Papa Francesco, svolta sull'Imu

16-09-2015 - Notizie

 Papa Francesco: "Se un convento lavora come hotel giusto che paghi l'Imu"

La svolta di Bergoglio: "Bene guadagnare dall'accoglienza, ma chi vuole farlo paghi le imposte. In caso contrario il business non è pulito". Secondo stime dell'Anci, le tasse sugli immobili non pagate dalla Chiesa ammontano a circa 800 milioni l'anno. Il governo Monti nel 2012 ha modificato le regole, continuando però a prevedere l'esenzione per chi dichiara di svolgere attività "non commerciale"

 Fatto Quotidiano | 14 settembre 2015

Dopo la Cassazione, ora a sostenerlo è Papa Francesco. Bergoglio, con una svolta del tutto inattesa, ha detto che gli enti ecclesiastici che svolgono attività commerciali devono pagare le tasse sugli immobili. "Un collegio religioso, essendo religioso, è esente dalle tasse, ma se lavora come albergo è giusto che paghi le imposte", è stata la sua frase esatta, in un'intervista alla radio portoghese Renascenca. "Ci sono conventi che sono quasi vuoti e anche lì può esserci la tentazione del dio denaro. Alcune congregazioni dicono: ‘Ora che è il convento è vuoto faremo un hotel, un albergo: possiamo ricevere gente e con ciò ci manteniamo e guadagniamo‘. Bene, se desideri questo paga le imposte. In caso contrario, il business non è pulito". Pietra tombale, dunque, sulle esenzioni di cui godono le strutture della Chiesa. Che peraltro, ha auspicato il pontefice pochi giorni fa, prima che di fare "business" dovrebbero preoccuparsi di accogliere famiglie di migranti.

Dopo la clamorosa apertura del Papa, starà ora al governo Renzi decidere come intervenire. Il regime fiscale applicato agli immobili ecclesiastici è stato modificato nel 2012, durante l'esecutivo Monti. Che ha imposto il pagamento dell'Imu a quelli che svolgono attività commerciali. La definizione, però, è ambigua e si presta a diverse interpretazioni: come è noto, non di rado anche veri e propri alberghi si presentano al fisco come strutture di accoglienza senza scopo di lucro per ottenere l'esenzione. Per fare chiarezza non è bastato il decreto con le regole su Imu e Tasi per gli enti non commerciali firmato il 26 giugno 2014 dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Secondo quel provvedimento non sono tenute a pagare le scuole private che chiedono alle famiglie rette inferiori ai 6.882 euro annui (pari al costo medio per ogni alunno di scuola statale calcolato dall'Ocse), le cliniche convenzionate e tutti gli enti non commerciali posseduti dalla Chiesa, dalle parrocchie alle università ai musei.

In teoria non sono invece previsti sconti per hotel, bed & breakfast e beauty farm. Ma, appunto, per dribblare la tassa basta dichiarare che l'attività è "non commerciale". Cioè viene svolta gratuitamente o a prezzi inferiori a quelli di mercato. In più sono esentate anche le strutture che dichiarano di esercitare solo "attività di accoglienza strumentale diretta al culto e alla religione per la quale non è ipotizzabile l'esistenza di un mercato concorrenziale". Per esempio, si legge nelle Istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione Imu e Tasi, quelle "caratterizzate dalla presenza di luoghi adibiti esclusivamente al culto e dalla programmazione di servizi di alloggio e di refezione con modalità e orari coerenti con lo svolgimento di pratiche di ritiro e di meditazione spirituale, anche in isolamento, così come individuate dalle specifiche dottrine confessionali". Il risultato è che, secondo le stime dell'Anci, il valore delle tasse sugli immobili non pagate dalla Chiesa ammonta a circa 800 milioni l'anno.

Nel novembre 2014 sulla questione si è espressa la Corte di Giustizia Ue, che ha ammesso nel merito un ricorso presentato da due esponenti del Partito radicale contro una legge varata dal governo Berlusconi che concedeva uno sconto del 100% sull'Ici (l'imposta sostituita nel 2012 con l'Imu) e del 50% sulle tasse sul reddito a alberghi, scuole e cliniche gestite dagli enti ecclesiastici.

A luglio sul tema è intervenuta poi a gamba tesa la Suprema Corte, che ha dato ragione al Comune di Livorno stabilendo che anche le scuole religiose devono pagare l'imposta sugli immobili: "Poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza", recita la sentenza, "tale attività è di carattere commerciale". Risultato: l'amministrazione ha fatto bene a battere cassa alle scuole Santo Spirito e Immacolata rivendicando 422.178 euro di Ici non versata dal 2004 al 2009. E il fatto che l'attività sia in perdita non esime dal pagamento, visto che qualsiasi azienda privata in rosso deve comunque far fronte ai propri obblighi nei confronti del fisco.

 

  Papa Francesco, svolta sull'Imu: "Se conventi sono alberghi paghino le tasse"

"Anche in quei luoghi la tentazione del dio denaro"

   

 

14 settembre 2015

 

 
 
 

 

   

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 CITTA' DEL VATICANO - "Un convento religioso è esentato dalle imposte, però se lavora come un albergo paghi le tasse, altrimenti l'impresa non è molto sana". E' quanto afferma Papa Francesco, nell'intervista rilasciata all'emittente portoghese Radio Renascenca. "Ci sono conventi che sono quasi vuoti - ricorda il Papa - e anche lì può esserci la tentazione del dio denaro. Alcune congregazioni dicono: ora il convento è vuoto, facciamolo diventare un albergo e possiamo ospitare persone, mantenerci e guadagnare denaro. Bene, se desideri questo paga le tasse. Un collegio religioso è esente dalle imposte, ma se lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte".

In base al decreto del Ministero dell'Economia firmato da Padoan il 26 giugno del 2014, gli spazi organizzati "non in forma imprenditoriale" per la ricettività, come appunto le stanze affittate nei conventi o collegi, possono essere esenti dalle tasse sugli immobili, a condizione che ci sia "discontinuità" nell'apertura. Dunque, che l'attività ricettiva non copra l'intero anno solare. Soprattutto, a condizione che quegli alloggi accolgano "destinatari propri delle attività istituzionali", quindi alunni e famiglie degli istituti scolastici, iscritti al catechismo, appartenenti alla parrocchia, membri di associazioni, e tutti coloro desiderosi di compiere ritiri spirituali. 

"L'invito categorico a pagare le imposte come chiunque altro, rivolto oggi da Papa Bergoglio alle strutture religiose che funzionano come hotel, è forse la migliore risposta alla nostra denuncia della dilagante evasione ed elusione fiscale da parte delle case per ferie gestite a Roma da enti ecclesiastici". Lo scrivono Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma secondo i quali "ben il 40 per cento delle circa 300 strutture alberghiere gestite da religiosi (con i comfort e i prezzi degni di un hotel a 4 stelle) non ha mai versato l'Imu e un altro 20 per cento lo versa irregolarmente. Un terzo di queste inoltre non paga nemmeno Tasi e Tari". Secondo questi calcoli, "i contenziosi aperti con il Comune sono tantissimi, per un totale di quasi 20 milioni di euro di tasse mai versate".

Su Facebook, il viceministro delle Infrastrutture e segretario del Psi,

Riccardo Nencini, rivendica: le parole usate da Papa Francesco "sono le stesse parole, le stesse argomentazioni che i socialisti usano da dieci anni (...). I difensori della fede a ogni costo offenderanno anche il Pontefice con gli argomenti che hanno rivolto contro di noi?"