Papa Francesco su Vatileaks 2

09-11-2015 - Notizie

Papa Francesco su Vatileaks 2: "Diffondere documenti è reato. Non mi fermeranno"
Il pontefice parla a sorpresa delle carte trafugate al termine dell'Angelus. "So che molti di voi sono turbati, ma la riforma va avanti con il sostegno di tutti voi"


08 novembre 2015

 

 

Papa Francesco, a sorpresa dopo l'Angelus, parla del caso Vatileaks 2 e definisce un "atto deplorevole che non aiuta" , anzi un "reato" "rubare" quelle carte. Ma, assicura Bergoglio, questo "triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi". Le parole del pontefice arrivano al termine della preghiera mariana di fronte a una piazza san Pietro gremita.

Così il Papa rompe il silenzio sulla fuga di notizie che ha portato all'arresto della pierre Francesca Immacolata Chaouqui (poi rilasciata per aver collaborato alle indagini) e di monsignore spagnolo dell'Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda.

"Cari fratelli e sorelle, - dice Francesco - so che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati. Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E' un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene e sono state prese misure che hanno cominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili".
Papa: "Sottrarre documenti riservati è un reato, ma non ferma la riforma" "Sottrarre documenti riservati è un reato": così papa Francesco all'Angelus in merito al caso Vatileaks. "Questo triste fatto", ha aggiunto il Pontefice, "non mi distoglie dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti"

"Perciò voglio assicurarvi - ha proseguito il Pontefice- che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato. Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza".

Le riforme intraprese da papa Francesco, di cui, come ha spiegato il Pontefice, molti dei documenti trafugati rappresentavano lo studio preparatorio, mirano per molti aspetti a rendere trasparenti ed etiche le istituzioni economiche e finanziarie preposte alla gestione del patrimonio della Santa Sede. Significativamente, durante l'Angelus, il Papa ha parlato, ancora una volta, della Chiesa dei poveri, affrontando il passo del Vangelo che racconta dell'"obolo della vedova".

"C'è differenza tra portafoglio e cuore" ha sottolineato il Papa, "chiediamo al Signore di ammetterci alla scuola di questa povera vedova, che Gesù, tra lo sconcerto dei discepoli, fa salire in cattedra e presenta come maestra di Vangelo vivo. Per l'intercessione di Maria, la donna povera che ha dato tutta la sua vita a Dio per noi, chiediamo il dono di un cuore povero, ma ricco di una generosità lieta e gratuita".

Il pontefice ha anche spiegato che "la vera carità si fa non da quello che ci avanza, ma da quello che ci è necessario e ci costa di più dare". In proposito Bergoglio ha raccontato un episodio riguardante una famiglia di Buenos Aires.

"Una mamma e i suoi tre figli, mentre il papà era al lavoro, si erano messi a tavola davanti a delle cotolette alla milanese. Bussano, la mamma chiede chi è. Il bambino che va ad aprire spiega che c'è un povero che chiede da mangiare. E la mamma, che era una buona cristiana, prende un coltello e dice ai figli: 'Cosa facciamo? Gli diamo metà di ogni cotoletta?'. 'No mamma, non così! Prendi dal frigo', rispondono i bambini. 'No, facciamo tre panini così', replica la madre. E i figli hanno imparato. La vera carità si fa così. Sono sicuro che quel pomeriggio hanno avuto un po' di fame, ma così si fa. Dobbiamo privarci di qualcosa, come quei bambini di metà delle cotolette".