L'ITALIA È UN PAESE RAZZISTA

03-08-2020 - Notizie

 L’Italia è un paese “razzista”, come lo è la cultura occidentale.

In questi giorni si moltiplicano gli sbarchi di migranti, centinaia, favoriti da uno splendido mare, che è una tavola blu senza increspature.

Occasione ghiotta per la destra, un po’ in difficoltà, per riprendere la parola, ma soprattutto si nota una condivisa preoccupazione, espressa anche da testate liberali e di “sinistra”, per il rischio di contagi, come se i migranti per definizione fossero portatori di malattie.

Una storia già vista che ci riguardava: anche noi tra ‘800 e ‘900 arrivando negli Usa, a New York, venivamo messi in quarantena, nell’isola di Ellis Island. Di noi sui giornali si diceva che fossimo sporchi e malati, e che l’essere piccoli, bruni e con la fronte bassa fosse l’equivocabile segno di una potenziale propensione alla delinquenza. Ora lì c’è un museo, perché la nostra cultura ipocrita vuole “ricordare” e lo fa imbalsamando la storia invece di fare i conti con essa.

In questi giorni ho visto quotidiani sbarchi di turisti che compiono il tour delle isole Egadi. Nell’arco di meno di un’ora 4 o 5 barconi stipati di persone seminude e sudaticce, con o senza mascherine, centinaia di turisti provenienti da tutta l’Italia (lo si capiva dalle diverse parlate) che si muovevano su una piccola isola, con una sola strada di transito che porta a splendide calette, delle quali solo una è raggiungibile nei tempi concessi dall’escursione, e due soli bar. Una situazione certamente a rischio, molto a rischio, ma che dava la sensazione della ripresa, del turismo che riprendeva la sua corsa dopo la chiusura!

A nessuno veniva in mente di fare controlli sanitari, quei controlli ai quali invece sono sottoposti coloro che giungono da “altrove”, più o meno nelle stesse condizioni: stipati, seminudi e sudaticci, forse anche affamati. Riscontri che rilevano numeri molto piccoli di positivi al Covid-19 e spesso asintomatici. Due modi diversi di affrontare lo stesso problema e gli stessi rischi.

Ma tutto ciò ha un senso. La nostra è la civiltà giudaico-cristiana che per secoli ha basato il suo sviluppo economico sulle guerre di conquista, massacri, deportazioni, razzie, lavoro schiavistico, discriminazioni razziale istituzionalizzate, espropriazioni, distruzioni, che nemmeno la moderna cultura illuminista delle libertà individuali e del cittadino è riuscita ad interrompere!

Forse anche questo dovremmo ricordare, per capire perché siamo “razzisti”. Ma non facciamo un altro museo, proviamo ad affrontare il presente con la consapevolezza del nostro passato!

Biella, 2 agosto 2020

Marco Sansoè