Notizie

Rivoluzione Bergoglio per i vertici della Cei scelti i preti di periferia

di Franca Giansoldati in "Il Messaggero" del 27 marzo 2014-03-27

La riscossa dei preti outsider. Poco carrieristi, immuni alla mondanità, ai salotti romani e alle luci
della ribalta, decisamente orientati più alle periferie che non ai centri di potere. Proprio come
piacciono a Francesco. Ecco il bacino dal quale il Papa è intenzionato a pescare i prossimi dirigenti della Chiesa italiana. Già qualche indizio c'è stato l'anno scorso a maggio quando ricevendo i vescovi in assemblea plenaria in quattro e quattr'otto sono stati spazzati via i consueti cerimoniali perché Bergoglio cercava un contatto diretto con alcuni di loro, fuori dagli schemi, esattamente come era abituato a Buenos Aires...

 

L'ASSASSINIO DI OSCAR ROMERO

lunedì, 24 marzo 2014 Davide Maria De Luca

L'elezione di un Papa sudamericano e gesuita ha fatto tornare a parlare della Teologia della Liberazione e del rapporto che in Sudamerica la Chiesa cattolica ha avuto con le dittature militari. Poche figure che vissero quegli anni sono così complesse come quella di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador - la capitale di El Salvador - ucciso il 24 marzo del 1980 da un membro di uno squadrone della morte paramilitare...

Romero e la santita' ostacolata

 di Luigi Sandri in "Tirreno" del 24 marzo 2014

Gli spararono mentre celebrava messa: e da quel 24 marzo 1980, quando monsignor Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, fu assassinato, il ricordo di quel generoso pastore continua a dividere la Chiesa cattolica romana, nei suoi vertici. Quando Romero, nel 1977, fu nominato da Paolo VI arcivescovo della capitale salvadoregna, l'oligarchia al potere brindò, perché quel prelato era, per dir così, un «conservatore»...

 

QUANTI SILENZI IN PASSATO DALLA CHIESA MA DA OGGI CON FRANCESCO CAMBIA TUTTO

intervista a Luigi Ciotti a cura di Attilio Bolzoni in "la Repubblica" del 22 marzo 2014

Prima si sono presi per mano, lui e Papa Francesco. Poi il prete più amato dall'altra Italia gli ha
detto: «Pensavo di trovare un padre e invece ho trovato anche un fratello». Ci confesserà pochi
minuti dopo Luigi Ciotti: «È stato un momento storico, io al Pontefice gli avevo appena ricordato
che non sempre la Chiesa è stata attenta alla mafia»...

 

Convertitevi o andrete all'inferno

L'anatema del Papa contro i mafiosi

di Paolo Rodari in "la Repubblica" del 22 marzo 2014

Le parole, ma anche i gesti. Quelli del Papa che abbraccia don Luigi Ciotti - il «pretaccio» di
strada, per anni considerato quasi «un ribelle» da una parte di Santa Romana Chiesa - e, tenendolo per mano, entra in parrocchia a ricevere l'abbraccio di Libera che lotta contro la mafia, i suoi crimini, e quell'omertà che è presente ovunque, anche nella Chiesa...

Venti anni dopo, il papa ai mafiosi: 'Convertitevi'

 di Valeria Pacelli

in "il Fatto Quotidiano" del 22 marzo 2014

Convertitevi. Rimbombano forti, nella Chiesa di San Gregorio VII a Roma, le parole di Papa Francesco rivolte "agli uomini e alle donne mafiosi". A distanza di venti anni, la Chiesa torna a parlare alle organizzazioni criminali. Nel 1993 lo aveva fatto Papa Wojtyla. Adesso tocca a Bergoglio, si rivolge anche chi, solo pochi giorni fa, ha sparato a Taranto, uccidendo anche il piccolo Francesco che ancora non compiva 3 anni. "Il potere, il denaro che voi avere adesso da tanti affari sporchi, da tanti crimini mafiosi è denaro insanguinato, - afferma Papa Francesco - è potere insanguinato (..)

Le 'ultime' omelie di mons. Romero

 di Jon Sobrino

in "settimana" del 23 marzo 2014

Il fine è ciò che dà senso allo svolgimento, diceva un grande filosofo. Nel caso di Romero è davvero così: le sue ultime due omelie non furono le "ultime" semplicemente perché poi non ne fece altre. Furono "ultime" perché in esse, e in quei giorni, emerse chiaramente la vera essenza degli ultimi tre anni del monsignore. Infine, furono "ultime" perché le pronunciò in cattedrale assieme al suo popolo e nel piccolo ospedale assieme ai malati incurabili. E per un pastore nulla conta di più del "popolo" e dei "poveri".
Mi soffermerò sulle ultime due omelie del 23 e 24 marzo 1980, con qualche piccolo accenno ad altre che risalgono ai primi mesi del 1980. Citerò alcuni paragrafi in maniera estesa, perché molti di questi brani sono più eloquenti di tante parole...

 

I preti e i boss

 di Roberto Saviano in "la Repubblica" del 22 marzo 2014

Le parole pronunciate dal Papa sono parole definitive. Tuonano forti non a San Pietro dove saranno risultate naturali, persino ovvie. Tuonano epocali a Locri, Casal di Principe, Natile di Careri, San Luca, Secondigliano, Gela. E in quelle terre dove l'azione mafiosa si è sempre accompagnata ad atteggiamenti religiosi ostentati in pubblico. Chi non conosce i rapporti tra cosche e Chiesa potrà credere che sia evidente la contraddizione tra la parola di Cristo e il potere mafioso. Non è così. Per i capi delle organizzazioni criminali il loro comportamento è cristiano e cristiana è l'azione degli affiliati. In nome di Cristo e della Madonna si svolge la loro vita e la Santa Romana Chiesa è il riferimento dell'organizzazione...

PER NON DIMENTICARE: A 30 anni dalla morte di Mons. Romero

24 MARZO 1980 : "NESSUNO È ANDATO A TERMINARE QUELLA MESSA"
Amico, qui ti devi fermare. E medita. E rileggi. E cerca; anzi cerchiamo di capire: perché siamo tutti coinvolti. È intervenuto Dio, ed è intervenuto direttamente, intenzionalmente. Qui non è stato un incidente sul lavoro, come non è stato un incidente sul lavoro la condanna a morte di Cristo. Qui c'è tutto un progetto che continua. È Dio che vuol farsi capire...

 

Attento papa Francesco, padre Ferrara non perdona

 di Daniela Ranieri
in "il Fatto Quotidiano" del 21 marzo 2014

Non vorremmo essere nei panni di Papa Francesco. Non solo deve occuparsi di mantenere il suo gregge unito nel nome di Dio; non solo deve persuadere col suo carisma anti-casta quella parte di mondo che si sottrae alla luce della fede e si lascia incantare dalle sirene del denaro: ora deve pure resistere al fuoco di fila di Giuliano Ferrara. Sì perché da un po' di mesi il direttore de Il Foglio ospita un concistoro-ombra sui suoi paginoni: può essere una letterina pro-Papa che lui smonta con sorniona intransigenza ortodossa; un cazziatone di un arcivescovo all'eretico cardinale Kasper, reo di voler riammettere alla comunione i divorziati risposati...

Non basta ricordare

 di Luigi Ciotti

in "il manifesto" del 21 marzo 2014

Il 21 di marzo, ormai da 19 anni, non è più soltanto il primo giorno di Primavera. Oggi, come ogni anno, in tutta Italia si ricordano tutte le vittime innocenti delle mafie. Sono circa 900. Un lungo elenco per ricordare tutti, ma proprio tutti quei cittadini e cittadine che hanno perso la vita per la nostra libertà, la nostra democrazia. Lo facciamo insieme, nella Giornata nazionale della memoria e dell'impegno promossa da Libera e Avviso pubblico, perché vogliamo che in questo giorno di risveglio della natura anche il nostro contesto sociale si ri-svegli e ri-parta la primavera della speranza, della verità e della giustizia...

Don Ciotti: Il Papa chiama il male per nome

intervista a Luigi Ciotti, a cura di Iacopo Scaramuzzi
in "La Stampa - Vatican Insider" del 20 marzo 2014

Ogni anno, dal 1996, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera, "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", ricorda in tutta Italia le vittime innocenti della criminalità organizzata con una "Giornata della Memoria e dell'Impegno". Ogni anno la manifestazione principale si tiene in una città d'Italia diversa, quest'anno (il 22 marzo) a Latina. E domani arriveranno da tutta Italia 700 familiari delle vittime delle mafie, credenti e non credenti, per partecipare a una veglia di preghiera con Papa Francesco...