Ogni parrocchia accolga una famiglia

07-09-2015 - Notizie

 Profughi, l'appello di Papa Francesco: "Ogni parrocchia accolga una famiglia"

 

Bergoglio durante l'angelus ha invitato "le comunità religiose, i monasteri, i santuari di tutta Europa e le diocesi, a partire da quella di Roma" a dare ai migranti "una speranza concreta" e a non creare "tante isole inaccessibili e inospitali"

di Francesco Antonio Grana | 6 settembre 2015

Parrocchie, monasteri e santuari d'Europa accolgano una famiglia di profughi a iniziare da Roma e dal Vaticano. È l'appello concreto che Papa Francesco ha rivolto all'angelus a meno di tre mesi dall'inizio del Giubileo della misericordia che si aprirà l'8 dicembre 2015. Bergoglio è intervenuto nel dibattito che si sta svolgendo nel Vecchio continente sull'accoglienza ai migranti, dopo aver denunciato che le loro morti "sono crimini che offendono l'intera famiglia umana".

Mentre a Londra il premier David Cameron dice sì al ricollocamento di 15mila profughi, ma un secco no alle quote obbligatorie richieste dall'Unione Europea, a Monaco i migranti vengono accolti alla stazione dagli applausi della gente, e Matteo Salvini deride quelle immagini di solidarietà ("Siamo su Scherzi a Parte"), il Papa ha voluto fare una proposta concreta sottolineando che "la misericordia di Dio viene riconosciuta attraverso le nostre opere, come ci ha testimoniato la vita della beata madre Teresa di Calcutta".

Per Francesco "di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama a essere ‘prossimi' dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: ‘Coraggio, pazienza!...'. La speranza è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura. Pertanto, - è stato l'invito del Papa - in prossimità del Giubileo della misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa a esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all'Anno Santo. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d'Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma. Mi rivolgo ai miei fratelli vescovi d'Europa, veri pastori, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che misericordia è il secondo nome dell'amore: ‘Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me'. Anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi".