PREGHIERA DEL VIAGGIO DI RITORNO DAL SATELLITE

07-03-2014 - Notizie

PREGHIERA DEL VIAGGIO DI RITORNO DAL SATELLITE ( P. Carlo Maria Martini )
Il lembo del mantello. Lettera pastorale. Per un incontro tra Chiesa e mass media. Anno 1991-92

Signore,
come è bello stare quassù!
Lo sguardo si perde
negli infiniti spazi del cielo
trapuntato di stelle,
e la terra sembra così piccola,
da suscitare tenerezza.

La silenziosa scrittura dei cieli
mi parla di te
e in questa solitudine
piena di pace
mi sento avvolto
dall'oscuro, vivificante grembo del tuo amore.

Anch'io vorrei dirti,
come un giorno Pietro:
"Facciamo qui tre tende"!
Vorrei restare con te
su questo nuovo Tabor,
sospeso tra la terra e il cielo
e guardare le cose dalla fine,
nell'ultimo orizzonte
che di ciascuna
dà alla verità il senso.

Fa' che io sappia sempre
ricordarmi di te,
della patria verso cui sono diretto
dove tutto quanto è umano
appare così piccolo,
eppure così grande si avverte
l'abbraccio del tuo amore!

E fa'che ricordandomi di te
e di questo tuo cielo senza fine
io sappia anche ricordarmi
dei tanti volti amati
e dei tanti altri,
indifferenti o sconosciuti,
per capire che nessuno
è estraneo a te
e il valore infinito
d'ogni persona umana
sta in questo Amore eterno
che l'avvolge.
****
Ma tu vuoi che io ridiscenda
verso il piccolo, grande mondo
dove hai posto la tua tenda
e la mia:
tu vuoi che io stia nel villaggio
e condivida la vita in comunione.
Sì, tu mi fai gustare
la bellezza del cielo,
ma tu mi vuoi fedele alla terra.
Comunicare con te
mi mette nel cuore l'urgenza
di comunicare con gli uomini,
miei compagni di strada.
****
Scendo allora con te verso la terra,
mentre vedo le sagome lontane
diventare figure precise,
disegni e geometrie
della vita quotidiana del mondo.
Spiccano su tutto
le antenne e i campanili
della mia città.
Venendo da tanto lontano
mi sembra di guardarli
con nuova simpatia;
è come se la luce dei tuoi occhi
mi avesse reso capace
di riconoscere in tutto
l'impronta del tuo amore.

Fa', o Signore,
che le antenne e i campanili
sappiano dialogare tra loro.

Aiuta la tua Chiesa
a essere il popolo del dialogo,
capace di dire e di praticare
la comunicazione
al suo interno e con tutti.
Fa'che sappiamo educarci ed educare
a un uso libero e liberante
dei media,
per riconoscere e valorizzare
profeticamente in essi
il lembo del mantello
del Figlio tuo, fatto uomo per noi.
Donaci perciò persone capaci
di unire nella loro vita
l'antenna e il campanile,
fedeli al mondo presente
e fedeli alla patria promessa,
in grado di coniugare le due fedeltà
con professionalità e con amore.
****
Ed eccomi, infine,
nella mia stanza,
con te
davanti al mio televisore:
è come ritrovarmi con un fedele servitore
in compagnia dell'Amico,
che mai mi lascerà.
Ora so che anche nella massa
un incontro personale è possibile,
e che perfino attraverso un lembo di mantello
può raggiungermi la Vita che non passa,
la Verità che illumina e riscalda.
Aiutami a non dimenticarlo più,
fa'che io sappia lodarti
insieme al "villaggio globale"
che è il mio mondo,
come un giorno seppe lodarti
col suo mondo
Francesco,
il fratello universale,
l'uomo della comunicazione
con te
e con tutte le tue creature:

Altissimu onnipotente bon Signore
tue so' le laude la gloria e l'honore
et omne benedictione.
Ad te solo Altissimu se konfano
et nullo homo éne dignu te mentovare.

Laudato sii mio Signore con tutte le tue creature
specialmente fratello televisore
che riempie ore delle nostre giornate
ed è bello e irradiante con grande splendore
e di te Altissimo porta significazione.

Laudato sii mio Signore per sorella radio
per cui le notizie attraversano i cieli
e il mondo diventa a me vicino.

Laudato sii mio Signore per fratello giornale
che mi informa sulle nubi e sul sereno
delle vicende umane
e mediante cui tu nutri la conoscenza e la riflessione
di tante tue creature.

Laudato sii mio Signore
per ogni tipo di informazione
che è molto utile
quando sa essere umile e veritiera e casta.

Laudato sii mio Signore per i comunicatori
grazie ai quali illumini la mente
e doni gioia e forza al nostro cuore,
quando essi servono la verità con modestia.

Laudato si' mi' Signore per sora nostra matre terra
la quale ne sustenta et governa
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba:
essa diviene sempre più per noi
la casa comune che i media ci fanno conoscere e amare.

Laudato si' mi' Signore per quelli ke perdonano
per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke le sosterrano in pace
ka da te Altissimu sirano incoronati.
Specialmente sii lodato per quanti,
usando i mass media,
sapranno ricordarsi che nulla al mondo vale più
della persona umana.

Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale
da la quale nullo homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke se trovarà ne le tue sanctissime voluntati
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Specialmente sii lodato per quanti,
ricordando che tutto passa
e che tu solo resti,
si sforzano di operare nei media
secondo verità e giustizia
e hanno cura dei deboli
così esposti al potere
della comunicazione di massa.

Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
et servite a lui cum grande humilitate.
Lodatelo tutti, abitanti del "villaggio globale",
unendo la vostra alla voce di tutte le creature.

O Gesù, fa' che anch'io possa toccare con fede
il lembo del tuo mantello!


Milano, 31 luglio 1991, Festa di Sant'Ignazio di Loyola, nel quinto centenario della nascita.