LA STORIA CHE SI RIPETE

12-09-2018 - Preghiere poesie

LA STORIA CHE SI RIPETE

di Gabriele Sala

 

Allora venne eletto in Italia un nuovo Governo, i cui Ministri neppure sapevano chi erano stati i Padri della Costituzione. E disse ai suoi elettori: “Ecco che tra poco gli stranieri saranno più numerosi e più forti di noi. Prendiamo provvedimenti nei loro riguardi per impedire che aumentino, altrimenti, in caso di elezioni, si uniranno ai nostri avversari, voteranno contro di noi e poi andranno al potere”. Allora il Ministro degli Interni impose loro delle Leggi restrittive, limitando il loro diritto di cittadinanza, vietando loro di vendere asciugamani sulle spiagge, minimizzando gli episodi di intolleranza e di razzismo. Ma quanto più opprimevano gli stranieri, tanto più essi si moltiplicavano e crescevano oltre misura; si cominciò a percepire come un incubo la loro presenza. Per questo gli Italiani fecero lavorare gli stranieri trattandoli duramente. Resero loro amara la vita costringendoli a svolgere solo lavori pesanti, ma rigorosamente in “nero”; e così essi raccoglievano pomodori sotto il sole per dodici ore al giorno, vivendo in baracche fatiscenti e senza servizi igienici. Poi il Ministro della Salute disse alle ostetriche delle ASL: “Quando praticate l’ecografia alle donne straniere, se vedete che è un maschio, convincetele ad abortire; se è una femmina, potrà vivere”.  Ma le ostetriche si avvalsero dell’obiezione di coscienza e lasciarono vivere i bambini. Il Ministro della Salute chiamò le ostetriche e disse loro: “Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?”. Le ostetriche risposero al Ministro: “Le donne straniere non sono come le italiane: sono piene di vitalità: dopo la prima ecografia spariscono e prima che arrivi presso di loro l’ostetrica, esse hanno già partorito”. Il popolo degli stranieri aumentò e divenne molto forte. Allora il Ministro degli Interni diede quest'ordine a tutti i suoi sostenitori: “Ogni figlio maschio che nascerà agli stranieri, lo getterete nel Po, ma lascerete vivere ogni figlia (le donne, si sa, sono più facili da sottomettere)”.

Ovviamente il Papa non poteva accettare una simile situazione: implorò e scongiurò l’intero Governo di aprirsi all’accoglienza degli stranieri; di aprire i porti nei quali gli stranieri erano tenuti prigionieri sulle navi; di assicurare agli stranieri condizioni di vita più dignitose.

Il Governo non solo non ascoltò il Papa ma, anzi, inasprì le sanzioni a loro carico, tagliando i fondi per l’accoglienza, effettuando respingimenti in mare, con un numero sempre maggiore di morti nel Mediterraneo e adottando atteggiamenti tolleranti nei confronti di chi, animato da odio razzista, compiva atti di violenza gratuita nei loro confronti.

Allora, qualcuno cominciò a parlare di Giustizia Divina, altri di Nemesi, sta di fatto che sull’Italia si abbatterono una serie di tragedie:

  1. crollarono ponti, le autostrade si trasformarono in fiumi di sangue, che arrivavano fino al mare, mescolandosi con quello dei migranti; torrenti si trasformarono in fiumi di fango che trascinavano gli escursionisti che incontravano nel loro percorso; fango come quello riversato sugli stranieri, accusati di venire in Italia per “fare la pacchia”, per “vivere sulle spalle degli italiani”, ecc.;
  2. si diffuse un rumore assordante, simile al gracidìo delle rane: era causato dal diffondersi delle fake news sui vari social e dalle elucubrate dissertazioni dei giullari e dei buffoni che si erano improvvisati politici;
  3. a causa delle mutazioni climatiche, conseguenza di quel progresso tecnologico, orgoglio del mondo occidentale, fecero la loro ricomparsa le zanzare anofele e le zanzare del Nilo, diffondendo proprio quelle malattie che l’Occidente pensava di aver debellato per sempre;
  4. vi fu un’invasione di mosche: nella simbologia pirandelliana la mosca spesso viene associata all’afa, allo stagno, alla morte, a tutte le forme raggelate ed “incrostate” della vita. Così leggera e mobile, la mosca compare sui morti o su quei vivi in cui si è inaridito il flusso vitale. Le mosche passeggiano indisturbate sui vivi-morti pirandelliani senza che questi pensino minimamente a scacciarle. Sono loro, le mosche che “danno la prova” di una morte interiore non meno sconvolgente della morte fisica.” (sono le “anime tiepide” di cui parla Santa Faustina Kowalska, quelle che non si fanno mettere in movimento dalla carità divina; cercano la serenità, ma la confondono con la quiete di chi non vuole farsi coinvolgere, vivono la quiete come appagamento spirituale, sono preoccupate di essere tranquille, si professano cristiane, ma rimangono sordi e indifferenti al dramma di una moltitudine di persone; ma che ritroviamo ancora nel libro Apocalisse 3,15-19: “Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.”);
  5. influenza aviaria, peste suina, sindrome della mucca pazza: il bestiame dovette essere incenerito. Erano tutti segnali di un modello di sviluppo non a misura d’uomo. Allevamenti intensivi, realizzati senza alcun rispetto per il benessere animale, pensati non per assicurare cibo agli uomini, ma per alimentare il Moloch rappresentato dal dio denaro;
  6. la fuliggine delle grandi industrie e delle raffinerie, i PM10 liberati dai motori a scoppio, dalla combustione delle stufe a pellet o a legna, dagli incendi boschivi e dalle attività estrattive del suolo, unitamente a cattive abitudini alimentari e voluttuarie (alcol, sigarette), provocarono un avvelenamento del corpo che procurò gravi danni alla pelle. Ecco perché venne dato il consiglio di non esporsi al sole, per non ritrovarsi la pelle divorata dal cancro. Secondo le discipline mediche olistiche, stimolati dai raggi solari, i veleni tendono a venire fuori dal corpo passando dalla pelle;
  7. grandine come arance, trombe d’aria, bombe d’acqua: fenomeni nuovi per il nostro Paese, che produssero enormi danni, soprattutto all’agricoltura, ma anche alle persone e alle case, con danni economici incalcolabili: conseguenze di quei cambiamenti climatici già accennati;
  8. come non bastasse, arrivarono sciami brulicanti di cavallette, il cui significato simbolico è quello della paura di perdere ciò che si è conquistato, ad esempio i propri beni materiali, o dell'insicurezza nei confronti di una situazione che si sta affrontando. Vi erano degli italiani, tra cui anche dei parlamentari, e perfino il Presidente della Camera e quello della Repubblica, che avevano in grande considerazione l’autorità morale del Papa e dicevano: “Apriamo i porti, non isoliamoci dall’Europa, perché questo non ci porterà nulla di buono, non vedete che l’Italia sta andando in rovina?”;
  9. scesero poi le tenebre sulla mente di molte persone: si diffusero, come mai prima, stati d’animo negativi, paure, depressioni, proprio tra le persone che avrebbero dovuto essere più felici perché più agiate. Un’alta percentuale dovette far ricorso a psicofarmaci per tenersi su di morale, per non cadere nell’oscurità. La mancanza di spiegazioni vere e profonde sul senso della vita, la mancanza d’amore, l’estrema difficoltà di trovare una persona con la quale condividere veramente la propria esistenza, superando egoismo, narcisismo e solipsismo, tra le cause di questo malessere. Tutte queste calamità avrebbero dovuto spingere il Governo a riflettere sulle priorità delle quali sarebbe stato più opportuno occuparsi, che non erano certo quelle degli stranieri. Ma il cuore indurito e ostinato dei suoi Ministri, rassicurati anche dal numero dei consensi su Twitter, li indusse con ad accanirsi contro di essi;
  10. nonostante l’arrivo dei migranti, la popolazione complessiva italiana continuò a diminuire: nel solo 2017 il bilancio tra i nati e i morti in Italia presentava un saldo negativo di 100.000 abitanti. Tra le cause, un aumento della sterilità e del desiderio di non avere figli. Non solo i primogeniti morirono nelle corse sfrenate alla discoteca del sabato sera, o a causa di alcol e droghe, ma erano gli stessi genitori a non volerli più perché costavano troppo, o perché erano di ostacolo alla loro carriera. Qualcuno diceva: "ma che diritto ho io di far nascere qualcuno in un mondo come questo?", senza ricordare di aver sempre sostenuto che la civiltà occidentale era il meglio di quanto non ci fosse mai stato sulla Terra, in termini di progresso, libertà, cultura, democrazia, tolleranza. Questo dato comportava, ovviamente, un aumento percentuale del numero degli anziani, con enormi problemi per far fronte al pagamento delle pensioni senza dover ricorrere all’aumento dell’età pensionabile. Inoltre gli italiani si resero conto dell’importante ruolo svolto dagli stranieri nell’economia del Paese: le industrie necessitavano di operai per le fonderie e le concerie, lavori che i figli degli italiani non volevano più svolgere; anche settori come quelli della ristorazione rischiavano di non poter offrire servizi adeguati, a causa della mancanza di personale; gli anziani erano alla disperata ricerca di persone che potessero offrire loro assistenza sulle 24 ore; settori come l’agricoltura finirono in ginocchio, a causa della mancanza di personale addetto alla raccolta della frutta, e anche l’allevamento necessitava di esperti mungitori in grado di accudire con cura gli animali; l’edilizia avvertiva pesantemente il bisogno di manovali…

Allora il popolo cominciò a mormorare pesantemente contro il suo Governo, si era reso conto dell’inganno subìto. Il Ministro degli Interni, resosi finalmente conto che il danno al Paese non era procurato dagli stranieri, ma dalla loro mancanza, convocò d’urgenza gli altri Ministri e disse loro: “Che abbiamo fatto respingendo gli stranieri in Libia? Cosa diranno i nostri elettori quando si renderanno conto del danno che abbiamo procurato all’economia del Paese?” Quindi, in accordo con il Ministro della Difesa, diede disposizioni all’Ammiraglio Maggiore della Marina e al Comandante della Guardia Costiera affinché mettessero a disposizione tutte le loro navi e le motovedette e si mise alla ricerca dei migranti nel Mediterraneo. Dal ponte della nave ammiraglia, pensando di caricarli a forza sulle navi per riportarli in Italia, il Ministro cominciò ad impartire ordini. Gli stranieri, avendolo riconosciuto, pensavano che volesse affondare le loro imbarcazioni e, terrorizzati, cominciarono a pregare, ognuno nella loro lingua, ognuno il proprio Dio e dicevano: “Signore, ma non bastava a questo dittatore farci morire nei campi di concentramento o nel deserto della Libia? Ora ci vuole annegare qui in mare?

Ma ecco che un’onda altissima arrivò fino al ponte da quale il Ministro impartiva ordini e lo travolse trascinandolo in mare, proprio quel mare nel quale egli aveva lasciato affogare molti stranieri; lo videro scomparire travolto dai flutti e trascinato sul fondo, appesantito dalla felpa inzuppata che riportava la scritta BASTA MIGRANTI.

Essi poterono quindi riprendere il loro cammino della speranza ringraziando e innalzando lodi e inni al loro Dio, anche se lo chiamavano in modi diversi.

 

 

PERSONAGGI e INTERPRETI

Governo, Ministro della Salute, Ministro degli Interni >>> Faraone

Padri della Costituzione>>> Giuseppe

Stranieri >>> Ebrei

Italiani >>> Egiziani

Po >>> Nilo

Papa>>>Mosè

Mediterraneo>>>Mar Rosso

 

La storia, apparentemente un po’ strampalata, assume un ben diverso significato se sostituiamo i personaggi con gli interpreti: ci troviamo di fronte, nientemeno, che al racconto dell’Esodo del popolo ebraico dalla terra d’Egitto, così come raccontato nella Bibbia. (Esodo 1.1, 8-22), (Esodo capitoli da 7 a 14).

Occorre ricordare che gli ebrei non erano stati deportati in Egitto come schiavi (come successe, invece, a Babilonia, sotto Nabucodonosor nel VII secolo a.C.), ma vi erano giunti, verso il 1700 a.C., grazie a Giuseppe (il figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli invidiosi a mercanti stranieri). Giuseppe, giunto in Egitto come schiavo, seppe conquistare la fiducia del Faraone grazie alla sua capacità di saper interpretare i sogni, in particolare quello che prevedeva sette anni di carestia, preceduti da sette anni di abbondanza. Carestia che aveva colpito anche la Terra di Canaan (la Terra Promessa, dove gli Ebrei da nomadi divennero agricoltori e sedentari), dalla quale essi erano partiti verso l’Egitto in cerca di grano da acquistare, e dove si fermarono per 450 anni, svolgendo svariati mestieri. Erano, per utilizzare un termine dei nostri giorni, dei “migranti economici”.

 Ecco che allora comprendiamo di trovarci di fronte ad una Storia che, in luoghi e tempi diversi, si ripete da oltre 3.000 anni. Le paure, vere o alimentate ad arte, sono le stesse: che lo straniero prenda il sopravvento e possa minare le strutture che reggono l’attuale potere; i metodi per contrastarne la presenza: lo sfruttamento, l’umiliazione, il disprezzo.

Ma tutto ciò non è che il compiersi del piano di Dio, che vuole spezzare l’orgoglio dei faraoni di ogni tempo.