di tutti i giorni". Ma "la malattia o si può dire anche il peccato che Gesù condanna di più è l'ipocrisia".

Queste parole, durissime, Papa Francesco le ha rivolte ai giovani protestanti e cattolici della Sassonia. Rispondendo alle loro domande nell'Aula Nervi, li ha messi in guardia contro ipocrisia e proselitismo, che ha definito "il veleno più forte contro il cammino ecumenico". "Tu - ha detto il Papa rispondendo a un ragazzo - devi dare testimonianza della tua vita cristiana. La testimonianza inquieta il cuore di quelli che ti vedono. Da questa inquietudine nasce la domanda: 'ma perche' quest'uomo e questa donna vivono così?'. Questo - ha spiegato - è preparare la terra perchè lo Spirito Santo faccia quello che deve fare, ma Lui deve dire, non tu". "La Grazia - ha ricordato - è un dono e lo Spirito Santo è il dono di Dio nel quale viene la Grazie. E' il dono che ci ha inviato Gesù con la sua Passione, morte e risurrezione. Sarà lo Spirito Santo a muovere il cuore dell'altro a fare la domanda e tu lì puoi dire il perchè ma senza voler convincere".

Ma sono le parole sui rifugiati a colpire maggiormente. Francesco entra nel cuore di uno dei principali problemi del cristianesimo soprattutto in Occidente. L'ergersi di alcuni a difensori della civiltà cristiana alzando nel contempo mura culturali e fisiche contro le altre religioni e contro coloro che arrivano nei nostri Paesi fuggendo da guerre, miserie e violenze.

Del tema Francesco ne ha parlato sempre questa mattina anche nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2017. "Sono in primo luogo i minori - ha denunciato  il Papa - a pagare i costi gravosi dell'emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi".

La Giornata sarà celebrata domenica 15 gennaio. Nel  testo del messaggio, intitolato "Migranti minorenni, vulnerabili senza voce", Francesco accusa la corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili", una corsa che "comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l'abuso di minori e, in generale, la privazione dei diritti inerenti alla fanciullezza sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia. L'età infantile, per la sua particolare delicatezza, ha delle esigenze uniche e irrinunciabili. Anzitutto il diritto ad un ambiente familiare sano e protetto dove poter crescere sotto la guida e l'esempio di un papà e di una mamma; poi, il diritto-dovere a ricevere un'educazione adeguata, principalmente nella famiglia e anche nella scuola, dove i fanciulli possano crescere come persone e protagonisti del futuro proprio e della rispettiva nazione". "Di fatto, in molte zone del mondo, - ha sottolineato ancora il Papa - leggere, scrivere e fare i calcoli più elementari è ancora un privilegio per pochi. Tutti i minori, poi, hanno diritto a giocare e a fare attività ricreative, hanno diritto insomma ad essere bambini. Tra i migranti, invece, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l'assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell'abuso dei minori è dura da spezzare".