Lo strano dio del sovranismo

17-02-2019 - Notizie

Lo strano dio del sovranismo

di Furio Colombo | Il Fatto Quotidiano  17 Febbraio 2019|

Sono gente ostinata questi due partiti dell’unica maggioranza possibile che si scontrano su tutto tranne che sui porti chiusi, dove c’è un’intesa di ferro, fra un ministro che non può e un ministro che non deve. Ma non sono senza Dio. Lo prova la quantità e l’attivismo dei credenti. C’è l’Ordine dei biologi, tenacemente anti-vaccinazioni, l’assemblea degli esorcisti, che mette in guardia dallo scherzare a Sanremo sul diavolo, c’è il culto della domenica chiusa e deserta, dove puoi passeggiare in belle città morte fra i negozi sbarrati e compatire il 40 per cento degli italiani che hanno deciso di restare single. Certo, non dovrebbero guastare queste belle passeggiate nella città vuota i gender e i trans.

E poi attenti ai valori. Per esempio il Dio del sovranismo comanda lunga vita a chi non può sopportare la pena di un male e tenta di sfuggire facendosi aiutare a morire. Chiede solo che qualcuno lo accompagni, ma il reato di liberare dalla pena a quanto pare è gravissimo. Secondo il Dio del sovranismo a processo deve andare Marco Cappato, che ha accompagnato due persone al fine vita invece di lasciarle prigioniere del loro tormento. E non deve andarci chi lascia per giorni e per notti donne e bambini in mezzo al mare gelato (anche se la barca è italiana e i marinai sono militari italiani) perché i porti italiani sono chiusi, come prescrivono il sovranismo e i suoi cappellani. Quanto al Maligno, come ci hanno avvertito con paterno rigore gli esorcisti che vegliano sul Festival di Sanremo, è un personaggio in vista nel mondo della religiosità sovranista. Per esempio se ne era occupato l’autore di Kerigma, il Vangelo degli ultimi giorni (alias il sottosegretario prima del ministro Boschi, Pd, poi, senza discontinuità, del ministro della Famiglia leghista, Fontana). Cristiano Cerasani scrive, nel suo libro presentato in Parlamento: “Il fatto che proprio il popolo eletto si sia ostinato a non voler accogliere la parola annunciata da Gesù Cristo – inviato nel mondo non per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui – lo ha reso vulnerabile agli attacchi del Maligno che (…) ha potuto imperversare, facendo strage di quel popolo”. Dunque il diavolo (per vendicare Dio?), non Hitler e Mussolini, ha tentato di sterminare gli ebrei. Ma la religiosità del sovranismo non ha solo il problema di liberarsi della Shoah, che ricorda troppo la caccia, la persecuzione strada per strada, casa per casa, degli immigrati.

Ovvio che è ora di cacciarli. Meglio se c’è una legge, e infatti c’è, come quella della razza. Si chiama (il criterio è lo stesso) “di sicurezza”: i migranti non possono essere accolti dagli italiani perché non sono italiani e mettono in pericolo i nostri valori, vedi le Madonne che si inchinano davanti alle case dei mafiosi in certe celebri processioni. Ma ci sono anche versioni più familiari di pregiudizio e di esclusione, nella nuova religiosità della nuova politica. Il filosofo Fusaro nel suo Nuovo Ordine erotico (Rizzoli) scrive: “Il mito politicamente corretto del ‘gay friendly’ (…) viene istituzionalizzato e propagato dal circo mediatico allorché il nuovo capitalismo (…) ha messo in congedo la figura del pater familias e del vincolo etico familiare. (…) Si produce di fatto una decostruzione, dall’interno del concetto della vita etica familiare” in modo che non ci sia più famiglia, nonostante le apparenze. Comprensibile l’allarme, religioso e politico, del ministro Fontana. Certo non possiamo dimenticare, in questa rapida rassegna del sovranismo religioso, il rosario in mano a Salvini (come alle donne polacche del partito di Kaczynski, per sigillare i confini), il rapporto fraterno, tipo 1942, fra Orban d’Ungheria e il cardinale di Budapest, e la foresta di croci che, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, era sorta tutto intorno ad Auschwitz prima che una protesta internazionale inducesse il governo di allora a spostare le croci più lontano dal luogo di strage degli ebrei.

Ma funziona intanto a pieno regime, nel corpo stesso della religione cattolica italiana, la lotta senza quartiere a Papa Francesco, che non smette di invocare salvezza e accoglienza per i migranti e ingombra il limpido paesaggio (porti chiusi e basta chiacchiere). Guida le arringhe anti-Francesco il cardinale Viganò (ricordate? L’ex nunzio a New York) intento a creare un oscuro periodo di caccia al Papa. Non temete che l’avventura abbia toccato il suo culmine e stia per finire. Trump, per esempio, ha appena dichiarato lo stato d’emergenza nel suo Paese che, al momento, è primo in tutto. Il sovranismo non ha timidezze. Come vedrete, continua.

di Furio Colombo | 17 Febbraio 2019