Pell riabbraccia Francesco

13-10-2020 - Notizie

Pell riabbraccia Francesco: gioia per l’inchiesta su Becciu

 

Riabilitato dopo il processo per abusi

di Francesco A. Grana | 13 Ottobre 2020

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“È andata molto bene”. Sono le poche, ma significative parole, che il cardinale George Pell si è lasciato sfuggire di ritorno a casa, dopo l’atteso faccia a faccia con papa Francesco. Da un lato l’ex prefetto della Segreteria per l’economia, processato, condannato in primo e secondo grado e poi assolto all’unanimità dall’Alta Corte australiana per pedofilia. Dall’altra Bergoglio, di cui Pell è stato uno dei grandi elettori nel conclave del 2013 e poi, appena un mese dopo la fumata bianca, uno degli 8 cardinali del consiglio di saggi nominati da Francesco per riformare la Curia romana.

Un’udienza attesa da oltre tre anni, ovvero da quando, il 27 giugno 2017, Bergoglio congedò Pell dall’incarico di prefetto della Segreteria per l’economia per farlo tornare in Australia e difendersi dalle accuse. Quello che ieri ha varcato la soglia della Biblioteca privata del Papa, è un porporato che ha vissuto 13 mesi nel carcere di massima sicurezza di Barwon. “Grazie per la sua testimonianza”, gli ha detto Francesco all’inizio dell’udienza.

Pell non aveva mai nascosto, dopo l’assoluzione, il suo desiderio di tornare a Roma e guardare negli occhi Bergoglio. In questi tre anni, il porporato si è sentito abbandonato, non solo dal Vaticano, ma soprattutto dal papa che aveva contribuito a eleggere. A Francesco, il “ranger” australiano ha chiesto non solo di essere riabilitato, ma anche che siano finalmente attuate le riforme economiche da lui iniziate, molto osteggiate dalla Curia romana. Di questo, Francesco ne parlerà oggi al consiglio di porporati che eccezionalmente si riunirà via web a causa della pandemia.

Inevitabile che il confronto tra i due toccasse anche la recente defenestrazione del cardinale Angelo Becciu, ex prefetto della Congregazione delle cause dei santi, al quale il papa ha tolto anche i diritti connessi alla porpora. Pell ha espresso a Bergoglio soddisfazione per l’inchiesta penale che sta finalmente scoperchiando un giro di corruzione senza precedenti proprio nel cuore del potere vaticano, la Segreteria di Stato. Non a caso, era stato proprio il cardinale australiano a chiedere che essa fosse depotenziata affiancandole la Segreteria per l’economia.