In primo piano

 LA PELLE COLOR CIOCCOLATO

Il mondo era ancora giovane, allora, appena creato. E gli uomini non lo abitavano ancora. Ogni giorno Magbabaya, il dio della vita, guardava giù sulla terra dalla sua casa nel cielo. "Oh, come la terra appare solitaria!", esclamava il dio. "Così grande e così deserta!". Un giorno il dio della vita ebbe un'idea luminosa: "Debbo creare della gente che viva sulla terra". Il dio Magbabaya partì dalla sua casa nel cielo e scese sulla terra. Qui giunto prese un pugno di argilla e lo mescolò con dell'acqua. Con quella creta modellò degli esseri umani. Poi li espose al sole perché si seccassero. Il dio tornò a casa sua e trascorse tutta la giornata cacciando nelle foreste del cielo. A sera, rientrando con la cacciagione, il dio Magbabaya si ricordò ad un tratto degli uomini lasciati ad asciugare al sole. Ritornò quindi sulla terra il più presto che poté. Ma scoprì che i pezzi di terra erano rimasti troppo a lungo al sole ed erano diventati neri come il carbone. Il dio della vita scosse la testa: "Debbo provare un'altra volta", si disse, "ma questa volta starò più attento e non li lascerò troppo a lungo al sole". Il mattino seguente Magbabaya si mise di nuovo al lavoro e modellò altre statue di uomini e donne. Poi li mise al sole. Questa volta però fece attenzione perché non vi rimanessero troppo a lungo. Ma anche questa volta il dio della vita non fu troppo soddisfatto della sua opera: infatti le statuine non erano abbastanza cotte ed erano rimaste piuttosto pallide. "Domani", si disse il dio, "modellerò altre statue, e starò attento che arrivino al giusto punto di cottura prima di toglierle dal sole". Il giorno seguente ancora una volta il dio mescolò terra e acqua, lavorò la mota e ne trasse esseri umani. Poi con molta cautela li espose al sole. Di tanto in tanto Magbabaya girava un poco le statue in modo che prendessero in ogni punto un leggero color bronzo. Quando gli sembrò che il sole si stesse facendo troppo ardente, il dio Magbabaya coprì le statue con delle foglie e le mise all'ombra. La brezza le andava asciugando lentamente. Quando il lavoro fu terminato, il dio guardò la sua opera e se ne compiacque. Le statue avevano preso un bel colore bronzeo-aureo, e apparivano bellissime. "Sono perfette!", esclamò con orgoglio il dio. Alla fine Magbabaya raccolse tutte le statue modellate dalle sue mani, soffiò in loro la vita e le sparse nelle varie regioni della terra. Ecco perché oggi nel mondo ci sono bianchi, neri e bruni. E fra tutti i popoli della terra i Filippini sono orgogliosi nel mostrare la loro pelle color del bronzo.

(ETTORE FASOLINI, Il gigante della foresta e altre favole del sud est asiatico, Edizioni E.M.I.)

 

PARLIAMONE

Luigi Ciotti sulla morte della madre e del bambino in mare - Non ci sono parole, ma soprattutto non bastano più le parole. Come non basta la rabbia, l’indignazione, il disgusto. La notizia di due donne – una salva per miracolo – e di un bambino lasciati morire per il rifiuto di essere riportati nei lager libici, luoghi di umiliazione e di violenza, è il segno ulteriore di una barbarie alla quale bisogna opporre azioni concrete. Chi si astiene oggi diventa complice. La storia ci insegna che il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeti. Mobilitiamoci e organizziamo il nostro “no” alla perdita di umanità, alla svendita della democrazia, al naufragio delle coscienze” - d. Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele

 


 

E’ tempo di inserire l'undicesimo comandamento:

“mai essere indifferenti”

              (un sopravvissuto ad Auschwitz)

 

Mons. Tonino Bello "... delle nostre parole dobbiamo rendere conto agli uomini. Ma dei nostri silenzi dovremo render conto a Dio".

 

 

 

 

Ultime notizie

Dichiarazione di Mattarella a Genova

Come si è visto durante i funerali, questi sono momenti di dolore condiviso da tutta l'Italia che è unita in questo stato d'animo. E le parole vanno spese in questa direzione, perché il paese unito rende anche più forte e più efficace la severità nell'accertamento della verità e delle responsabilità che vanno perseguite con rigore.
È una tragedia inaccettabile...

Leggi

IL PESO DEGLI APPLAUSI

 IL PESO DEGLI APPLAUSI    di Marco Travaglio | Il Fatto Quotidiano  -  19 agosto 2018

Di solito gli applausi ai funerali suonano sguaiati e stonati, rispetto ai doveri del silenzio e del raccoglimento. Ogni tanto però, specialmente nei funerali di Stato dopo le grandi tragedie nazionali, seguiti dalle tv e dalla stampa, chi batte le mani ai morti e anche a qualche vivo lo fa per dire qualcosa che mai più avrà occasione di dire o, se l’avrà, non troverà nessuno ad ascoltarlo...

Leggi

La preghiera dell'Imam di Genova

La preghiera dell’Imam di Genova ha concluso i funerali di stato per le 19 bare. Mattarella applaudito con i VV FF e il Governo

18/08/2018

“Nel nome del Dio Unico”. L’imam di Genova, Salah Hussein, ha introdotto con queste parole la preghiera islamica recitata per tutti morti e non solo per i due albanesi che hanno perso la vita. Una preghiera che ha commosso l’Italia intera che seguiva il rito grazie alla diretta della Rai e che ha fatto seguito al rito cattolico, concludendo in questo modo davvero significativo i funerali di Stato. “Siamo vicini a tutti voi e chiediamo pace e consolazione al Signore che con la sua infinita misericordia ci ha insegnato il valore dei ponti con il primo ponte simbolico che ha unito il primo uomo e la prima donna, e ci ha reso consapevoli delle nostre responsabilità, e ci chiede di pregare per le anime delle vittime e di consolare chi è rimasto”.

“Preghiamo – ha invocato ancora Hussein – per Genova, la Superba: saprà rialzarsi con fierezza la nostra Genova, la Zena che in arabo vuol dire la bella, ed è nei nostri cuori”. “Le comunità islamiche della Liguria e dell’Italia intera – ha assicurato l’imam – pregano affinchè la pace sia con tutti voi, chiedono che il Signore protegga l’Italia e gli italiani”.

“Il crollo di un ponte provoca un dolore immenso, due punti che non si ticcano più affidiamo a Dio le loro famiglie. La nostra preghiera è anche per tutti coloro che hanno celebrato i funerali in forma privata”. Parole che la folla commossa ha accolto con un lungo applauso.
Lo stesso applauso che aveva accolto l’arrivo del Capo dello Stato e ha poi accompagnato l’omelia di Bagnasco. Applausi anche per i Vigli del Fuoco e per i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Leggi

QUANTE PAROLE INUTILI SU GENOVA

QUANTE PAROLE INUTILI SU GENOVA   di  Sara Dellabella  -  PANORAMA, 17 agosto 2018

Dal crollo, i politici si sono spesi in dichiarazioni che poco hanno a che vedere con la tragedia e l'emergenza. Polemiche che potevano aspettare

Dal crollo del ponte Morandi, le vittime, gli sfollati sono scomparsi velocemente dal radar delle dichiarazioni...

Leggi

L'omelia del cardinale Bagnasco per i funerali di Genova

Le parole dell'Arcivescovo di Genova per celebrare i funerali delle vittime del ponte Morandi 

18 agosto 2018

Pubblichiamo integralmente il testo dell'omelia che l'Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha pronunciato durante i funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova...

Leggi

Piazza San Pietro invasa dai giovani.

Il Papa: "No alla cultura della morte e al disprezzo dell'altro"     12 agosto 2018

 

In 90 mila in piazza, dopo l'incontro di ieri al Circo Massimo. Oggi la messa presieduta dal cardinale Bassetti. Il presidente della Cei: "I ragazzi hanno camminato accanto ai tanti che devono rifugiarsi in altri Paesi a causa di guerre, dittature o carestie. La Chiesa non lascia indietro nessuno"...

Leggi

QUEL MIRACOLO SUL TRENO

 

Ero su un treno regionale, fermo a una stazione. Un ragazzo disabile in carrozzina, il busto piegato in avanti da un’evidente malformazione, è salito aiutato da tre persone. Lo spazio riservato ai portatori di handicap era occupato da due ingombranti valigie, il controllore ha chiesto a voce alta: “Di chi sono questi bagagli?!”...

Leggi

Famiglia Cristiana contro Matteo Salvini

 “Famiglia Cristiana” parla a nome soltanto dei cattolici più progressisti

di Marco Marzano | Il Fatto Q.  5 agosto 2018

Il clamoroso titolo di copertina di Famiglia Cristiana contro Matteo Salvini (Vade Retro!) ha suscitato curiosità per la posizione della Chiesa nei confronti del nuovo governo. È un atteggiamento diffuso all’interno della Chiesa?...

Leggi