Baba

24-10-2016 - Notizie

AGGIORNAMENTO: Babà in viaggio verso casa

Nella notte tra mercoledì e giovedì  20 ottobre arriverà all’aeroporto di Bamaco, capitale del Mali,  la bara contenente il corpo di Babà  avvolto in un lenzuolo bianco, come vuole l’usanza africana.  Il nostro ultimo saluto nella moschea di Chiavazza  con orazione funebre. E poi  alla volta di Malpensa. Ad accoglierlo i familiari per il seppellimento. Per due volte era sceso lui dall’aereo per mettere piede in patria e riabbracciare felice i suoi cari. Ora altri lo consegnano ai familiari  addolorati e sgomenti per riaverlo morto e per la lunga estenuante attesa. Sulla bara le date di nascita e di morte con una foto di lui sorridente tra i rami di un albero con le foglie dai colori autunnali,  di quelli che avrà ammirato quando vivo lavorava nella incantevole  silenziosa Baraggia. La nostra partecipazione e vicinanza alla giovane sposa, alla bimba, ai genitori, fratelli parenti amici tutti. La Madre terra che lo generato, da sempre abbracciata dall’unico cielo, se ne riappropria per il viaggio senza ritorno. A noi che lo abbiamo conosciuto e accompagnato per un tratto di strada il mantenerne vivi il ricordo e la storia. Con gratitudine e nostalgia. 

Padre nostro…

Sostienici nella nostra fragilità, Signore, con la premura con cui una madre si prende cura del figlio più gracile e insicuro. Attenua le nostre paure con dei segni di consolazione, come hai mandato al tuo Figlio un angelo nell’orto degli olivi e le donne sulla via della croce. Dopo il tempo dell’angoscia e del buio, apri davanti a noi la porta della luce e donaci la grazia di abbandonarci con fiducia nelle tue mani. Allora vivremo con fede e dignità ogni stagione della vita e ogni situazione che essa ci porterà, e varcheremo infine sereni la soglia della tua casa, meta definitiva del nostro pellegrinaggio terreno. Accogli dunque nella vita senza fine  il nostro amico Babà e dona conforto e sostegno ai suoi familiari.  Amen.

LUNEDI’ 17 OTTOBRE 2016 ULTIMO SALUTO ALL’ AMICO  BABA’

Dopo lunga attesa è arrivato il nullaosta per il rimpatrio della salma di Babà.          Lunedì prossimo saluteremo con rito mussulmano e preghiera funebre il  nostro amico Babà che farà rientro in Mali ove lo accoglieranno mamma, papà, moglie, figlioletta, fratelli, parenti amici indigeni. Vivremo a distanza il doloroso ritorno in terra d’Africa di una delle tantissime vittime di questo mondo in fuga dalla povertà creata da un sistema economico spietato e inarrestabile e disumano.

Come amici domenica prossima  alle ore 17 ci ritroviamo ancora in Oratorio a Quaregna  per condividere proposte e ultime novità.  Babà rientra a casa dopo aver portato a compimento la sua breve idilliaca e amara avventura terrena. In noi resta il ricordo di come lo abbiamo conosciuto. Un velo di tristezza avvolge però il nostro cuore e già immaginiamo le lacrime e lo strazio  dei  familiari increduli nel vedere arrivare una cassa di legno contenente le spoglie di Colui che si era messo in viaggio promettendo di farsi vivo dando notizie di sé, di ricongiungersi un giorno per il matrimonio e di inviare danaro a sostegno della famiglia qualora avesse trovato un lavoro. Promesse che ha sempre mantenuto fino a quel pomeriggio di venerdì 26 agosto. Poi il pesante lungo doloroso incomprensibile silenzio con tante domande senza risposte: non più la sua voce, il suo sguardo, il suo sorriso, il suo volto mutevole ed eloquente a seconda se sereno o stressato o preoccupato.

Siamo tutti curiosi di capire e di sciogliere i nodi che ci portiamo dentro. Due mondi lontani e diversi che dovrebbero fondersi naturalmente per ricreare nuova umanità, più giustizia, meno diseguaglianze, per non costringere nessuno a fuggire dalla propria terra e dai propri cari con la speranza di una vita migliore, che per troppi rimane sogno spezzato nel mare o comunque in terra “straniera”. Che questa  morte non spenga in noi la voglia di continuare a sognare e a lottare per un mondo più umano.  Arrivederci a domenica.

Chi potesse anticipare o donare un contributo per spese del viaggio lo faccia subito. Grazie! (15  settembre 2016)

Domenica 25 settembre scorso ci siamo incontrati numerosi per la seconda volta a Quaregna per aggiornarci sulla situazione delle pratiche burocratiche necessarie per poter rimpatriare la salma di Babà. Abbiamo visionato il raccoglitore delle tante foto ricordo e di dediche da far pervenire alla famiglia. Dopo la preghiera ecumenica ad Allah, che i cristiani chiamano Dio, si è consumata la cena preparata dai richiedenti asilo in un clima mesto ma speranzoso.

A giorni dovrebbe arrivare la procura da parte dei familiari per poter finalmente dare corso ai riti funebri previsti dall’Islam prima del viaggio di ritorno in patria del nostro fratello che dal 26 agosto scorso giace ancora nella cella frigorifera dell'obitorio.

Intanto i volontari/amici/simpatizzanti hanno deciso di creare un fondo in danaro da cui attingere una quota mensile da inviare alla moglie e per la bimba e ai genitori che  non possono più  contare sul sostegno economico di Babà.

Per la raccolta fuori zona Cossato si può contattare: ida.goglio@libero.it  o telefonando 3391864380.  

Per Quaregna e cossatese ci rivolga a Giovanna Zambotti: tel. 3357877714

Quanto verrà raccolto sarà dato agli amici di Babà che insieme alla raccolta fatta da loro e dalle comunità di maliani in Italia fin'ora contattate provvederanno a gestire il fondo.

Non appena ci saranno novità saremo prontamente informati.

Continuiamo a vivere questo dramma con dignitosa compostezza e in fiduciosa attesa di risposte ai tanti interrogativi scaturiti  naturali da questa morte assurda e inaspettata.

MESSAGGIO DELLA FRATELLANZA
La terra è un solo paese
siamo onde dello stesso mare
foglie dello stesso albero
fiori dello stesso giardino
( Epigrafe presente nel parco Sicurtà di Valeggio sul Mincio – VR )

E' ormai trascorso un mese da quel primo pomeriggio di venerdì 26 agosto, una delle tante calde giornate estive, in cui abbiamo ricevuto increduli la sconvolgente notizia della morte di Babà Tangara, di soli 30 anni.
"Morto per annegamento nella piscina della tenuta dove da più di due anni lavorava in regola come custode". Così titolavano i giornali, come fosse la cosa più naturale. L'amico Babà, tutt'ora avvolto in un telo in una fredda cella dell'obitorio, potrà raggiungere i familiari non appena rilasceranno la procura che faccia le loro veci per il disbrigo delle complesse pratiche burocratiche.
Babà giunse stremato in Italia su un barcone galleggiante in quel mare opaco divenuto cimitero per migliaia di disperati. Non aveva con sé documenti, né passaporto, timbri dell'Ambasciata. Ora da morto necessita di consenso della famiglia, permessi, nulla osta dell' ufficiale sanitario, dell'Ambasciata..... per essere accompagnato nella calda terra d'Africa ove riposerà per sempre.
Partito per la Libia, come molti altri giovani dei paesi africani più martoriati, Babà lavorava come bracciante finchè qualcuno decise di fare guerra a Gheddafi, l'amico improvvisamente divenuto nemico pericoloso e scomodo. A pagarne le spese però è stata ed è tutt'ora la povera gente, compresi quegli stranieri costretti a scegliere se farsi ammazzare o salire sui barconi già pronti a salpare verso Lampedusa, ormai nota come la terra d'accoglienza. Ma di loro pochi sapevano quale sarebbe stata la destinazione.
Lui e i suoi compagni, sopravvissuti  alla interminabile lunga pericolosa navigazione, dopo una prima accoglienza, identificazione e visita medica, vengono fatti salire in nave fino a Genova e poi su un pullman dirottati a Muzzano nella casa dei salesiani. Dalla calda Africa al "freddo Biellese",  a ridosso delle montagne di lì a poco imbiancate di neve. Per loro questa e tante altre le novità da scoprire e conoscere, portandosi dentro la paura per il vissuto e il sospetto e l'incognita per il domani.  
Una storia una persona, tante storie tante persone che hanno incrociato le nostre vite, che ci hanno insegnato e trasmesso cose da molti volutamente   ignorate o tenute nascoste. Siamo stati interpellati da subito e ci interpellano ora e ancor più nel prossimo futuro. E' bello esserci.
Babà aveva, come altri richiedenti asilo, dato prova di voler superare tutte le difficoltà, in primo luogo della lingua italiana, e, ottenuto il permesso definitivo di soggiorno, era stato assunto con contratto regolare, qui lavorava, lavorava tanto, forse più del dovuto. E nella quiete della Baraggia gli è capitato quel che gli era stato risparmiato in tanti frangenti davvero pericolosi. La sua storia ci pone degli interrogativi e delle domande cui vorremmo dare delle risposte non elusive e tanto meno sbrigative. Lo dobbiamo a lui per l'amicizia, stima e testimonianza, ma soprattutto alla giovane sposa e alla bimba, agli anziani genitori e ai due fratelli cui faremo pervenire il nostro sostegno in danaro, frutto della raccolta di cui parleremo domenica prossima.
Carissimi amici e volontari/e, come abbiamo  detto  il 28 agosto, ci ritroveremo domenica 25 p.v.  a Quaregna verso le ore 17  per ricordare il nostro amico compagno di viaggio, per  pregare aggiornarci raccogliere foto e scritti da inviare alla famiglia.
Fate girare la voce... sarà ancora una volta significativo questo incontro ecumenico e fraterno. Babà sarà contento di saperci  solidali con lui e con  i sui cari. Lo sentiremo vivo in mezzo a noi.
Potremo poi consumare insieme un piatto di riso per cena. Per motivi organizzativi entro sabato 24 a mezzogiorno bisognerebbe dare conferma del numero dei partecipanti alla cena telefonando a Dramane:  3271846309.

 22 settembre 2016