Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2019

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2019

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Ronco di Cossato - 2019

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2014

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2014

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2018

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Ronco di Cossato - 2018

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Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2019

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13 dicembre 2025 - BJC Band - Meditazione pre-natalizia

 

 


 

 Lampionaio del cielo

Ho contato tutti i giorni che ho vissuto:
sono ventisettemila o poco più…
Che lunga fila, mio Signore!

Se fossero lampioni su una strada
scriverebbero una linea luminosa
che sbiadirebbe nella lontananza.
Ma quante lampadine sono spente!
Quante non furono mai accese…:
giornate grigie, senza fuochi,
giorni ingoiati come minestrine,
insapori, svagati, sonnolenti.
Ormai dimenticati.
Qualche luce lampeggia a intermittenza:
sono i giorni con guizzi di allegria,
di amicizia, di amore.
Sono le ore di gioia o di dolore:
sono gli addii e gli incontri,
il lavoro benfatto,
la cura per i figli,
l'attenzione ai miei vecchi.
Qualche lume scintilla coraggioso,
ma è poca cosa,
una lucciola vaga nella notte.

Tutta qui, la mia vita così lunga?
Accendi Tu, Signore,
lampionaio del cielo,
quest'ultimo pezzo di strada:
che almeno qualche brace resti accesa.

Anna Maria Bermond 2013

 SI DICE CHE

 Si dice che Tu ci parli.
ma non ho mai udito la tua voce.

Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.

Si dice che Tu cammini al nostro fianco.
Ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.

Si dice che Tu ci ami.
Ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.

Ma sei Tu, mio Dio,
che mi offri queste voci,

questi compagni, queste mani;
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
Tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parola e Presenza.
Che Tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore.

 ( Da Rèveil)

 IL "PADRE NOSTRO" detto da DIO

 Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.

Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.

Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.

Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:
però ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.

Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.

E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,
mio povero e caro figlio.

 

Padre nostro

Che il tuo nome risuoni così forte sulla terra 
che possiamo riconoscere la tua presenza fra noi. 

Che il tuo regno di amore e di gioia 
venga riscaldare i tuoi figliuoli 
per sloggiare l'angoscia, la sofferenza e il peccato. 

Che la tua volontà, che si è manifestata nel Cristo, 
si compia anche attraverso i nostri sforzi 
di giustizia, di solidarietà e di pace. 

Dacci oggi il nostro pane, 
la nostra parte di affetto, 
la nostra parte di forza per vivere 
e trasmettere il Buon Annunzio. 

Perdonaci le nostre offese 
come cerchiamo di perdonare le offese 
di coloro che ci feriscono, 
ci ignorano o non sanno amarci. 

Non esporci alla tentazione del rifiuto, della passività, 
della faciloneria o dell'evasione. 

Ma liberaci dal male che si incrosta nel mondo 
ed in noi stessi. 

Anonimo


 

LA PACE E’ L’UOMO
Meglio che la terra ritorni deserta
La pace è l’uomo e quest’uomo è mio fratello
La libertà è l’uomo
e quest’uomo è mio fratello il più schiavo di tutti i fratelli.
La giustizia è l’uomo e quest’uomo è mio fratello;
per un’idea non posso uccidere! Per un sistema non posso uccidere
per nessuno nessuno fra tutti i sistemi!
L’uomo è più grande del mondo «e il più piccolo fra voi
sarà ancora più grande nel Regno». Io devo solo lottare,
sempre, insieme, o da solo, lottare e farmi anche uccidere.
La pace è lotta per l’uomo, uno bisogna che redima
anche la morte. Neppure per la fede posso uccidere,
l’uomo è l’icona di Dio, Dio che geme nell’uomo.
E se la Chiesa non è per l’uomo non è degna di fede
non può essere chiesa.
E se le politiche non sono per l’uomo
vadano alla malora tutte queste politiche.
Maledetto l’uomo che non è per l’uomo
maledetta ogni idea, ogni fede: ogni madre non generi più,
il maschio sia morso dal serpe quando vuol concepire. 
Siano distrutte queste città quando ogni ventre di donna
è un cimitero: civiltà «cristiana»
che porta la morte nel proprio ventre!
L’uomo non conta più nulla: o stirpe di rapaci, 
il dio della morte ci domina.
L’uomo è fucilato a Santiago
abbrutito nelle gabbie di Saigon torturato a Belo Horizonte 
schiacciato come un verme a Mozambico e il feddayn è sepolto
nella tomba di sabbia, il negro è chiuso bestiame
nelle «locations» a Johannesburg, oppure urla a milioni di sete
nello squallido Volta.
Ma il rame vale più dell’uomo
il petrolio vale più dell’uomo il prestigio, la potenza, il sistema
valgono più dell’uomo.
Meglio che la terra ritorni
deserta, meglio che i fiumi scorrano
liberi nel verde intatto del mondo,
e Dio si abbia la lode dai volatili della foresta!
Ma che sia l’aria come al mattino del mondo
e caste siano ancora le acque e al cielo non salga più
una voce d’uomo né la terra più oda
questo frastuono di parole quando la ragione è della forza
e a reggere il mondo sono solo le armi.
L’uomo ha fallito, l’uomo è sempre ucciso
crocefisso da sempre.
Cristo, o ragione
di questo esistere, folle bellezza…  
P. David Maria Turoldo

 


 

PREGHIERA A DIO di Voltaire  (Trattato sulla Tolleranza  - 1765)

 

Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.

Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura. Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.

Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo, e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza", e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.

Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime, come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica! Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.


 

      In quale dio si crede?

 

Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.

Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.

Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).

Ma poi diventa cieco.

L'uomo sbagliato

Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?

L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.

David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì

 


L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.

 

Ultime notizie

Don Sacco: Sui crimini di Netanyahu io non tacerò e così tutta Pax Christi

L’antisemitismo non c’entra niente “con la ferma opposizione al perpetuare dei crimini dello Stato d’Israele”.

Lo dice un esponente ‘storico’ del movimento Pax Christi, don Renato Sacco, che si è sempre battuto per la giustizia internazionale e il disarmo.

“Quando si alza la soglia del dolore rischiamo di abituarci a tutto più facilmente, perfino agli orrori di Gaza”, dove la distruzione va avanti nonostante il cessate-il-fuoco.

“Ma io non riesco ad abituarmi a quanto sta accadendo a Gaza.

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LA NOSTRA LOTTA PER IL DIRITTO

Cari amici,

 

all’articolo di Riccardo Petrella che commentava la dichiarazione di Trump secondo la quale nessun potere lo può fermare, che è la definizione classica della sovranità, abbiamo messo nel sito il titolo: “Sovrano è il crimine” perché appunto di questo si tratta quando un potere che si pretende sovrano compie e rivendica un crimine (come i molti crimini “politici” commessi e annunciati da Trump), che nessuno al di sopra di lui (“superanus”) può giudicare. Ma questo significa la morte del diritto, e quindi un cambiamento d’epoca, che simbolicamente abbiamo datato al 3 gennaio scorso, il giorno del crimine – il colpo terroristico in Venezuela – così rivendicato da Trump.

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La settimana de La Porta di Vetro - 19 gennaio

Care amiche e cari amici,

 

dopo aver dedicato la scorsa edizione della newsletter alle questioni internazionali - o, meglio, alla celebrazione per la liberazione di Alberto Trentini - questa settimana non possimao che concentrarci soprattutto sullo stato di salute delle relazioni internazionali e delle nostre democrazie...

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Commento al vangelo della II domenica Anno A di don Paolo Scquizzato

Dal Vangelo secondo Giovanni  1, 29 -34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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IL SACRIFICIO ABOLITO

di  Severino Dianich                                                                                     

News settimana - 6 settembre 2025

 

Chi ha assistito a un sacrificio, o ne abbia visto, per caso, anche da lontano, una celebrazione, alzi la mano! Al massimo qualcuno potrà dire: «Sì, l’ho visto al cinema, o in una illustrazione del libro di storia». È strano, quindi, che il Messale Romano scriva nell’Introduzione, con assoluta nonchalance, come se tutti sapessero con chiarezza cosa sia un rito sacrificale, che «nella Messa o Cena del Signore», il popolo di Dio si riunisce «per celebrare il memoriale del Signore, cioè il Sacrificio eucaristico».

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Troppa scenografia nella Chiesa di oggi

Una ragione per cui attualmente è diventato molto faticoso vivere nella comunità cristiana e partecipare alle sue liturgie è il ritorno frequente e ben attestato in molte chiese del primato della scenografia sulla conversione e sulla vita di fede. Dopo alcuni decenni in cui sembrava che molti riti e manifestazioni religiose che si volevano “popolari” fossero scomparse per un’istanza di purificazione della fede, quella fede cristiana che è capace di giudicare la religione di cui è rivestita, assistiamo oggi al ritorno e al trionfo di processioni con canti sguaiati, con statue più simili a idoli che a immagini cristiane, con uno sfarzo e una spesa che sono un'offesa per i poveri.

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IL 3 GENNAIO

Nel suo discorso d’inizio d’anno agli ambasciatori (un discorso inusuale, da leggere), papa Leone ha ricordato e fatto propria la diagnosi che papa Giovanni aveva espresso nel 2025 a un Convegno nazionale della Chiesa italiana, secondo la quale ci troviamo non in un’epoca di cambiamenti, ma a un cambiamento d’epoca...

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La Chiesa del vescovo Nogaro

l 6 gennaio 2026 «ha concluso la sua giornata terrena» il vescovo Raffaele Nogaro. Aveva 92 anni; era originario del Friuli e aveva guidato dal 1990 al 2009 la diocesi di Caserta, dopo essere stato per otto anni a Sessa Aurunca. Anche dopo la conclusione del suo mandato aveva scelto di restare a Caserta, continuando a esserne un punto di riferimento... 

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Gian Giacomo Migone: Europa e Stati Uniti

Usa-Europa, storia di un’alleanza ostile 

L’ostilità degli Stati Uniti verso un’Europa più unita e autonoma – oggi al centro della politica di Trump – ha una lunga storia, intrecciata alla Guerra fredda e al declino americano. Ma ci offre l’occasione per pensare a un’altra Europa possibile.

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