Chiedo perdono per gli scandali

22-12-2015 - Notizie

Francesco ai dipendenti vaticani: chiedo perdono per gli scandali
Dopo gli auguri ai cardinali e vescovi, l'incontro con i dipendenti laici e le loro famiglie. Il Papa chiede scusa perché ha «un po' di influenza» e parla da seduto. Chiede di «pregare per le persone coinvolte» negli scandali, «perché chi ha sbagliato si ravveda e possa ritrovare la strada giusta». L'invito a prendersi cura del matrimonio e dei figli, coltivando il rapporto di coppia

21/12/2015 di andrea tornielli

CITTA ‘ DEL VATICANO
Francesco davanti ai dipendenti laici del Vaticano chiede perdono per gli scandali avvenuti, chiede di pregare per le persone coinvolte e invita a coltivare il rapporto di coppia. Dopo gli auguri ai cardinali e vescovi della Curia romana, il Papa ha incontrato i dipendenti della Santa Sede nell'aula Paolo VI. All'inizio ha detto di non sentirsi molto bene a causa dell'influenza e ha chiesto scusa per parlare da seduto.
«Vorrei ringraziare in modo particolare quelli tra voi - ha detto - che da tanti anni fanno lo stesso tipo di lavoro, un lavoro spesso nascosto, e cercano di fare le cose come si deve. Sappiamo che questo è normale, è semplicemente fare il proprio dovere; ma sappiamo anche che per noi esseri umani non è facile, noi non siamo macchine - grazie a Dio! - e a volte abbiamo bisogno di un incentivo, o di cambiare un po'... Mi congratulo con voi che sentite un giusto orgoglio di fare al meglio le cose normali di ogni giorno».
«Mentre vi ringrazio - ha continuato Francesco - voglio anche chiedervi perdono per gli scandali che ci sono stati nel Vaticano. Ma vorrei che il mio e il vostro atteggiamento, specialmente in questi giorni, fosse soprattutto quello di pregare, pregare per le persone coinvolte, perché chi ha sbagliato si ravveda e possa ritrovare la strada giusta».
Infine, l'invito «più importante»: «Vi incoraggio - ha detto Bergoglio - a prendervi cura del vostro matrimonio e dei vostri figli. Prendervi cura, non trascurare. Il matrimonio è come una pianta. Non è come un armadio, che si mette lì, nella stanza, e basta spolverarlo ogni tanto. Una pianta è viva, va curata ogni giorno: vedere come sta, mettere l'acqua, e così via. Il matrimonio è una realtà viva: la vita di coppia non va mai data per scontata, in nessuna fase del percorso di una famiglia. Ricordiamoci che il dono più prezioso per i figli non sono le cose, ma l'amore dei genitori. E non intendo solo l'amore dei genitori verso i figli, ma proprio l'amore dei genitori tra loro, cioè la relazione coniugale».
«Che si litighi nelle famiglie - ha detto - lo sappiamo tutti, un matrimonio che non litiga sembra anormale, ma non finire la giornata senza fare la pace, anche i fratelli, e i genitori `ma voi fate la pace, date la mano e date un bacio´. Imparate questa saggezza di fare la pace, `avete fatto la guerra durante la giornata, non lasciare che questa guerra divenga fredda´, perché la guerra fredda del giorno dopo è più pericolosa della guerra calda, capito, fare la pace sempre».

«Puntiamo - ha concluso il Pontefice - sulla misericordia, nelle relazioni quotidiane, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle; e prendiamoci cura dei nonni... Il Giubileo va vissuto anche nella chiesa domestica, non solo nei grandi eventi! Anzi, il Signore ama chi pratica la misericordia nelle circostanze ordinarie. Questo voglio augurarvi: di sperimentare la gioia della misericordia, incominciando dalla vostra famiglia».
A proposito dei nonni, Francesco improvvisando ha raccontato l'esempio di una donna la cui madre che vive in casa con lei non stava più molto bene. «Le hanno consigliato di metterla in una casa di riposo. Lei ha risposto: nooo... Io voglio che mia figlia cresca accanto alla nonna!».