Visita pastorale di Papa Francesco in Molise

06-07-2014 - Notizie

Campobasso, 5 luglio 2014 - Visita pastorale di Papa Francesco in Molise.
NELL'AULA MAGNA DELL'UNIVERSITA' - Il Pontefice, arrivato con circa dieci minuti di anticipo sul programma, è stato accolto tra gli altri dall'arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Maria Bregantini, dal presidente della regione Paolo Di Laura Frattura e dal sindaco della città, Antonio Battista. Il primo appuntamento della giornata è stato nell'Aula Magna dell'Università a Campobasso. "E' vero, il nostro Dio è Dio delle sorprese: ogni giorno ce ne fa una. Dio è così, è così il nostro padre. Dio rompe gli schemi: se non rompiamo gli schemi, non andremo mai avanti. Perchè Dio ci spinge a questo: a essere creativi verso il furturo", ha detto Bergoglio nel suo intervento.
"Non avere lavoro non è solo non avere mangiare per vivere. Il problema è non portare il pane a casa: questo toglie la dignità - ha Oggi vorrei unire la mia voce a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche qui un patto per il lavoro". "Ho visto che nel Molise - ha aggiunto - si sta cercando di rispondere al dramma della disoccupazione mettendo insieme le forze in modo costruttivo. Tanti posti di lavoro potrebbero essere recuperati attraverso una strategia concordata con le autorità nazionali, un 'patto per il lavoro' che sappia cogliere le opportunità offerte dalle normative nazionali ed europee. Vi incoraggio ad andare avanti su questa strada, che può portare buoni frutti qui come anche in altre regioni".
"La questione della domenica lavorativa, che non interessa solo i credenti, ma interessa tutti, come scelta etica - ha detto ancora Francesco -. La domanda è: a che cosa vogliamo dare priorità? La domenica libera dal lavoro - eccettuati i servizi necessari - sta ad affermare che la priorità non è all'economico, ma all'umano, al gratuito, alle relazioni non commerciali ma familiari, amicali, per i credenti alla relazione con Dio e con la comunità". "Forse - ha concluso - è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà".
"Condivido pienamente ciò che è stato detto sul custodire la terra, perché dia frutto senza essere sfruttata. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci a uno sviluppo che sappia rispettare il creato. Io vedo l'America, mia patria pure, vedo tante foreste spogliate, che diventano terra che non si può coltivare, che non può dare vita: il nostro peccato è sfruttare la terra. Non lasciare che dia frutto".
"Un'altra sfida è emersa dalla voce della mamma operaia, che ha parlato anche a nome della sua famiglia: il marito, il bambino piccolo e il bambino in grembo. Il suo è un appello per il lavoro e nello stesso tempo per la famiglia. Grazie di questa testimonianza! In effetti, si tratta di cercare di conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia. Questo è un punto 'critico', un punto che ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo". Il Papa ha poi lanciato un accorato appello affinché i genitori prestino attenzione ai propri figli. "Quando vengono da me a confessarsi io chiedo loro 'tu giochi con i tuoi bambini?'. E loro mi rispondono: 'come padre?'. Bisogna giocare con i bambini, bisogna perdere tempo con loro. Stiamo perdendo questa saggezza. La situazione economica ci spinge a questo. Per favore, bisogna perdere tempo con i propri bambini".
LA MESSA NELLO STADIO ROMAGNOLI - Bagno di folla, poi, allo stadio Romagnoli dove il pontefice ha celebrato la messa. I vescovi del Molise hanno distribuito 27mila biglietti, ma le persone che sono presentate agli ingressi erano di molto superiore. Anche qui, Papa Francesco ha posto l'attenzione su un problema attuale: la disoccupazione. "La testimonianza della carità è la via maestra dell'evangelizzazione", ha detto Bergoglio. "In questo la Chiesa è sempre stata 'in prima linea', presenza materna e fraterna che condivide le difficoltà e le fragilità della gente. In questo modo, la comunità cristiana cerca di infondere nella società quel 'supplemento d`anima' che consente di guardare oltre e di sperare. E' quello che anche voi, cari fratelli e sorelle di questa Diocesi, state facendo con generosità, sostenuti dallo zelo pastorale del vostro Vescovo". "Vi incoraggio tutti, sacerdoti, persone consacrate, fedeli laici, a perseverare su questa strada, servendo Dio nel servizio ai fratelli, e diffondendo dappertutto la cultura della solidarietà. C'è tanto bisogno di questo impegno, di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, specialmente di fronte alla disoccupazione, una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti. Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario. E' necessario porre la dignità della persona umana al centro di ogni prospettiva e di ogni azione. Gli altri interessi, anche se legittimi, sono secondari"
L'INCONTRO CON I GIOVANI - Il Papa ha visitato i malati e ha pranzato con i poveri alla mensa della Caritas, quindi al santuario dell'Addolorata di Castelpetroso (Isernia) ha incontrato i giovani molisani. "E' triste trovare giovani 'né né', cosa significa? Né studiano, perché non possono non hanno la possibilità, né lavorano - ha detto loro Bergoglio -. Questa è la sfida che comunitariamente tutti noi dobbiamo vincere, dobbiamo andare avanti per vincere questa sfida". "Non possiamo diventare rassegnati di perdere tutta una generazione di giovani che non hanno la forte dignità del lavoro. Il lavoro ci dà dignità e tutti noi dobbiamo fare tutto perché non si perda una generazione di giovani - ha aggiunto -. Fare avanti la nostra creatività perché i giovani sentano la gioia della dignità che viene dal lavoro. Una generazione senza lavoro è una sconfitta futura per la patria e per l'umanità. Dobbiamo lottare contro di questo. E aiutarci gli uni gli altri a trovare una via di soluzione, di aiuto, di solidarietà". "I giovani - ha detto ancora il Papa - sono coraggiosi, hanno speranza e i giovani hanno la capacità di essere solidali e questa parola solidarietà è una parola che non piace sentire al mondo di oggi, alcuni pensano che sia una parolaccia, no, è una parola cristiana, andare col fratello avanti per superare il problema".
CON I DETENUTI - Un altro momento toccante è stato l'incontro con i detenuti del carcere di Isernia. Anche a loro Francesco ha proposto una "sfida", quella del "reinserimento sociale", mettendo l'accento sulla parola "speranza". "E per questo - ha aggiunto - c'è bisogno di un percorso, di un cammino, sia all'esterno, nel carcere, nella società, sia al proprio interno, nella coscienza, nel cuore". "Papa Giovanni XXIII era il Papa buono, Giovanni Paolo II era il simpatico e quello del perdono, Lei, invece, è il nostro Papa rock!", gli ha detto, dal canto suo, uno dei detenuti. "La sua visita - ha proseguito - ha un sapore particolare per noi, lei, ha voluto incontrare i peccatori, e noi siamo qui ai suoi piedi a chiederle di perdonarci. Abbiamo sicuramente commesso degli errori, ma abbiamo la volontà di volerci rialzare e la sua visita ci riempie il cuore di gioia, ma soprattutto di speranza, e in questo mare di speranza lei ci deve guidare, con la potenza del perdono".