KOINONIA Forum num. 414

13-11-2014 - Notizie

Cari amici,
portare a tema la "Cena del Signore" è stato frutto di circostanze, ma solo perché il momento era maturo per individuare un punto che fosse in qualche modo un "già" totalmente aperto al "non ancora": che fosse simbiosi del vivere e del pensare, che rappresentasse un riferimento comune per tutte le chiese, che fosse un criterio di discernimento dei cambiamenti d'epoca nella storia, che segnasse il discrimine tra il credere e il non credere in senso cristiano, che consentisse una giusta valutazione delle infinite modalità liturgico-pastorali nella prassi ecclesiale, ecc. ecc... La "Cena del Signore" consente in effetti una visione unitaria, che a sua volta illumina i singoli aspetti.
Sono solo alcune sfaccettature buttate giù in ordine sparso tra le tante che si potrebbero ancora elencare, se solo evocassimo il soggetto vivente di questo mistero - l'uomo Cristo Gesù - con tutte le implicanze antropologiche, esistenziali ed ecclesiali spesso troppo latenti. Sono indotto a considerarle grazie alle reazioni - non solo quelle scritte e rese pubbliche - che la proposta continua a suscitare, forse perché, come dicevo l'ultima volta, si tratta di qualcosa che si pensa di sapere cosa sia fino a quando non ce lo chiediamo. Come mai, allora, la chiesa - e le chiese - non cercano di farsi riconoscere e lasciarsi mettere in discussione per la specifica prassi del "fare memoria del Signore" e si preoccupano di accreditarsi in forza di mille altre prestazioni?

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