Se questa e' sicurezza

03-12-2018 - Notizie

Se questa è sicurezza…

di Gabriele Sala

 

Che il Decreto sicurezza, approvato in questi giorni dal Parlamento, sia una Legge sciagurata non sono certo io a dirlo, ma molti rappresentanti del mondo politico e istituzionale (perfino il Presidente della Camera, eletto tra le fila di un Partito che sostiene questo Governo), molti Sindaci, esponenti del mondo della cultura e delle organizzazioni umanitarie.

Ovviamente, anche se, come ha detto il Premier Conte: “ci sono norme contro la mafia e il terrorismo”, il Decreto si concentra soprattutto sulla stretta del diritto di asilo: dall'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (sostituito da permessi speciali temporanei), all'allungamento dal 90 a 180 giorni della durata del trattenimento dei Centri per i rimpatri (Cpr).

Ma il provvedimento che io reputo più disgraziato, infelice, oserei dire malvagio, è quello della drastica riduzione degli Sprar (Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati), riservati esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati.

Quello degli Sprar è un modello che ha dimostrato negli anni la sua validità in termini di integrazione, protezione umanitaria, ordine pubblico (la Legge prevede, infatti, un massimo di 3 ospiti ogni mille abitanti per cui, un Comune di 4.000 abitanti ospiterà, al massimo, 12 migranti, numeri assolutamente gestibili da ogni punto di vista). Negli Sprar molti dei loro ospiti hanno potuto frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana e di formazione professionale ed essere avviati a percorsi lavorativi.

Con questo provvedimento molte di queste persone si troveranno, improvvisamente per strada, in una condizione di illegalità; non potranno essere ricondotti nei loro Paesi di origine, in quanto mancano rapporti di reciprocità, e quindi, nella migliore delle ipotesi, andranno ad alimentare le fila dei lavoratori in nero; oppure finiranno per accrescere quel mondo della microcriminalità fatto di spaccio di droga, furti, scippi, ecc… (e per fortuna che l’hanno chiamato “Decreto sicurezza”!).

Un altro aspetto deleterio di questo provvedimento è quello che i richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (Cara): il passaggio dagli Sprar ai Cara produrrà quegli stessi effetti che il Ministro Salvini dice di voler contrastare, aumentando il ruolo dei grandi centri (i Cara ospitano, in genere diverse centinaia di persone) e con essi gli affari per quei soggetti che non hanno altro interesse che quello del profitto, alimentando anche corruzione e malaffare (Mineo e Isola di Capo Rizzuto, tanto per citarne qualcuno). Grandi centri che presto si trasformeranno in ghetti.

Io non so se prevalga l’ignoranza o la malafede di questi legislatori, ma sul sito di internet “I ghetti nazisti” ho trovato questa frase: “L'istituzione dei ghetti avviene in circostanze e tempi diversi, senza un ordine preciso dall'alto: base comune è l'ordinanza di Reinhard Heydrich del 21 settembre 1939, in cui si dispone il concentramento degli ebrei nelle principali città della Polonia. I ghetti sono visti come una soluzione temporanea atta a isolare gli ebrei dal resto della popolazione, prima della loro espulsione”. Sappiamo come è andata a finire.

Inoltre, chi ha partorito una simile pensata dimostra di avere scarse competenze in materia di gestione di fenomeni sociali. In Asylums, un libro scritto nel 1961 da Erving Goffman, l’autore ha preso in considerazione le istituzioni totali, cioè i luoghi dove gruppi di persone, tagliate fuori dalla società per un considerevole periodo di tempo, si trovano a dividere una situazione comune, trascorrendo parte della loro vita in un regime chiuso e formalmente amministrato quali prigioni, manicomi, orfanotrofi, lebbrosari, collegi, ecc.

Goffman ha evidenziato come in queste istituzioni si sviluppano, inevitabilmente, situazioni di degrado umano e sociale, mettendo in atto azioni di sabotaggio o di ribellione verso lo staff.

Spero che tale pensata sia stato frutto di scarsa conoscenza delle dinamiche sociali, e non una decisione presa scientemente per poter dire, dopo, “ecco, noi l’avevamo detto!”, ed avere lo spunto per promulgare nuove Leggi sempre più repressive, finendo in una spirale di odio e violenza di cui è impossibile prevedere la fine.