Basta attacchi a padre Bianchi e a Bose

05-09-2020 - Notizie

Basta attacchi a padre Bianchi e a Bose: deve parlare il Papa

di Franco Cardini | 5 Settembre 2020

La vicenda della comunità di Bose, nata sulle prime forse da un malinteso e da alcuni errori umani commessi in buona fede, è ormai divenuta di pubblico dominio – se non, purtroppo, di scandalo –, credo soprattutto anche in seguito a una mancanza di discrezione – lo dico in spirito di fraterna carità – da parte del padre Cencini. A questo punto, non credo sia opportuno neppure l’autorevole intervento di Sua Eminenza il Cardinal Parolin, che stimo per le sue doti di equilibrio e per la fedeltà al mandato affidatogli dal Santo Padre.

Bianchi e la comunità di Bose sono stati a lungo un punto di riferimento per molti cristiani, cattolici e non, e anche per molti di altra religione o non appartenenti a religione alcuna. Escludo assolutamente e fermamente che padre Bianchi – lo conosco, so quel che dico e me ne assumo la responsabilità – abbia mai pensato a o avuto l’intenzione di mancare al suo dovere di obbedienza nei confronti del Santo Padre. D’altronde, la sua figura è quella di un testimone ormai anche personalmente fondamentale e irrinunziabile nella vita cristiana di oggi: un punto di riferimento obiettivo e inaggirabile, come ai loro tempi lo furono Benedetto da Norcia, Francesco d’Assisi e Ignazio di Loyola. Distaccarlo dall’esperienza di Bose è senza dubbio possibile, con un atto d’autorità; distaccare la comunità di Bose e tutto quanto essa significa direttamente o indirettamente nel mondo dei credenti e in quello di tutti gli uomini e le donne bonae voluntatis, impossibile.

D’altronde, questa grave questione s’innesca in un momento particolare, che vede l’immagine e la funzione del Santo Padre oggetto di attacchi ferocissimi e purtroppo, temo, tutt’altro che forsennati (al contrario, molto ben congegnati), che nei casi più gravi – ma non meno frequenti – giungono fino a sfiorare la contestazione del dogma dell’infallibilità della parola pontificia ex cathedra, con il rischio di cadere propriamente nell’eresia: basta entrare online e c’imbattiamo in dichiarazioni lucidamente demenziali secondo le quali si dichiara in toni “profetici” ch’egli sia addirittura l’Anticristo. Se quindi si pronunziasse ex cathedra, rischieremmo di trovarci dinanzi a scismatici, i quali proclamerebbero che il soglio di Pietro è ormai occupato dal Nemico.

Tale la follia dei nostri tempi: e il “caso Bianchi” rischia di rivelarne appieno gli aspetti più sconcertanti. Ormai le cose sono andate troppo oltre. È necessario mettere la cristianità cattolica alla prova. Si tirino da parte i Parolin e i Cencini. Che parli il Santo Padre. Che sia Lui a esprimere un giudizio definitivo, al quale senza dubbio padre Enzo – anche se addolorato fino all’estremo – si adeguerà: come si adegueranno tutti i cattolici che hanno ancora ferma e severa coscienza di esser tali.