Biellesi a sostegno di Papa Francesco

14-02-2017 - Notizie

 Biellesi a sostegno di Papa Francesco

Il primo messaggio di solidarietà al Vescovo di Roma è stato diffuso da don Mario Marchiori, parroco di Ronco

Ci sono anche molti Biellesi tra coloro che hanno iniziato a firmare “Nella gioia dell’Evangelo” lettera aperta a papa Francesco. Proprio in questi giorni, mentre a Roma sono comparsi cartelli  contestatori contro il Santo Padre, c'è chi anche nel nostro territorio si domanda come invece dimostrargli il proprio sostegno. Certo quest'estate 250 giovani hanno partecipato alla Gmg a Cracovia e nelle parrocchie e nelle comunità riflettono ancora su quelle giornate, ma quanti sono i “papaboys” o i cristiani adulti che fanno sentire la loro voce e si uniscono a iniziative concrete? “Lo potremmo sapere tra qualche giorno” spiega don Mario Marchiori, parroco di Ronco, che ha iniziato da venerdì sera e sabato mattina a diffondere un  primo messaggio di solidarietà al Vescovo di Roma redatto da un gruppo di sacerdoti e laici che  rifacendosi al l'esortazione papale si chiama: “Nella gioia dell'evangelo”.

“Il testo- scrive don Mario Marchiori in un comunicato che ha inviato via e-mail e whatsapp - sta già raccogliendo a livello nazionale centinaia di adesioni (laici, religiosi, qualche vescovo e personaggi che sono venuti da noi nell'ambito dell'iniziativa “Chiesa a più voci” come Alex Zanotelli e  Gianfranco Bottoni che aveva collaborato per anni con il cardinale Martini )”.

La lettera è già stata firmata e consegnata a papa Francesco al 20 gennaio, ma dal 31 gennaio il testo è stato reso pubblico come ‘Lettera aperta’ e può essere sottoscritto da chiunque ne condivida i contenuti e desideri aderire all’iniziativa di solidarietà e di comunione con Papa Francesco. L’adesione può essere espressa indicando nome e cognome, città, mail di ogni persona che intende firmare la “lettera aperta” (l’indirizzo di posta elettronica degli aderenti non sarà reso pubblico)  al seguente recapito: lettera2017@gmail.com. Le adesioni inviate nel mese di febbraio ed entro i primi di marzo potranno essere presentate a Francesco in occasione del suo anniversario di elezione (13 marzo).

 “Dopo questa prima lettera- dichiara- il gruppo ‘Nella gioia dell’Evangelo’ intende proseguire con analoghe iniziative a fronte di specifici temi e problemi. La lettera vuole essere un segno di solidarietà e appoggio dal basso a un pontificato che ha nemici agguerriti e attivi all’interno delle stesse  strutture ecclesiastiche”.

Lo scritto, in tono mite, vuole aprire un dialogo con papa Francesco. I firmatari lo ringraziano per il suo operato e sottolineano la forza del suo ministero “rivoluzionario” perché fedele al Vangelo e perché  si basa fin dal giorno della sua elezione e dal suo primo discorso sulla collaborazione tra pastore e gregge.

Si legge: “Stai di fatto incoraggiando tutta la chiesa, con le sue strutture, a uscire dal ripiegamento su sé stessa, nella convinzione che solo “uscendo e rischiando” essa fa esperienza dell’evangelo che è chiamata ad annunciare. In questa prospettiva attendiamo che i molti carismi, che lo Spirito dona a battezzati e battezzate, e le molte diaconie, che questi esercitano nella chiesa e nel mondo, trovino adeguato riconoscimento nell’ordinamento e nella prassi ecclesiale. L’istituzione di una commissione chiamata a studiare la questione del conferimento del diaconato alle donne è senza dubbio una grande apertura di un nuovo orizzonte”.

Il testo prosegue descrivendo le sensazioni del gruppo sorto in Milano a cui si sono via via unite persone di ogni parte d'Italia: “Viviamo con sofferenza la sensazione di uno scollamento tra il messaggio che le tue parole custodiscono e la coscienza di parte della Chiesa. Certamente è questione di semine lunghe e ci è chiesta la pazienza del contadino del vangelo. Ma ci sembra di ravvisare tentativi di contrastare l’evangelo sia nell’indisponibilità di alcuni vertici ecclesiali, sia nelle reazioni di un certo numero, non trascurabile, di fedeli che sembrano impermeabili al tuo annuncio. ...Come ricucire la frattura? In tempi in cui ci si affida a slogan ci parrebbe opportuno puntare su un appello al “pensare”, a “esporsi al contatto” con il mondo, favorendo in ogni realtà ecclesiale, a partire dalle parrocchie, esperienze in cui “vedere, giudicare, agire, accompagnare”, come ci sembra tu abbia suggerito a Firenze. ...”

Il finale del testo è aperto e pieno di speranza “Tu spesso ci hai invitato a sognare. Ti abbiamo raccontato sogni. Nella fiducia di condividerne altri con te in un prossimo futuro. In comunione di preghiera”

Annalisa Bertuzzi