IL 14 MAGGIO GIORNO DI PREGHIERA E DI DIGIUNO

13-05-2020 - Notizie

IL 14 MAGGIO GIORNO DI PREGHIERA E DI DIGIUNO, MOMENTO DI CONTEMPLAZIONE E RIFLESSIONE PER TUTTI

Un messaggio in tredici diverse lingue per i “fratelli” nell’umanità a unirsi giovedì prossimo, 14 maggio, in un giorno di preghiera e digiuno per aiutare il mondo a liberarsi dalla pandemia. E’ il messaggio dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana e che i più ritengono un messaggio per i credenti nell’unico Dio. Ma, siccome la dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1791 li proclama sotto gli auspici dell’Essere Supremo e la scelta di  “libertà, uguaglianza e fratellanza” è chiara da secoli e indica che è difficile ritenersi fratelli ma senza padre,  lo si può comprendere, usando un linguaggio ormai comune, come un messaggio a tutti gli di buona volontà. Questo messaggio lo rivolge l’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, istituito dopo la firma del documento sulla fratellanza umana davanti a centinaia di leader religiosi ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dall’imam di al-Azhar, lo sceicco Ahmad al Tayyeb. In questo tempo segnato dal coronavirus, invitando ad “una giornata di preghiera, di digiuno e di invocazione per l’umanità” il documento dice: “Non dimentichiamo di rivolgerci a Dio Creatore in tale crisi”, in un momento in cui il mondo affronta il grave pericolo del Covid-19 “che minaccia la vita di milioni di persone in tutto il pianeta”. L’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, nel quale è presente il rabbino emerito di Washington, Bruce Lustig,  ricorda il fondamentale ruolo dei medici e della ricerca scientifica.

Il Comitato, costituito nell’agosto del 2019 per attuare con programmi e iniziative gli obiettivi del Documento, ha tenuto la sua prima riunione l’11 settembre scorso a Casa Santa Marta. Il Papa aveva incoraggiato i membri chiamandoli «artigiani della fraternità». La fraternità non si riferisce esclusivamente al proprio gruppo, alla propria comunità, cultura, e religione ma include tutti: non è un’astrazione, è la dinamica concreta, come suggerisce il Documento, con cui si superano le differenze e si costruiscono «ponti di convivenza per un mondo nuovo». In un incontro a Ginevra del 17 settembre successivo, nel testo letto dall’arcivescovo Ivan Jurkovic, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, si sottolineava come il Documento sulla fratellanza umana è una «pietra miliare» nel cammino del dialogo interreligioso: segna il cammino percorso insieme, ma è anche «un punto di partenza». Non una mappa, ma «un impegno quotidiano » per lavorare insieme in modo da promuovere il bene comune e contribuire come credenti, insieme a persone di buona volontà, «a guarire il nostro mondo ferito».

 

Proposta:

 

LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO – La preghiera nella grande prova

  a cura di don Paolo Scquizzato di Gabrielli editori, euro 13.00

 

In un tempo di grande prova, a livello personale e collettivo, emerge con forza il bisogno di rivolgerci a una "realtà" che possa sostenerci o addirittura liberarci dal pesante fardello. Paolo Scquizzato, prete della diocesi di Pinerolo, ha scritto una lettera ad alcuni amici, sparsi in tutta Italia, da Bolzano a Palermo: Augusto Cavadi, Claudia Fanti, Paolo Farinella, Paola Lazzarini, Antonella Lumini, Alberto Maggi, Gianni Marmorini, Carlo Molari, Gianluigi Nicola, Silvano Nicoletto, Antonietta Potente, Gilberto Squizzato, Ferdinando Sudati, Antonio Thellung, Paolo Zambaldi. Ha chiesto loro un breve contributo sulla preghiera, su come poter concepire la preghiera in epoca di Covid-19 e cosa voglia dire pregare un Dio in un momento buio come questo. Si è formato un mosaico, fatto di piccole tessere, ciascuna con la sua ricchezza e con il suo tratto personale, di autori e autrici profondamente sinceri.

«La parola "preghiera" viene da prex-prece, atto proprio della persona che si reputa costitutivamente precaria. Ma che nella sua precarietà e fragilità è chiamata a maturare, a improntare stili di vita alternativi, capaci di fecondità e cura a tutti i livelli. Questo mosaico di interventi, nel suo sguardo d'insieme, ci parla della preghiera come atto di trasformazione non del cuore e del mondo di Dio, ma dell'uomo e del suo mondo. Una presa di consapevolezza del proprio posto nella creazione, del fatto di essere co-creatori e collaboratori delle immense energie divine, per corrispondere ad un Amore previo e gratuito e per diventare quindi sempre più responsabili. La preghiera dunque come risposta e impegno nei riguardi di quello Spirito che da sempre soffia all'interno dell'intero creato. Grazia e responsabilità, come la più antica sapienza cristiana ci ha sempre insegnato».  (Paolo Scquizzato)

 

“Non credo nel Dio che cambia atteggiamento per la preghiera degli uomini. Come se noi pregando sollecitassimo Dio a fare qualcosa di nuovo. É una pretesa insensata, un modello antropomorfico. La preghiera ha un grande valore perché mette in moto in noi dinamiche di novità e di cambiamento, non perché modifica l’atteggiamento di Dio, ma perché noi accogliamo la sua azione in  modo più profondo e ricco”.  (Carlo Molari)