IL PAPA TORNATO

13-07-2015 - Notizie

IL PAPA È TORNATO: "Non ho assaggiato coca. Crocifisso falce e martello? Nessuna offesa"

Buenos Aires, 13 luglio 2014 - Papa Francesco è rientrato a Roma al termine del suo viaggio in Sudamerica. L'aereo con a bordo il Pontefice è decollato intorno all'una e quaranta di questa notte (ora italiana) dall'aeroporto di Asuncion in Paraguay. L'arrivo intorno alle 13.45.

CONFERENZA STAMPA IN VOLO - Il Crocifisso con falce e martello donatogli dal presidente boliviano Morales, per Papa Francesco "non è stata un'offesa". "Ho lasciato alla Madonna di Copacabana le due insegne che mi ha dato il presidente perchè non accetto mai queste onoreficienze, ma il Cristo lo porto con me", ha detto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma da Asuncion, a cui ha anche confidato di amare molto il mate, il tipico tè argentino, ma "di non avere mai assaggiato la coca, è chiaro".

PAPA SELFIE: Francesco ha anche risposto alla domanda su come si senta quando qualcuno vuole scattare una foto con lui: "È un'altra cultura", ha detto, davanti ai selfie "mi sento bisnonno". 

QUESTIONE GRECA - "I governanti greci che hanno portato avanti questa situazione di debito internazionale hanno una responsabilità. Con il nuovo governo greco si è avuta una revisione, un po' giusta". Lo ha detto Papa Francesco sulI'aereo che lo ha riportato a Roma da Asuncion. "Mi auguro - ha confidato ai giornalisti che viaggiavano con lui - che trovino una strada per una soluzione del problema greco e anche una strada di sorveglianza per non ricadere anche in altri Paesi nello stesso problema. Questo ci aiuti ad andare avanti perchè quella strada dei prestiti, dei debiti alla fine non finisce mai".

LA PARTENZA - A salutarlo all'aeroporto di Asuncion molti bambini in costume, un gruppo dei quali interpretava il ruolo delle Guardie Svizzere, schierati lungo il tappeto rosso che portava all'apparecchio dell'Alitalia. Tra esibizioni e canti, un breve colloquio con il presidente Horacio Manuel Cartes Jara, lo scambio dei regali e alcune esibizioni, Francesco è salito sulla scaletta dell'aereo con circa 25 minuti di ritardo sull'orario previsto. Portava da sé la borsa nera da viaggio e ancora una volta ha perso lo zucchetto bianco a causa del vento.

"ANDATE CONTROCORRENTE" - "Ragazzi fate casino!". Questa l'esortazione che Papa Francesco aveva rivolto esattamente due anni fa ai giovani argentini che partecipavano alla Giornata Mondiale della Gioventù di due anni fa, è risuonata nuovamente oggi dalla bocca di Jorge Mario Bergoglio, che nell'incontro con 200 mila giovani del Paraguay, subito prima di partire per Roma, ha rivelato: "L'altra volta che avevo chiesto di fare casino, un prete mi ha detto: 'Lei dice ai ragazzi di fare casino, ma poi le conseguenze le dobbiamo sopportare noi'. Così oggi vi dico: fate casino e organizzatelo bene." "Il Vangelo - ha ricordato il Papa - dice: 'beati i poveri', non che sono felici quelli che se la passano bene. Ci chiede di andare controcorrente. E' questo il piano di Gesù per noi, andare controcorrente".

LE TESTIMONIANZE DEI GIOVANI - Papa Francesco aveva iniziato la giornata con una visita agli abitanti di Bañado Norte, una delle zone più povere della capitale paraguyana, dove ha criticato "la fede non solidale" e "bugiarda" di chi va a messa però non sa cosa succede nelle baraccopoli. Lì Bergoglio ha ascoltato le testimonianze di due persone che hanno denunciato la condizione di abbandono che patiscono da parte dello Stato. Tra questi Liz, che ha raccontato la propria esperienza di "capofamiglia" a nemmeno 20 anni. "Liz - ha detto il Pontefice - ci insegna una cosa come restare con un cuore libero, che non possiamo fare come Ponzio Pilato, lavarci le mani. Lei poteva mettere tranquillamente la mamma malate e sorella in asilo e vivere la sua vita divertendosi. No! si è convertita in serva, inserviente della mamma e della sorella e lo fa con gentilezza. Cambia ruolo: è la mamma di sua mamma. Sola, servendo. Ma non non è sola. Ci fu un angelo che le parlò di quell'incontro con gli amici alla fine della settimana, con il gruppo giovanile che l'aiuta a custodire la fede. Questo si chiama solidarietà: quando ci facciamo carico del problema di qualcuno. E studiò per essere infermiera a 25 anni: ecco la grazia che chiede Orlando (un altro ragazzo intervenuto, ndr): quella di avere un cuore libero". "Liz - ha continuato il Papa - mostra che la sua vita è un grado altissimo di solidarietà, di amore. Manuel (il terzo ragazzo che ha preso la parola e ha raccontato la sua esperienza di essere solo al mondo, ndr), mi ha chiesto: 'Padre come si impara ad amare?'. Ecco la risposta: primo un cuore libero, secondo la solidarietà. Ma questo non si insegna. Manuel non è solo un ragazzo che non ha la vita facile. E' un ragazzo che si impegna. Fu maltrattato ed ora è solo. Ebbene vi domando: 'quanti ragazzi studiano, e possono presentarsi ogni domenica alla messa con la famiglia? Chi ha questa grazia dica: 'Grazie Signore!". "Mettiamocelo bene in testa: se la mia vita è relativamente facile, pensiamo - ha concluso - ai tanti che sono soli, non fanno delinquenza, non si mettono ad aiutare la corruzione. Li sosterremo con solidarieta, amore, speranza."