KOINONIA Forum num. 407

13-10-2014 - Notizie

KOINONIA Forum num. 407

Il Sinodo è in corso, con le sue novità e con i suoi dibattiti: anche se non ci è possibile seguirlo come cronaca quotidiana - in attesa che qualche approdo chiaro ci sia - possiamo continuare a cercare un filo conduttore che ci consenta di non rimanere in superficie nella necessaria recezione, che certamente non si esaurisce in un giorno. Vuol dire qualcosa che è un Sinodo in due riprese fino al 2015?
Ecco allora - per chi ne vuole usufruire - la continuazione del discorso del Vescovo di Anversa J.Banny, impregnato di buon "senso della fede". Nella stessa linea - tant'è che lo cita - si sviluppa un articolo di Guy Legrand, che merita leggere per allargare gli orizzonti. Un aspetto che va emergendo nei lavori del Sinodo è quello della legislazione canonica riguardo al matrimonio. A questo proposito riprendiamo un paragrafo dallo studio del domenicano Antonino Abate relativamente al carattere di indissolubilità, per capire meglio i termini della questione e le possibilità di scioglimento, discorso appunto da aggiornare al Sinodo. Un ritorno al convegno di Bologna da parte di Maurizio Valleri ci offre altri elementi e criteri di valutazione.
Una osservazione a margine nasce dal fatto che se da una parte si appella ai laici perché facciano sentire la loro voce, gli uditori laici all'interno del Sinodo certamente non la esprimono, stando a quanto ci dice Massimo Faggioli (La mossa di papa Francesco) in "L'Huffington Post" del 11 ottobre 2014: "Sono tutti membri di questo o quel movimento cattolico ("Equipe Notre Dame" i brasiliani, "L'Emmanuel" i francesi: quello dei movimenti è un fenomeno su cui scrissi un libro nel 2008, Breve storia dei movimenti cattolici), oppure inquadrati nelle equipe pastorali delle diocesi o delle conferenze episcopali. In altri termini, i laici invitati al Sinodo sono laici dal punto di vista del diritto canonico, ovvero non sono preti, ma non lo sono dal punto di vista sociologico essendo molto più vicini a dei "laici consacrati" che a dei laici in senso stretto. Inutile dire che i "laici laici", che vivono il loro cattolicesimo accanto e insieme ad una vita laica e secolare, avrebbero offerto un'immagine diversa da quella offerta dai membri di questi movimenti noti per la loro adesione incondizionata alle direttive ufficiali della chiesa". Non è qui uno dei nodi irrisolti della questione chiesa-mondo?
Forse un po' di luce in proposito ci può venire anche dalla presentazione del libro di Cesare Milaneschi "Il Vecchio Cattolicesimo in Italia", di cui si dà informazione dopo una gentile segnalazione dell'Autore.
Tutte le occasioni son buone - si direbbe - se il cuore è aperto e se una "chiesa in uscita" sa essere anche "solubile" in una "società sempre più liquida". Sono solo parole?

 

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