IL SINODO ASCOLTI LE ANGOSCE DELLE FAMIGLIE

07-10-2014 - Notizie

"IL SINODO ASCOLTI LE ANGOSCE DELLE FAMIGLIE" MARCO ANSALDO - La Repubblica 5 ottobre 2014

Il Papa davanti a 80mila fedeli sprona i vescovi: "Il confronto sia aperto, serve pazienza e creatività". Oggi via ai lavori Il cardinale Schönborn: "Da figlio di genitori separati chiedo attenzione per chi vive questa situazione"


CITTÀ DEL VATICANO - Le angosce di oggi vanno ascoltate, le ferite sanate. Ed è la Chiesa che deve sentire «i battiti di questo tempo», percepire «l'odore degli uomini di oggi». Perché «in troppe case è venuto meno il sapore della vita». E allora questo è il momento «di aprirsi», di «saper cogliere i cambiamenti».
Papa Francesco guarda al Sinodo sulla famiglia che comincia oggi. Ma pensa al Concilio Vaticano II.
Perché con la riunione dei padri sinodali che dà il via ai lavori che si protrarranno fino al 21 ottobre, nella Santa Sede torna il tempo della grande assemblea che a partire dal 1962 aggiornò la Chiesa. E Jorge Mario Bergoglio vuole uno scambio «libero», «sereno», «aperto». Dove non manchino, persino, la «pazienza» e la «creatività».
La veglia di preghiera organizzata ieri in Piazza San Pietro ha così aperto davanti a 80mila fedeli un Sinodo su cui convergono tante speranze, visti i temi di grande attualità in discussione. E altrettante preoccupazioni da parte dei più conservatori, attenti che la dottrina non cambi. I temi sul terreno sono importanti: dalla comunione ai divorziati e risposati alle nozze gay, dalle unioni di fatto ai figli che restano soli. Proprio questo ad esempio è intervenuto ieri con parole nuove il cardinale Christoph Schönborn.
«Provengo da una famiglia di genitori divorziati - ha detto in un'intervista a Tv2000 l'arcivescovo di Vienna - Le prime vittime sono i figli, sempre. I figli vivono nel loro cuore la divisione dei genitori. Ciò che mi scandalizza in tutto questo dibattito è che nessuno parli dei figli». E ha aggiunto: «Accanto alla questione dei divorziati e risposati, c'è anche il problema di coloro che convivono senza matrimonio».
Una posizione che ha di fatto portato Schoenborn nel campo degli aperturisti. Un pacchetto nutrito, che vede come capofila il cardinale tedesco Walter Kasper, a inizio anno incaricato da Francesco di introdurre il tema dei sacramenti ai divorziati risposati. Al suo fianco porporati come il segretario generale del Sinodo, Lorenzo Baldisseri, il filippino Luis Tagle, l'arcivescovo emerito di Milano, Dionigi Tettamanzi.
Altrettanto forte il fronte conservatore, che vede il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Mueller, il prefetto della segreteria per l'Economia, George Pell, i loro colleghi Raymond Leo Burke, Velasio De Paolis e l'attuale arcivescovo di Milano, Angelo Scola.
Abbracciando insieme sul sagrato della Basilica Vaticana, il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, e il segretario Nunzio Galantino, il Papa ha concluso dicendo che al Sinodo occorrerà «il dono dell'ascolto».
Non solo «di Dio», quindi. Ma anche «del popolo». Con una raccomandazione a evitare scontri e spaccature, e ad avere però il coraggio di esplorare vie innovative.