La Misericordia nell'Islam

23-11-2015 - Notizie

La Misericordia nell'Islam di Rosario Amico Roxas

Cercherò di chiarire le motivazioni che ci inducono a constatare come le violenze assurde che minacciano popoli e nazioni, attribuite al mondo islamico nella sua interezza, non rispecchiano la verità storica, religiosa e sociale della stragrande maggioranza dei musulmani.
Ci basta analizzare uno solo dei 99 nomi con i quali il musulmano si rivolge ad Allàh.
L'accanimento nell'attribuire le violenze al mondo musulmano, nasconde motivazioni diverse, che coincidono con la volontà di sferzare gli animi e le coscienze, per stimolare risposte di maggiore violenza, alla violenza patita. Periodicamente l'uomo cede alla tentazione di eliminare fisicamente una parte di quella umanità alla quale appartiene. Così si rifiuta ogni analisi possibile che condurrebbe a valutazioni diverse, perché la volontà emergente è quella di scatenare una guerra che produce un circuito di denaro, e di potere. Per taluni squallidi personaggi un mondo senza guerre sarebbe un mondo fallimentare, non accettando di valutare l'intima natura dell'uomo che coincide con il suo stesso "valore".
Purtroppo in tale errore sono caduti anche i massimi vertici del cristianesimo, affermando e scrivendo concetti che contrastano con l'insegnamento di Cristo.
E' stato lo stesso Ratzinger, firmando con il nome identificativo della suprema carica, che ha sconvolto, consapevolmente, le certezze della parola di Cristo, in quella blasfema presentazione al libercolo di Pera "Perché dobbiamo dirci cristiani"; l'allora pontefice, firmando Benedetto XVI per attaccarsi alla pretesa infallibilità data dalla carica, impose talune affermazioni che hanno sconnesso lo spirito del cristianesimo dalla Testimonianza che ogni cattolico deve dare.
Scrive infatti:
Ella analizza l'essenza del liberalismo a partire dai suoi fondamenti, mostrando che all'essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell'immagine cristiana di Dio.
Secondo l'allora pontefice liberalismo e cristianesimo sarebbero, praticamente sinonimi, perfezionando un madornale errore teologico, che sarà una delle motivazioni per le dimissioni dalla carica, avendo preso coscienza di pilotare il mondo cristiano verso uno scisma, e aggiunge:
Ella spiega con grande chiarezza che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile,
In questa frase il blasfemo si coniuga con un palese attacco alle conclusioni del Concilio Ecumenico Vaticano II. Quindi conclude:
Di importanza fondamentale è la Sua analisi di ciò che possono essere l'Europa e una Costituzione europea in cui l'Europa non si trasformi in una realtà cosmopolita, ma trovi, a partire dal suo fondamento cristiano-liberale, la sua propria identità.
Scongiurare l'ipotesi di un cosmopolitismo a vantaggio di una identità elitaria, confonde le idee, perché rasenta l'imitazione del sostegno della razza, che fu di Hitler che vantava il primato della "razza ariana", mentre il pontefice auspica l'affermazione di una identità primaria che abbia come fondamento l'economia liberista. Quindi fu il momento delle doverose dimissioni che hanno sollevato il mondo cattolico dal credere in una assai fallace infallibilità.
Ben diversa è la condizione dell'Islam nei confronti della Misericordia, che ci chiarisce le motivazioni per le quali i violenti e i terroristi, non possono dirsi musulmani.
Il valore dell'uomo non si trova nella sua fisicità, nell'apparenza del suo corpo, fatto di carne e ossa; il suo valore vero si trova nella sua spiritualità che si trova in quel gioiello interiore, dove ci sono i sentimenti, dove si provano le emozioni e dove nascono la sofferenza, la misericordia e la pietà.
Una particolarità dei credenti è l'avere un cuore sensibile alla sofferenza sia quella delle creature umane sia essa quella delle non umane. È da un cuore sensibile, pieno di ràhmah, che viene messo in moto il sentimento filantropico, per cui, chi lo possiede, aiuta i deboli, ha pietà verso i poveri e compassione per i bisognosi. Un cuore così tiene lontano dagli abusi e dal crimine, per cui chi lo possiede diventa una fonte di bene, di giustizia e di pace per tutti coloro che vivono con lui e che gli stanno vicino.
La Misericordia divina comprende tutte le realtà del Creato: quelle materiali e quelle immateriali. Essa comprende il credente e il non credente. Il Profeta, nell'esercizio della sua missione di magistero, aveva l'arte di utilizzare anche eventi occasionali, da cui trarre argomento per insegnare i principi e i significati che egli voleva che i Suoi Compagni apprendessero.
Un'hadit attribuita al Profeta e tramandata oralmente di generazione in generazione, ci racconta come
un giorno, mentre era al mercato con alcuni compagni, Il Profeta, vide una donna, sul volto della quale si leggeva disperazione e dal suo comportamento si capiva in modo inequivocabile che essa aveva smarrito qualcosa di molto importante per lei e ne era alla ricerca. A un certo punto il viso della donna si illuminò di gioia si chinò, prese tra le braccia un bambinello e se lo portò al seno allattandolo, mentre sprizzava felicità da tutti i pori della pelle.
Maometto, rivolto ai Compagni, che avevano assistito alla scena, disse: "Quella donna - secondo voi - lo getterebbe il suo bambino nel fuoco?". I compagni, risposero a una voce: "No, di certo!". A questo punto il Profeta, disse: "Allàh è infinitamente più misericordioso verso i Suoi servi di quella donna verso il suo bambino".
Dei 99 nomi riconosciuti Allàh, quello più importante ed esclusivo è Il sommamente Misericordioso, nome che, unitamente a Il Clementissimo, forma la coppia di nomi più famosa e usata nel Corano.
Questi due nomi "il sommamente Misericordioso il Clementissimo" suggeriscono al credente una linea di condotta ricca di misericordia e di clemenza.
Il vero credente è sempre consapevole di essere bisognoso della misericordia dell'Onnipotente e sa, perfettamente, che, esercitando la misericordia in questa vita terrena potrà sperare di ottenere, il permesso di entrare in Paradiso in quella futura.
"Abbi misericordia nei confronti di chi cammina sulla terra, se vuoi che chi siede in cielo abbia misericordia nei confronti di te".
L'esercizio della misericordia da parte del fedele musulmano non si limita ai suoi compagni di fede, ma si estende a tutte le creature, umane e non umane e alla natura."
Dopo Ratzinger è arrivato Papa Francesco, per riportare sulla retta via tutto ciò che era stato mistificato dal predecessore.
Nel messaggio "urbi et orbi" di Natale, il 30 dicembre 2013 papa Francesco ha elevato questa preghiera: "Tu, Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome".
E all'Angelus della festa di santo Stefano, il primo dei martiri, ha di nuovo pregato "per i cristiani che subiscono discriminazioni a causa della testimonianza resa a Cristo e al Vangelo".
Più volte papa Jorge Mario Bergoglio ha manifestato il suo dolore per la sorte dei cristiani in Siria, nel Medio Oriente, in Africa e in altri luoghi del mondo, ovunque sono perseguitati e uccisi, spesso "in odio alla fede" e ad opera di musulmani deviati dall'insegnamento del Corano.
A tutto questo il papa risponde invocando incessantemente "il dialogo come contributo per la pace", rinnegando le affermazioni del predecessore.
Rosario Amico Roxas