SI A MEDJUGORJE

10-11-2014 - Notizie

LA REPUBBLICA lunedì 10 novembre 2014
IL VESCOVO SFIDA IL DIKTAT DEL VATICANO: SI A MEDJUGORJE di Marco Ansaldo

Invitata a Palestrina la più celebre veggente mariana

CITTÀ DEL VATICANO. "Ecco, la Madonna di Medjugorje mi ha parlato. Dice che ha tutti noi nel cuore, che vuole la pace nel mondo, che dobbiamo pregare. Alcune cose, però, non le posso dire, perchè sono fra me e lei. Ma comunque farà altre apparizioni". C'è chi applaude, chi sviene, chi si indigna. Sono le 17,50 di domenica sul piazzale davanti alla chiesa del Gesù Redentore, a Palestrina, nemmeno un'ora di strada da Roma. E la veggente di Medjugorje, Vicka Ivankovic, considerata come la "prima" (perchè ci sono altri 5 intermediari), si è appena rialzata dal colloquio in ginocchio che sostiene di avere avuto, per 10 minuti, davanti a più di 1.000 persone, malati in carrozzina compresi, con la statua della Madonna. L'invito è stato fatto dal vescovo di Palestrina, monsignor Domenico Sigalini. Eppure c'è un divieto esplicito del Vaticano. Uno stop a questo tipo di incontri che, su ispirazione di Papa Francesco, proviene nientemeno che dall'ex Sant'Uffizio, cioè la Congregazione per la Dottrina della Fede. Nessuno partecipi a "riunioni, conferenze o pubbliche celebrazioni" in cui venga data per certa e acclarata la credibilità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, si legge in una disposizione firmata dal Prefetto del dicastero, il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Muller, attraverso una lettera già spedita nel 2013 dal nunzio degli Stati Uniti, monsignor Carlo Maria Viganò, ai vescovi americani, dove i tour delle apparizioni sono divenuti per la Santa Sede fonte di imbarazzo. Soprattutto da quando il Vaticano ha istituito sul caso Medjugorje una commissione internazionale di indagine presieduta da un cardinale del calibro di Camillo Ruini. Lettera ripetuta da Muller il 22 ottobre scorso ai vescovi di alcune diocesi laziali. Così c'è chi, nell'attesa dello sbarco di Vicka, si è strettamente attenuto alle norme vaticane, come il vescovo di Anagni, monsignor Lorenzo Loppa, che a Fiuggi non ha permesso l'incontro della veggente con i fedeli delle apparizioni mariane. E chi come Sigalini manifesta orientamenti diversi non solo dal Vaticano, ma anche dalla maggioranza dei fedeli della diocesi Suburbicaria di Palestrina. "Io a quell'incontro ci vado - aveva preannunciato alla rivista "Medjugorje" - perché la mia gente prega così, indipendentemente dalla soprannaturalità riconosciuta al fenomeno di Medjugorje". Un caso capace di generare, in due luoghi confinanti, due comportamenti opposti di fronte al medesimo fatto religioso. Con incroci singolari. Alle apparizioni di Medjugorje è ad esempio attento l' arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schonborn, che vorrebbe ospitare a gennaio, nella cattedrale di Santo Stefano, un raduno con un altro dei veggenti, Ivan Dragicevic. E su un caso così spinoso e controverso si trovano contrapposti, ma in senso contrario rispetto agli schieramenti visti al recente Sinodo dei vescovi nella battaglia fra riformisti e conservatori, Muller da una parte, e Schonborn dall'altra. Quello di ieri è uno dei numerosi incontri di preghiera che periodicamente si tengono in Italia ai quali partecipano migliaia di devoti delle apparizioni mariane. La Chiesa, pur manifestando dubbi sempre più evidenti, non si è ancora pronunciata in modo esplicito. Dopo 3 anni di lavoro, voluti da Benedetto XVI, la Commissione di studio presieduta dal cardinale Ruini ha consegnato le sue conclusioni alla Dottrina della fede, che tuttavia non le ha ancora diffuse. Al raduno di Palestrina, nella piazza della Chiesa, c'erano più di 1.000 posti a sedere, per un ticket di 10 euro a testa, necessario secondo gli organizzatori a pagare le spese, con l'eventuale resto devoluto a Medjugorje. Durante l'incontro Vicka Ivankovic parlava in croato e veniva tradotta, lanciando baci e sostenendo di avere visitato l'inferno e il paradiso. "Come cattolici - commentavano alcune delle persone in piazza - siamo un po' indignati per l'appoggio che la diocesi da a questo tipo di fenomeni".