CDB

Che cosa ti successo, Europa?

Che cosa ti è successo, Europa, paladina dei diritti dell'uomo? Discorso del Papa al conferimento del Premio Carlo Magno

 


Discorso di Papa Francesco per il conferimento del Premio Carlo Magno (venerdì 6 maggio 2016):


Illustri Ospiti,

vi porgo il mio cordiale benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza. Sono grato in particolare ai Signori Marcel Philipp, Jürgen Linden, Martin Schulz, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per le loro cortesi parole. Desidero ribadire la mia intenzione di offrire il prestigioso Premio, di cui vengo onorato, per l'Europa: non compiamo infatti un gesto celebrativo; cogliamo piuttosto l'occasione per auspicare insieme uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente...

FRANCESCO APRE AI PRETI SPOSATI E CHIUDE L'INFERNO

Antonio Guagliumi (Cdb San Paolo - Roma)
L'esortazione pontificia "Amoris laetitia" di cui tanto si è parlato durante il XXXVI incontro nazionale delle CdB contiene, come è stato detto, molte luci e alcune ombre profonde.
Riservandomi di parlare di queste ultime in un prossimo "Primo piano" vorrei qui evidenziare due punti molto interessanti che non sono stati - per quanto io sappia - rilevati dagli organi di informazione. Eppure i giornalisti, sempre attenti alle novità sui "punti sensibili", suscettibili per di più di essere presentate in modo enfatico, avrebbero potuto in questa occasione fare un titolo del genere: "Il Papa apre ai preti sposati e chiude l'inferno"...

LA QUESTIONE DEI CAPPELLANI MILITARI

DA L'ESPRESSO
Quanto ci costi cappellano: ecco gli stipendi d'oro dei preti militari

L'arcivescovo Santo Marcianò Papa Francesco la sua opinione l'ha fatta conoscere da tempo: per assistere spiritualmente i soldati, in caserma e nelle missioni all'estero, non servono sacerdoti coi gradi. Anche il buonsenso del pontefice, però, rischia di infrangersi davanti a una questione che si trascina da anni fra resistenze fortissime: l'equiparazione dei cappellani militari a ufficiali delle Forze armate in virtù di una legge del 1961...

Aggiornamento Cdbitalia del 20 marzo 2016

In primo piano: Gli otri vecchi - Marcello Vigli

Alla vigilia del nostro Incontro nazionale, chiamato a riflettere sulle "Novità e contraddizioni nella comunità cristiana e nella società al tempo di Francesco" mi pare opportuno avviare una riflessione proprio sul "tempo" di Francesco, per individuare che cosa rende vecchi gli otri in cui versare il Vino nuovo...

 

Leggi inoltre il PROGRAMMA 36° incontro nazionale delle CdB italiane

Aggiornamento Cdbitalia del 13 marzo 2016

Scelte, parole e silenzi del papa in Messico

Luigi Sandri
Il viaggio del papa in Messico (12-17 febbraio) è stato preceduto, accompagnato e seguito da forti tensioni tra Francesco e una parte dell'episcopato del paese: tensioni che, salvo rare eccezioni, sono sfuggite ai grandi media e anche alla stampa specializzata in problematiche religiose. Il primo motivo di tensione, durante la programmazione del viaggio, è stata la decisione del papa di includere San Cristóbal de Las Casas, la storica città, di origine coloniale, del Chiapas, lo Stato del Messico a maggior concentrazione india e cuore della rivolta zapatista....

Aggiornamento Cdbitalia - 10 febbraio 2016

DA DOVE VERRA' LA SALVEZZA?
Claudio Giambelli (CdB S.Paolo - Roma)

Questo era il titolo del canto che per tanti anni io e Ornella abbiamo suonato alla chitarra e cantato, prima a Spello e poi nella parrocchia di S.Fulgenzio, a Roma, Balduina. Il canto metteva in musica le parole del Salmo 121 [1] ".....il mio aiuto verrà dal Signore che ha fatto cieli e terra......
"Un salmo dalle parole potenti di speranza e sostegno che tanto ha attivato le nostre risorse interiori tramite la fede, in molti passaggi critici della vita e ancora risuona in noi.
Eppure, a ben vedere, con occhi disincantati, è anche un salmo disperato , ultima spiaggia davanti all'angoscia esistenziale; il suo intimo messaggio è : ci sentiamo perduti, non siamo capaci di salvarci da soli, l'unica speranza è affidarci all'esterno, al "Signore di tutte le cose", che in realtà non interviene, perché non c'è, nella forma di cui talvolta avremmo bisogno o forse lo immaginiamo nei posti e modi sbagliati.
La domanda è: anche se trovassimo risposte individuali all'angoscia, si possono poi trascurare le necessità di risposte collettive? E' come dire, se io personalmente (e la mia famiglia) siamo (temporaneamente) pacificati e forti in noi stessi, questo è sufficiente, oppure la nostra intima "salvezza" dipende anche dalla "salvezza" collettiva ? In altre parole, ci salviamo soli?
Io sono convinto che i due piani di "salvezza" individuale e collettiva, qualunque siano i significati che vogliamo dare a questa parola, siano strettamente collegati, non possono prescindere l'uno dall'altro e quello che li collega è una coscienza responsabile "cosmica": per i credenti, poi, l'immaginario di Dio risuona, in modo speciale, con tale coscienza responsabile.
Quindi, al di là delle angosce personali, che pure possono essere tante e anche gravi, vediamo quali sono le angosce collettive che ci troviamo di fronte, evidenziando alcuni passaggi estratti da alcuni acuti osservatori della realtà, non pensando con questo di aver esaurito l'analisi...

CDB - aggiornamento del 31 dicembre 2015

In primo piano

CHE MERAVIGLIA! di Carla Galetto
In questi giorni, pensando al primo piano da scrivere, ero incerta su quale tema riflettere. La situazione attuale non manca certo di spunti per l'approfondimento: guerra, terrorismo, protocollo d'intesa sul clima, corpo delle donne "in affitto", giubileo... Ma scelgo di condividere con voi il racconto e le emozioni di alcuni momenti che ho vissuto, perchè vi ho letto motivi di grande speranza. (...)

LA MAGIA DELLA PORTA APERTA di Beppe Manni
Nelle case della nostra infanzia, le porte erano sempre aperte; entravi anche senza bussare per chiedere il sale o il lievito, ma anche solo per salutare. Le finestre erano gli occhi e le orecchie aperte all'esterno per ascoltare, per chiamare e salutare. Poi le porte, le finestre e i cortili sono stati chiusi con cancellate, inferriate e serrature blindate, con allarmi e telecamere...

Aggiornamento Cdbitalia - 14 novembre 2015

Fare domande e dare risposte aiuta la pace

Quando ho scritto questo primo piano lunedì 2 novembre, non immaginavo che oggi, 14 novembre, ci sarebbe stato da commentare anche questo grave fatto terroristico di Parigi; a maggior ragione quindi credo che il mio ragionamento valga oggi più che mai, ma aggiungo anche che non basterà repressione, chiusura delle frontiere ed altro... Occorre "debellarci" dappertutto, occorre toglierci di dosso la "ragione delle guerre", l'odio razzista che serpeggia e serpeggerà ancora! Ecco, occorre eliminare l'origine prima della violenza da qualsiasi parte arrivi sia dai terroristi, sia dai signori delle guerre... a cominciare da noi...

COMUNICATO

Fin dall'inizio del loro cammino, le Comunità di Base hanno ripetutamente denunciato la ricchezza delle strutture clericali e i privilegi concordatari tra i principali ostacoli all'azione di evangelizzazione della Chiesa cattolica..
Oggi perciò esse sono pienamente d'accordo con papa Francesco quando afferma che il "credente non può parlare di povertà e vivere da faraone"...

CDB - aggiornamento del 31 ottobre 2015

Ma questo che? Cos'è il "questo" che Gesù di Nazareth, a quel che riferiscono tre (Mc, Mt, Lc ) dei quattro evangelisti canonici, ci invita a compiere per fare memoria di lui? Fare memoria: non semplicemente ricordarlo, ma rendere presente in qualche modo ciò che di lui vogliamo ricordare, il senso della sua vita per trarne uno per la nostra. La scena è ben nota. E'ambientata in una sala da pranzo, appositamente preparata da Pietro e Giovanni al piano superiore di una casa privata, in una stanza già provvista di tappeti. I pittori (occidentali) l'hanno variamente rappresentata: con un tavolo rettangolare, o semicircolare, o a ferro di cavallo, e l'improbabile disposizione dei commensali tutti da un lato del tavolo o al massimo su tre, lasciando libero l'altro. I tre evangelisti riferiscono che Gesù durante il pasto fece a pezzi un pane e invitò i commensali a mangiarne...

Aggiornamento Cdbitalia - 30 settembre 2015

Un tentativo di fare chiarezza nelle confuse polemiche intorno alla cosiddetta teoria del cosiddetto genere di Luisa Muraro

Non è indispensabile avere ragione, ma mi pare indispensabile che tentiamo di capire e di farci capire.
Il primo guaio è che l'italiano genere non traduce esattamente l'inglese gender, come hanno segnalato alcune studiose (penso a Olivia Guaraldo). Bisognerebbe almeno dire "genere sessuale".
La Società delle Storiche ha ragione a scrivere, a scanso di polemiche pretestuose, che non esiste una "teoria del genere" (in inglese gender theory) e che il cosiddetto "genere" (o meglio, secondo me, "genere sessuale") è uno strumento concettuale sviluppato nell'ambito degli studi storici e sociali.
Segnalo il libro curato da Ida Fazio, con una postfazione di Paola di Cori, Genere, politica, storia, (Viella, Roma 2013). Qui troviamo anche la più chiara e concorde definizione del genere, come lo intendono le storiche (e gli storici): il genere è un elemento costitutivo dei rapporti sociali fondato sulle differenze percepite tra i sessi (Joan W. Scott).
Bisogna però aggiungere che un abbozzo di teoria è stato tentato in ambito filosofico, in un contesto di movimento politico. Mi riferisco specialmente ai primi saggi della filosofa Judith Butler e ai movimenti per i diritti delle minoranze sessuali, oggi riassunti nella sigla LGBTQI. Questo tentativo di teoria è rimasto a metà a causa del suo stesso successo, se così si può chiamare.
Ed è il secondo guaio. È accaduto che, nelle società più aperte a queste tematiche, la parola gender ha invaso il linguaggio a tutti i livelli sostituendosi a differenza sessuale. Non mi fermo sul perché, che mi sfugge, né a portare esempi, che abbondano..

CDB - aggiornamento del 5 settembre 2015

L'ABORTO DELLA MISERICORDIA di Mira Furlani / Giancarla Codrignani / Beppe Pavan

Ho letto la lettera che papa Francesco ha inviato al Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in vista del giubileo straordinario che si aprirà il prossimo 8 dicembre. L'ha scritta per indicare alcuni punti chiave per vivere l'esperienza dell'anno santo come occasione per toccare con mano la tenerezza del Padre.
Andando oltre le disposizioni date per ottenere l'indulgenza giubilare, Francesco rivolge un pensiero particolare a quanti saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa: malati, persone anziane e sole, carcerati. A quest'ultima categoria dice che il Giubileo ha sempre costituito l'opportunità di una grande amnistia, cosa che auspica per tutti coloro che hanno preso coscienza dell'ingiustizia compiuta.
Infine, dopo aver affermato che l'indulgenza giubilare può essere ottenuta anche per quanti sono defunti, apre un ulteriore paragrafo per affermare che uno dei gravi problemi del nostro tempo è certamente il modificato rapporto con la vita... "Penso in modo particolare", scrive, "a tutte le donne che hanno fatto ricorso all'aborto"...