Sinodo, e la comunione ai divorziati

25-10-2015 - Notizie

Sinodo, e la comunione ai divorziati «I sacerdoti valutino caso per caso» Approvata la "relatio finalis"

Il Sinodo dei vescovi sulla famiglia si chiude con la votazione da parte dei padri sinodali dei 94 punti contenuti nella relazione finale. Passa anche il punto sulla comunione ai risposati. Resta il no ai matrimoni gay. Sono stati 51 gli interventi sul documento finale

di Redazione Online   IL CORRIERE DELLA SERA

L'arrivo di Papa Francesco alla nuova Aula del Sinodo per la seduta di chiusura dei lavori del Sinodo dei Vescovi 

Dopo tre settimane di riunioni, e a conclusione di un lavoro durato oltre due anni, è stato votato dai 270 padri il documento finale, relatio finalis, del Sinodo della famiglia: la relazione è stata approvata con una maggioranza pari ai due/terzi. Il quorum è stato raggiunto su tutti i punti della relazione. IL DOCUMENTO INTEGRALE L'anno scorso non era andata così e i punti più controversi, come la comunione ai divorziati risposati e l'accoglienza pastorale ai gay, avevano raggiunto solo la maggioranza semplice che per il diritto canonico non è considerata sufficiente. L'approvazione è stata resa nota dal portavoce di lingua tedesca Bernd Hagenkord. «Il primo dovere della Chiesa - ha detto Papa Francesco nel discorso conclusivo dei lavori del Sinodo - non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore».

Il discorso del Papa

Un Sinodo ordinario sulla famiglia e sulla sua missione nel mondo contemporaneo, a un anno di distanza da quello straordinario convocato proprio da Papa Francesco per prepararsi sullo stesso tema. Un sinodo che, dice Bergoglio in un passaggio del suo discorso  a votazione chiusa, ha «sollecitato tutti a comprendere l'importanza dell'istituzione della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, fondato sull'unità e sull'indissolubilità, e ad apprezzarla come base fondamentale della società e della vita umana». Senza «mai cadere nel pericolo del relativismo oppure di demonizzare gli altri, - ha proseguito il Papa - abbiamo cercato di abbracciare pienamente e coraggiosamente la bontà e la misericordia di Dio che supera i nostri calcoli umani e che non desidera altro che tutti gli uomini siano salvati». Il sinodo «ci ha fatto capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito, non le idee ma l'uomo, non le formule, ma la gratuità dell'amore di Dio e del suo perdono», ha sottolineato il Pontefice chiudendo le assise. «Concludere il sinodo per la Chiesa significa tornare a "camminare insieme" realmente per portare in ogni parte del mondo, in ogni diocesi, in ogni comunità e in ogni situazione la luce del Vangelo, l'abbraccio della Chiesa e il sostegno della misericordia di Dio». Il discorso del Papa è stato accolto «da un grande applauso», ha riferito padre Federico Lombardi, «una standing ovation», gli ha fatto eco padre Thomas Rosica, portavoce di lingua inglese.

I punti più discussi

I padri sinodali si sono espressi sui 94 punti contenuti nella relazione finale approvata all'unanimità dalla commissione dei dieci: tra i punti più dibattuti del Sinodo si registra quello sulla comunione per i divorziati risposati che è passato con un margine ristretto: i 265 padri sinodali presenti in aula (su 270 totali) ha votato il paragrafo 85 con 178 «sì», appena due in più del quorum richiesto, contro 80 «no».ono stati 51 gli interventi su tutto il documento finale. «I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo»: chiedono i vescovi. Nel testo c'è una importante apertura in tema di riammissione ai sacramenti approvata con appena un voto di scarto sui due terzi necessari, cioè con 178 su 265 presenti, quando il quorum era di 177. I contrari sono stati 80 (e quindi ci sono state 7 astensioni).

Apertura ai divorziati: «Caso per caso»

Il testo finale prevede che la comunione ai divorziati possa essere concessa caso per caso: «Il percorso di accompagnamento e discernimento orienta questi fedeli - si legge nella relatio finalis - alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio». «Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre - spiegano i vescovi - alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c'è gradualità, questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa». Il Sinodo chiarisce che da oggi la partecipazione dei divorziati risposati alla vita della Chiesa «può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate». «I divorziati risposati - dunque - non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Quest'integrazione è necessaria pure per la cura e l'educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i più importanti». Il Sinodo afferma anche che «per la comunità cristiana, prendersi cura di queste persone non è un indebolimento della propria fede e della testimonianza circa l'indissolubilità matrimoniale: anzi, la Chiesa esprime proprio in questa cura la sua carità».

Resta il no ai matrimoni gay, ma «rispetto per la persona»

Resta il no ai matrimoni gay. Circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, il Sinodo ritiene che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». E dichiara «del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso». «Nei confronti delle famiglie che vivono l'esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione».

Pedofilia, «tolleranza zero»

La Chiesa ha voluto inoltre ribadire la «tolleranza zero» nei confronti della pedofilia. Parlando delle violenze all'interno della famiglia nella Relazione finale del Sinodo si sottolinea la necessità di «una stretta collaborazione con la giustizia». Sui minori in particolare, «nella Chiesa sia mantenuta la tolleranza zero insieme all'accompagnamento delle famiglie».  

 I numeri del Sinodo: oltre 90 ore di lavori, 425 interventi

E, dalla sala stampa del Vaticano, emergono anche i primi numeri che contrassegnano l'ultimo giorno del Sinodo: 90 ore di lavori, 2.012 tweet, 425 interventi tra padri sinodali e uditori. Grande anche l'interesse dall'esterno con 2,2 milioni di visualizzazioni, per tutto il periodo del Sinodo, per l'account twitter della Santa Sede (@HolySeePress). Hanno lavorato in questi giorni al Sinodo con diritto di parola 270 padri sinodali, 14 delegati fraterni, 51 uditori (17 coppie e 17 singoli). -Le ore 90 ore di lavori sono state così suddivise: 54 nella Congregazione generale e 36 nei Circoli minori. - Altissima l'attenzione dei media con 464 giornalisti e operatori video accreditati per seguire l'Assemblea ordinaria del Sinodo sulla Famiglia. La maggior parte arriva dall'Europa (366) ma anche dall'America del Nord (54), America Latina (35), Asia (5), Africa (3), Oceania (1). Nel contempo il Canale Synod15.vatican.va (accessibile dal Sito vatican.va e dalla pagina web della Sala Stampa) è stato suddiviso in sei settori linguistici: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e cinese. In tutto il corso del Sinodo sono state diffuse in streaming su Synod15 41 trasmissioni in diretta, comprese le celebrazioni e gli eventi prodotti dal Ctv, tutte le conferenze stampa e i briefing che si sono tenuti nella sala stampa vaticana.