Rivoluzione Bergoglio per i vertici della Cei scelti i preti di periferia

27-03-2014 - Notizie

Rivoluzione Bergoglio per i vertici della Cei scelti i preti di periferia

di Franca Giansoldati in "Il Messaggero" del 27 marzo 2014-03-27

La riscossa dei preti outsider. Poco carrieristi, immuni alla mondanità, ai salotti romani e alle luci
della ribalta, decisamente orientati più alle periferie che non ai centri di potere. Proprio come
piacciono a Francesco. Ecco il bacino dal quale il Papa è intenzionato a pescare i prossimi dirigenti della Chiesa italiana. Già qualche indizio c'è stato l'anno scorso a maggio quando ricevendo i vescovi in assemblea plenaria in quattro e quattr'otto sono stati spazzati via i consueti cerimoniali perché Bergoglio cercava un contatto diretto con alcuni di loro, fuori dagli schemi, esattamente come era abituato a Buenos Aires. In questo modo ha apprezzato monsignor Galantino, fino a qualche mese fa vescovo di Cassano all'Ionio, una piccola diocesi calabra, ma designato con un interim alla segreteria della Cei (tra lo stupore generale), e proprio ieri confermato in quel ruolo per il prossimo quinquennio. Alla mano, semplice nei modi, si fa ancora chiamare «don Nunzio». Detesta le insegne del potere ma ha idee ben chiare su dove andare. La futura struttura della Cei la sta disegnando seguendo le disposizioni ricevute. Basta con le cordate, i personalismi, le mediocrità. E il Papa anche ieri mattina ha martellato duro all'udienza generale: «Un vescovo che non è al servizio del gregge e perde la vicinanza a Gesù, diventa di una mediocrità che non fa bene alla Chiesa».

PRIMARIE
Nello stesso modo in cui è entrato in sintonia con Galantino, il Papa ha stretto amicizia anche con Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia. Lo ha nominato membro della Congregazione dei Vescovi, lo ha fatto cardinale all'ultimo concistoro in compagnia di una nutrita pattuglia di
porporati outsider, soprattutto stranieri. Insomma un astro in ascesa, il favorito alla presidenza della Cei in sostituzione di Bagnasco. Il rinnovo è previsto per la fine di maggio: per la prima volta si faranno delle consultazioni, un po' come le primarie; i vescovi indicheranno alcuni nomi che consegneranno al Papa. Penserà lui allo spoglio delle schede ma non è detto che terrà conto dell'orientamento emerso. La scelta finale resta sempre di sua competenza.

VIA CRUCIS
L'ottica è di valorizzare vescovi di valore ma finora collocati in postazioni marginali perché
considerati troppo battaglieri, forse un po' di sinistra o scarsamente diplomatici. Tra questi spicca il caso di monsignor Bregantini per anni vescovo di Locri, ora titolare della diocesi di Campobasso. Un religioso stimmatino che per preparazione e carisma in passato avrebbe potuto aspirare ad una sede cardinalizia ma esattamente come è accaduto per Bassetti è stato neutralizzato altrove, a favore di candidati più vicini alle cordate vincenti. È a lui che Papa Francesco ha affidato la stesura delle Meditazioni della Via Crucis al Colosseo. L'evento pasquale darà lustro alle riflessioni di un pastore che in passato è stato capace di parole controcorrente in campo sociale. Ha denunciato apertamente corruzioni, mafiosità, lavoro precario. Bregantini è anche stato anche tra i pochi a pronunciarsi senza timori contro le derive morali di certi comportamenti di Berlusconi, dal bunga bunga ai festini con Ruby. Non è la prima volta che Papa Francesco apprezza persone libere e coraggiose. Inizia per l'episcopato un lungo cammino riformatore, non solo per snellire strutture burocratiche elefantiache e costosissime, ma per modificare il proprio Dna.

Franca Giansoldati