Attento papa Francesco, padre Ferrara non perdona

21-03-2014 - Notizie

Attento papa Francesco, padre Ferrara non perdona di Daniela Ranieri
in "il Fatto Quotidiano" del 21 marzo 2014

Non vorremmo essere nei panni di Papa Francesco. Non solo deve occuparsi di mantenere il suo gregge unito nel nome di Dio; non solo deve persuadere col suo carisma anti-casta quella parte di mondo che si sottrae alla luce della fede e si lascia incantare dalle sirene del denaro: ora deve pure resistere al fuoco di fila di Giuliano Ferrara. Sì perché da un po' di mesi il direttore de Il Foglio ospita un concistoro-ombra sui suoi paginoni: può essere una letterina pro-Papa che lui smonta con sorniona intransigenza ortodossa; un cazziatone di un arcivescovo all'eretico cardinale Kasper, reo di voler riammettere alla comunione i divorziati risposati; un chiarimento da 20 mila battute sul
perché sia necessario resistere alla tentazione di sdoganare le unioni tra omosessuali e quelle more uxorio.
Disamorato da Renzi, che per un attimo gli era apparso sotto le sembianze del pupo di Betlemme- Arcore, Ferrara torna alla dura politica ecclesiale: la diamo o non la diamo, la particola ai peccatori? Nessuna concessione al pop: il gergo è teologichese stretto, le foto sono da liturgia di rito romano, la spending review cede il passo non alla glasnost' nello Ior, ma ai precetti dei Padri della Chiesa. Meno Cottarelli e più Tertulliano.
MA FERRARA non era ateo? Sì, ma mica ateo normale: "ateo devoto", à la Andreatta. Tanto basta a dargli titolo di indicare la retta via della missione pastorale alla quale allineare miliardi di fedeli nel mondo. Cioè lui non crede ma vuole vivere in un mondo di gente che crede e si comporta di conseguenza. La cosa sarebbe divertente, e Ferrara è sempre il geniale creatore imprevedibile che conosciamo. È anche contro l'aborto, o meglio: è a favore di una moratoria sull'aborto, di cui quando creò la lista Aborto? No grazie si disse pentito, non perché avesse abortito egli stesso provandone il dolore indicibile, ma per essersi "voltato dall'altra parte" quando tre sue compagne cedettero a questa barbara pratica. Temendo che le donne agiscano a cuor leggero e usino l'aborto
come passatempo sofisticato, Ferrara vuole vietarlo, come se riconoscerne il diritto lo rendesse obbligatorio. Intanto lancia una petizione con lettera al Papa piacione che sottomette la Teologia alla Comunicazione e il cilicio alla Misericordina-zigulì perché riveda il suo stile pontificale.
Certi giorni bisogna leggere Il Foglio col Castiglioni-Mariotti vicino, tanto è il dispiego di
latinorum pure nei titoli. Neanche l'Osservatore Romano la mette giù così dura: è tutto uno Spirito Santo Vergine Maria Calvario Anima Christiana Gloria Patri, in una vertigine ossessiva da vespro della sera a suo modo affascinante e più papista del Papa. Che, appunto, piace troppo, a cattolici e laici, come insinua la warholiana copertina del libro Questo papa piace troppo, ora in tour presso parrocchie vere con crocifisso e tutto, di cui Ferrara è coautore con Palmaro e Gnocchi.
Come il suo collega Scalfari, a cui invece il Papa piace moltissimo tanto da riferirci per filo e per segno tutto quello che si dicono durante i loro mini-conclavi al tè verde, Ferrara, che ammette la potenza mediatica di Bergoglio e giura di non "rosicare" della sua popolarità, combatte il diavolo annidato nel relativismo che faceva drizzare i capelli a Ratzinger, ed è sinceramente preoccupato che "i mezzi scelti da questo Papa per riformare la coscienza del mondo contemporaneo possano non essere adatti per raggiungere il fine prescelto". Un grande chissenefrega sarebbe la soluzione a portata di mano di noi atei normali, ma ormai, come per una serie Tv, ci siamo appassionati.
Ce la farà Bergoglio a ritrovare i giusti mezzi per il fine prescelto? Dirà un po' più di volte
"consustanziazione" e meno "buongiorno", "buonasera" e "buon pranzo"? E l'Arcivescovo di Canterbury, che tanto ha fatto per avvicinare la gente alla Chiesa anglicana limando qualche anacronismo e arrotando l'ortodossia, può stare tranquillo? Perché Ferrara a lui non dice niente? E la comunità ebraica, ultimamente un po' troppo sbarazzina? E l'account Twitter del Dalai Lama, definitivamente richardgerizzato? Noi atei siamo ormai spompati dalla crisi, impotenti e frivoli, e la religione ci asseconda con allettanti fatuità. Fortuna che ci sono gli atei devoti a salvare il mondo. Una prece." Daniela Ranieri