CDB

Aggiornamento CDB Italia del 31 luglio 2015

Non fiori ma opere di bene” è il titolo dell’editoriale del giugno 1971 che segnò una vicenda importante nella vita del Regno ma anche nella storia dell’informazione religiosa in Italia. A causa di divergenze con l’autorità ecclesiastica – soprattutto per una diversa modalità di relazione con la gerarchia: non silente e obbediente, ma dialettica e autonoma – l’intera redazione del Regno venne “licenziata” e sostituita con una maggiormente allineata. «La morte di questo Regno, secondo noi, è stata decretata da una giuria nota per nome», si legge nell’editoriale del 1971: «Segreteria di Stato», «Conferenza episcopale italiana», «Curia bolognese», «Autorità dehoniane che, spaventate da una perdita di favori presso le gerarchie, decidevano di assumersi la responsabilità di queste decisioni». Senza trascurare che «il caso Regno si iscrive in un più ampio disegno di “normalizzazione” da tempo in atto nella Chiesa, e in ciò quella italiana come sempre dà l’esempio. Repressione di comunità e di preti che tentano di reincarnare il Vangelo (è la stagione dell’Isolotto e delle prime Comunità Cristiane di Base, di Giulio Girardi e Giovanni Franzoni, ma anche di p. Turoldo e p. Balducci, guardati a vista dall’autorità ecclesiastica, ndr), repressione di quegli strumenti di comunicazione che di simili tentativi e delle conseguenti repressioni sono indesiderati testimoni (…). Proprio perché il disegno era più vasto e perciò più grave, ci è parso che spazio di cedimento e di compromesso sui principi non ce ne dovesse essere», anche perché i dissensi non riguardavano tanto singole questioni specifiche, quanto il fatto stesso che «esistesse una voce libera; fallibile, imprecisa, artigianale, ma libera»...

Aggiornamento Cdbitalia - 30 maggio 2015

Primo Piano

Cosa è successo dopo l'eccidio di Charlie Hebdo (gennaio 2015)? Il Male nel mondo è diminuito? di Claudio Giambelli

Ho iniziato questa lunga riflessione il 15 Gennaio dopo i fatti di Parigi di Charlie Hebdo. Nel frattempo tante altre morti e stragi sono accadute: l'annegamento nel Mediterraneo di piu' di 900 migranti, le migliaia di morti con il terremoto in Nepal e tante altre: quindi il "Male" apparentemente prevale. Mi accingo cioè a ri-affrontare temi complessi: Chi è "Dio" e come permette il "Male", visto che è immaginato come il creatore amorevole e benevolo del tutto ? Perché esiste il "Male", o, per meglio dire, perché esiste il "Male" contrapposto al "Bene" (e quindi cosa è il "Bene") ? Li ripercorro in un condensato di quattro mesi di approfondimenti, con evidenti dissintonie con i percorsi tradizionali della fede cristiana. Lo faccio nella consapevolezza che è anche da eventuali "errori" che si aprono strade nuove di coscienza, che avvicinano alla pacificazione. E io, come tutt@, sono famelico di pacificazione.

I fatti di Parigi hanno scosso i sentimenti di milioni di individui nel mondo "occidentale", perchè si è sperimentata la percezione "fisica" dell'odio di religione o, per meglio dire, dell'odio che proviene dal credere in un dio. E questo è, per il mondo "occidentale" un doppio scandalo. Primo, perché l'idea di dio è associata a "amore", "bene". Secondo, perché, nel mondo occidentale, dio è morto e non si accetta che ci sia ancora qualcuno che si muova in nome di dio: "......abbiamo imparato a fare a meno di Dio e a detestare il potere e il suo godimento perverso. Non abbiamo altro maestro all'infuori del sapere" - dicono i quattro professori di Seine-Saint-Denis, nella loro lettera sull'eccidio al Charlie Hebdo ["Noi siamo Charlie. Ma siamo anche i genitori dei tre assassini"].

Ma non è sempre stato così e non dimentichiamo che, per molti sulla Terra, Dio è ancora ben vivo: "....c'era un tempo in cui - per esempio nel Medioevo - (Dio) era vivo, tanto che l'arte era arte sacra, la letteratura parlava di inferno, purgatorio, paradiso, persino la donna era donna-angelo. Allora Dio era vivo al punto che, se togliessimo la parola "Dio", non capiremmo nulla di quell'epoca.- dice U.Galimberti in un articolo del 10 Gennaio 2015, su Repubblica delle Donne

CDB - aggiornamento dell'8 maggio 2015

Quante sono le idee su Dio e quante le idee sull'essere umano. Gesù però è in fondo al mare di Nino Lisi

"Fermati o sole". Per queste tre parole, interpretate come espressione di una verità assoluta, fissa e immutabile, la chiesa romana perseguitò Galilei, quando rivelò la scoperta che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa. Solo alcuni secoli dopo, quando ormai l'affermazione di Galilei già da tantissimo tempo era divenuta incontrovertibile e nessuno più aveva osato smentirla, la chiesa fece pubblicamente ammenda del proprio errore.
Era stato che Galilei, con la sua scoperta, non aveva soltanto smentito un versetto della Bibbia sino ad allora preso alla lettera, ma aveva messo indirettamente in discussione l'idea stessa che la chiesa aveva di Dio. Ad ogni visione del mondo, infatti, ad ogni cosmologia, corrisponde un'idea su Dio, in quanto l'uomo se pensa a Dio non può non metterlo in relazione con la visione che ha del monto.
Nei primi capitoli della Genesi si ritrovano le antiche cosmologie del vicino Oriente e ad esse corrisponde l'idea di un Dio come creatore e signore del cielo e della terra; il quale ha costruito l'universo passo per passo, elemento per elemento, fermandosi ad ogni passo per contemplare l'opera delle sue mani e compiacersi vedendo che ciò che aveva fatto era buono e bello. Finita l'opera si ferma. La creazione è compiuta ed egli può riposarsi. La tiene in vita, ne è il motore, ma dall'esterno. Ne è fuori...

Aggiornamento del 17 aprile 2015

A cinquant'anni dalla conclusione del Concilio vaticano II si deve riconoscere che la Chiesa universale non è ancora quella Istituzione a servizio del Popolo di Dio in cammino nella storia, che sembrava emergere dal fecondo processo di ripensamento teologico e pastorale esploso con il suo annuncio e sviluppato nella comunità ecclesiale durante i suoi lavori.Al tempo stesso, però, in gran parte della Comunità ecclesiale è ancora viva la speranza che quel processo non si esaurisca e possa portare i suoi frutti, resistendo tenacemente ai tentativi di limitarlo ad un semplice aggiornamento dell'esistente, come fin qui è stato...

Aggiornamento Cdbitalia - 27 marzo 2015

C'e' anche la teologia eco-femminista di Carla Galetto

Domenica 15 marzo abbiamo avuto la gioia di incontrarci, come Cdb del Piemonte, con la pastora valdese Letizia Tomassone, per continuare l'approfondimento del tema "eco-teologia", dal punto di vista femminista. Letizia ha pubblicato di recente il suo ultimo libro "Crisi ambientale ed etica. Un nuovo clima di giustizia" (Piccola Biblioteca teologica - Claudiana), che entra nel merito di questa problematica in cui siamo tutti e tutte coinvolte/i. Molte teologhe hanno da tempo elaborato un pensiero "femminista" che spesso è portatore di una differenza di pratiche e di elaborazioni, rispetto a quello degli uomini. D'altra parte va detto che molti disastri causati in ambito ambientale sono attribuibili a un sistema patriarcale basato sul dominio e sul possesso, mentre le donne, in ogni parte del mondo, hanno continuato a dare la vita e a prendersi cura dei viventi e della natura. "Le teologie eco-femministe recuperano la natura come un soggetto che interagisce con il soggetto umano, uscendo dalla relazione strumentale che rende la natura, come i corpi servili (schiavi, sottoposti, migranti, donne, lavoratori del Sud) puramente strumentali al benessere patriarcale, gerarchizzato su valori maschili"...

Aggiornamento del 13 marzo 2015

C'e' un mondo nuovo da inventare. E noi stiamo a guardare? di Gilberto Squizzato

Per lungo tempo ci siamo spesso "parlati addosso", come comunità di base, e abbiamo limitato la nostra iniziativa pubblica al pur doveroso lavoro di critica nei confronti dell'istituzione cattolica. Ma ora è urgente un nostro cambio di passo, che deve anzitutto partire da una nuova riflessione sul tema cruciale del rapporto fra fede e vita civile: lo impone l'emergenza politica e culturale che ci è piombata addosso non solo con la globalizzazione dei mercati ma anche e soprattutto con le bibliche migrazioni di cui siamo testimoni e con la nuova pervasività del sistema dei media veicolati dal web...

Aggiornamento del 28 febbraio 2015

Cinquant'anni fa i cappellani militari... l'obbedienza non e' piu' una virtu' di Giancarla Codrignani

Antefatto n. 1: bisogna spiegare che nel 1965 in Italia era in vigore per tutti i maschi il servizio militare obbligatorio: chi obiettava per ragioni di coscienza andava in carcere.
Antefatto n. 2: nel 1963 era stato condannato per tale reato Giuseppe Gozzini, difeso da p. Ernesto Balducci, a sua volta incriminato "per apologia di reato"; don Lorenzo Milani e don Bruno Borghi solidarizzarono con il confratello...

CDB: aggiornamento del 19 febbraio 2015


Primo Piano

Terrorismo e autocoscienza di Beppe Pavan

"Terrorismo/terroristi": è il giudizio unilaterale dato da chi non pratica l'autocoscienza; fa il paio con "loro sono l'impero del male". E non fa autocoscienza neppure chi ascolta pronunciare questi giudizi e vi si adegua per sottomissione. Bush, lanciando la guerra all'Iraq, non solo l'aveva giustificata con una menzogna sulle armi di distruzione di massa, ma aveva anche proclamato che "noi non accetteremo di cambiare il nostro modo di vivere"...
Dopo di che, come sempre e ogni volta, abbiamo visto chi possiede davvero armi di distruzione di massa: è chi accusa di terrorismo i figli e le figlie delle proprie vittime, che, dopo aver subito ogni sorta di violenza nel tentativo di fuggire dai luoghi del loro terrore, sopravvivono nelle periferie degradate delle metropoli; per renderle luoghi di vita - non solo di sopravvivenza - non ci sono mai le risorse, mentre i terroristi finanziari ammassano miliardi nei caveau delle banche svizzere e nei paradisi fiscali...

Aggiornamento Cdbitalia - 7 febbraio 2015

E' stato soltanto un sogno di Peppino Coscione

Ho sognato di essere all'osteria di Maria, un'osteria semplice che ho conosciuto grazie agli studenti e alle studentesse del liceo Leonardo da Vinci di Genova dove ho insegnato per molti anni. Si mangia e si beve divinamente, a poco prezzo. Qui, intorno ad un tavolo scarno con posate essenziali c'erano come protagonisti del convito testimoni di un lungo e fecondo processo di liberazione sfociato in ramificazioni multiformi. Il tono delle voci deciso mi è sembrato accompagnato da una passione comune nello scrutare i segni dei tempi e nel condividere una pagnotta di pane e un bicchierozzo di vino...

Aggiornamento Cdbitalia - 24 gennaio 2015

Ho rimproverato alcuni mesi fa una donna in una parrocchia perché era incinta dell'ottavo dopo sette cesarei. "Ma lei vuole lasciare orfani sette?". Questo è tentare Dio"
Carissimo papa Francesco, finalmente una parola autorevolmente concreta sul cristiano che "deve fare figli in serie"! Perché possiamo girarci intorno finché vogliamo, ma, anche se non era scritto in tutte lettere, pulpiti e confessori hanno sempre inteso il dono della vita proprio "come i conigli", delle cui opzioni personali si sa poco, ma il mio personale animalismo ama credere che qualche vaga intelligenza riproduttiva l'abbiano anche loro.
Comunque, non è infondata la presunzione che la Humanae vitae non sia un'appendice della Populorum progressio. Anche se era presente la preoccupazione degli scienziati laici per lo squilibrio tra popolazione e risorse ("il neomalthusianesimo universale"), Paolo VI dice inequivocabilmente che, poiché "il matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole....,per la sua intima struttura, l'atto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite" (e anche Francesco conferma che il vincolo è nullo se si accompagna al rifiuto di generare)...

Aggiornamento del 14 gennaio 2015

Primo Piano - Un po' di Istituzione non guasta di Marcello Vigli
Il dibattito, talvolta diventato chiacchiericcio, che si sta sviluppando intorno a papa Francesco ha in questi giorni coinvolto nelle nostre Comunità anche chi presta poca attenzione alle dinamiche interne all'istituzione ecclesiastica. Sono quelli fra noi che, convinti della sua irriformabilità, restano indifferenti alle iniziative per modernizzarne la gestione interna, alle diatribe teologiche, alle tensioni fra le sue gerarchie, ai rapporti fra queste e i fedeli (...)