LE CELEBRAZIONI PROSEGUONO SENZA POPOLO

15-05-2020 - Notizie

LE CELEBRAZIONI PROSEGUONO SENZA POPOLO

 

Negli ultimi giorni si è acceso il dibattito sulla libertà di culto, sulle celebrazioni con o senza popolo, usando toni aspri da una parte politica e purtroppo anche troppo tempestivi da parte della CEI, da cui si è dissociato Papa Francesco con  poche parole, all’inizio della sua messa mattutina a Casa Santa Marta, invitando alla “prudenza e obbedienza delle disposizioni del governo”. 

 Occorrerà quanto prima raccogliere i tanti contributi scritti da teologi, sacerdoti , monaci o parroci, e aprire un sincero dibattito e un confronto responsabile sul modello di Chiesa e sul modo di celebrare i sacramenti o di rapportarsi con il Signore recuperando lo spirito e le indicazioni del Concilio Vaticano II in riferimento anche alla Liturgia (SC).

 Personalmente continuo a non celebrare l’Eucarestia, convinto che, assenti i fedeli o con la presenza di qualche prescelto in rappresentanza della Comunità,  non tenga conto del significato e del messaggio che Gesù intendeva dare in quella Cena con il discorso sull’amore vicendevole, con lo spezzare il pane e con la lavanda dei piedi. Il “fate  questo in memoria di me”  è invito alla Comunità e per sentirsi realmente Comunità. Che fine ha fatto lo slogan “meno messe e più messa”? Nel rispetto delle singole sensibilità e scelte pastorali continuo a proporre ai parrocchiani e amici di seguire le celebrazioni da casa, scegliendo tra le tante opportunità che vengono offerte:

- TV2000 con la messa quotidiana alle ore 7.00  presieduta da papa Francesco in Santa Marta, così pure domenica 17 maggio (VI di Pasqua) alle ore 7.00

- A scelta si può seguire la Messa del nostro vescovo Roberto ore 10,30  dalla Chiesa cattedrale, o  del proprio parroco se trasmette in streaming, o in altri orari con altri mezzi tecnologici. E ripetiamoci che non c’è solo la messa per pregare.

Fino a nuove disposizioni nutriamo la nostra fede ponendoci in ascolto della Parola uniti nella preghiera partecipando all’Eucarestia davanti al televisore, vedendo in questa fase transitoria un tempo prezioso per riscoprire il senso vero e profondo della Cena del Signore.

Questo “vuoto” possa suscitare nell’intero popolo di Dio, a partire dai vescovi e collaboratori, desiderio e modalità di celebrare in maniera più coinvolgente, partecipativa e anche creativa non solo il banchetto eucaristico ma anche gli altri sacramenti, mettendo al centro di tutto il Vangelo di Gesù Cristo e le persone come individui con cui camminare, crescere e sostenerci nelle nostre diversità  e fragilità.

 Solidali sempre con chi è malato, con chi si adopera per curare, con quanti piangono la perdita dei loro cari e con chi ovunque si sente più solo e abbandonato, viviamo con responsabilità,  fiducia e speranza l’attesa di un ritorno alla vita, possibilmente rinnovati e arricchiti umanamente e spiritualmente.   

Tra l’altro io non sono  così pronto e così attrezzato (come invece affermano alcuni vescovi) ad aprire le chiese per le celebrazioni  e a gestire i fedeli garantendo sicurezza e osservanza delle normative ancora vigenti.

E al momento non ho avuto neppure così tante richieste e voglia di  ritornare in chiesa da parte dei fedeli. Prevale ancora la paura e il buon senso. E io sento molto più grande la responsabilità. 
don mario