Preghiere poesie

Fraternità è quando...

Fraternità è quando...

Fraternità è quando... se c'è qualcuno che soffre non faccio finta che tutto va bene.
Fraternità è quando... se mi succede una cosa bella penso subito a qualcuno che può festeggiare con me senza invidiarmi.

Fraternità è quando non vivo impaurita dietro la porta di casa ma ho almeno un letto in più per chi passa la sera e ha sonno.
Fraternità è un dolore nello stomaco quando vengo a sapere che qualcuno ha perso la vita, l'unica sua, in fondo al mare o in qualsiasi altro posto e sento, e so, che non è giusto.
Fraternità è raccontarsi le cose, anche quelle che in me non vanno, ed essere certa che chi mi ascolta poi non mi colpirà nei miei punti deboli.
Fraternità è quando ho sbagliato e lo riconosco davanti agli altri perché la verità non mi spaventa anche se mi fa vergognare.
Fraternità è aver fiducia e cercare di far crescere la fiducia intorno a me.
Fraternità è sconfiggere il cinismo che è dentro di me.
Fraternità è quando il "noi" e il "nostro" viene prima di "me" e di "mio". E quando "loro" sono, in qualche modo, sempre, parte del "noi".
Fraternità è raccontare ed ascoltare le storie di altre persone che ci insegnano qualcosa di cui non sapremmo più fare a meno.
Fraternità è che non siamo soli nell'universo, la nostra non è la prima generazione e - se non siamo del tutto irresponsabili - non sarà l'ultima.
Fraternità è forse l'isola che non c'è e che non mi stanco di cercare. Perché forse c'è... e voglio abitarci. Ma non da sola.
 

   (Comunità è quando..  da Riforma 30 agosto 2019 ,  sostituita con Fraternità è quando

IL 'PADRE NOSTRO' detto da DIO

IL "PADRE NOSTRO" detto da DIO

 

Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";

conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.

 

Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.

 

Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.

 

Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:

però ti chiedo

di spartirlo con i tuoi fratelli.

 

Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.

 

E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,

mio povero e caro figlio.

AI MIEI CARI

AI MIEI CARI                                            

                                               

Non piangete!
Per il male solo si deve piangere:
per il bimbo che non ha pane
e crescerà su sentieri di violenza;
per la guerra che vomita sangue
e uccide tutti i fiori;
per l'ingiustizia, per l'egoismo,
per la libertà strozzata;
per il denaro, nuvola nera
che copre il sole e ammorba l'aria pura.
Si deve piangere nei momenti più soli,
quando agonizzano e muoiono, vicino a noi
e in noi, i sogni e gli ideali.
Ma per me no!
Perché son soltanto partita/o verso l'azzurro,
ho rotto le catene,
ho scalato la vetta da cui più                                                                                                                                                     non sarò costretta/o a scendere.
E sarò per sempre a voi vicina/o,
più vicina/o di quando uno stretto abbraccio
tutti ci univa.
 

Quando saprete guardare
al di là del cemento, delle macchine e del veleno
un cielo azzurro, una foglia, un fiore,
allora penserete che a me piacevano tanto:
e mi avrete vicina/o in quel vostro pensiero!
Quando fremerete per un'ingiustizia
(a te o agli altri fatta…  non importa)
mi sentirete vicina/o; mi  sentirete
contenta/o per quella ingiustizia.
E quando penserete a Dio, tutti saremo felici.
Allora non piangete non piangete, miei cari!

PREGARE IL VUOTO

PREGARE IL VUOTO

Insegnaci, Signore, a pregare questo vuoto.

Il vuoto portato da una paura che non conoscevamo e che sembra adesso un inquilino della nostra anima.

Il vuoto degli spazi in isolamento.

Il vuoto della vita che si fa sentire come sospesa.

Il vuoto delle ore che chi è nella solitudine conta in maniera differente.

Il vuoto delle incertezze che si accumulano e delle quali non abbiamo ancora parlato.

Il vuoto degli occhi di coloro che vediamo soffrire e il vuoto dei tanti che soffrono senza che noi li vediamo.

Il vuoto di tutto ciò che, da un attimo all'altro, viene procrastinato.

Il vuoto di quella donna anziana che passa il giorno intero col viso contro il vetro della finestra.

Il vuoto del rifugiato che vede la sua speranza negata da un timbro.

Il vuoto del giovane davanti a un futuro che sfugge sempre più, come un pensiero distante.

Il vuoto che ci raggiunge come un avviso di sfratto dalla vita autentica.

Il vuoto degli incontri e delle conversazioni di cui avremmo bisogno ora.

Il vuoto di cui si accorgono gli amici.

Il vuoto delle risate.

Il vuoto di tutti gli abbracci non dati.

Il vuoto della prossimità vietata.

Il vuoto in cui non ti vediamo.

( José Tolentino Mendonça)

RESTA CON NOI, SIGNORE!

RESTA CON NOI, SIGNORE!

Signore quante volte hai ripetuto: 

"Perché temete, non credete ancora?" 

Ma noi, figli dell'efficienza e del benessere, nel buio vacilliamo. 

Nell'impotenza tremiamo, nello sconforto non riusciamo a consolare. 

Abbiamo bisogno di Te, della tua parola, del tuo sguardo, 

delle tue mani tese, del tuo amore. 

Abbiamo bisogno che tu ci dica ora, 

anche nella lotta contro il Covid-19: 

"Coraggio! Non temete io sono con voi"! 

Dillo al nostro cuore Signore. Ripetilo alla nostra ansia. 

Suggerisci come dirlo ai nostri bambini, 

agli anziani e noi stessi . 

Sussurralo a chi in queste ore si prende cura… 

E a chi, purtroppo, ci ha lasciato o ci sta lasciando. 

Gridalo alla nostra paura! 

Signore, resta con noi! E noi tutti rivivremo!    

Preghiera di Tina

TUTTA LA MIA VITA È UN GRANDE COLLOQUIO CON TE

TUTTA LA MIA VITA  È UN GRANDE COLLOQUIO CON TE

"A volte quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che scorrono da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in Te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera.

Sono stanca, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene con un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare; è la cosa più importante che si può imparare in questa vita.

Io non combatto contro di te, mio Dio, tutta la mia vita è un grande colloquio con te. Forse non diventerò mai una grande artista come in fondo vorrei, ma mi sento già fin troppo al sicuro in te, mio Dio. A volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate, ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: Dio; e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire altre cose".

 

EttY Hillesum,

deportata e morta ad Auschwitz,

in una lettera inviata il 18 agosto 1943 dal campo di smistamento di Westerbork, così esprimeva la sua fede

 

(Riforma n. 29, 24 luglio 2020, pag.6)

 

PADRE NOSTRO di Pedro Casaldáliga

Lo scorso 8 agosto è morto DOM PEDRO CASALDÁLIGA vescovo emerito della Prelatura di San Félix de Araguaia (Mato Grosso - Brasile) e uomo sempre fedele al Vangelo e alla causa dei poveri. Aveva compiuto 92 anni.
Di lui ricordiamo la lettera pastorale "Una Chiesa nell'Amazzonia in guerra contro il latifondo e l'emarginazione sociale", con la quale fin dal 1971 denunciava crescenti diseguaglianze, accaparramento delle terre e sofferenza della popolazione.
Ha scritto di lui Josè María Castillo: "Era un vescovo senza ornamenti, senza palazzo, senza automobile, che solo una volta è andato a Roma. Perché glielo ha imposto papa Giovanni Paolo II. E si è presentato nella Curia vaticana con un cappello di paglia.
Era un mistico, un poeta, instancabile difensore dei più indifesi che stavano alla sua portata. E a tutto ciò si aggiungeva quella che è probabilmente la cosa più difficile della vita: è stato un uomo con una sorprendente libertà di dire ai ricchi e ai poveri quello che doveva dire loro, perché fossero pienamente umani."

 

PADRE NOSTRO di Pedro Casaldáliga

 

Fratelli nostri che siete nel Primo Mondo:
affinché il suo nome non sia bestemmiato,
affinché venga a noi il suo Regno;
e si faccia la sua Volontà
non solo in cielo ma anche in terra,
rispettate il nostro pane quotidiano
rinunciando voi al vostro sfruttamento quotidiano.
Non intestarditevi a ricevere da noi
il debito che non abbiamo contratto
e che continuano a pagare i nostri bambini, i nostri affamati, i nostri morti.
Non cadete più nella tentazione del lucro, del razzismo, della guerra;
noi faremo in modo di non cadere
nella tentazione dell'ozio e della sottomissione.
E liberiamoci gli uni gli altri da ogni male.
Solo così potremo recitare insieme la preghiera di famiglia
che il fratello Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro – Madre nostra,
che sei in cielo e che sei in terra.

Vuoi telefonare a Dio?

Vuoi telefonare a Dio?

La Telecom continua ad informarci sulle molte possibilità offerte dal servizio telefonico. Ma cosa si deve fare se si vuole telefonare a Dio? Il nostro foglio vuole colmare questo silenzio regalandovi sette regole per una buona comunicazione.
1. Scegli il prefisso giusto. Non comporre un numero a caso.
2. Una conversazione telefonica con Dio non è un monologo.
Non parlare sempre tu, ma ascolta anche colui che ti parla dall'altro capo del filo.
3. Se la comunicazione si è interrotta, controlla se sei stato tu a far cadere la linea.
4. Non prendere l'abitudine di chiamare Dio solo nei casi urgenti.
5. Non telefonare a Dio solo nelle ore di "tariffa ridotta", cioè al termine della settimana. Dovresti riuscire a fare delle brevi chiamate in modo regolare.
6. Ricordati che le chiamate a Dio non costano nulla.
7. Non dimenticare di richiamare Dio se ti ha lasciato dei messaggi continui sulla tua segreteria.

Servizio della Parola 280

 

IL PERDONO (P. Carlo Maria Martini)

IL PERDONO   (P. Carlo Maria Martini)

 

"Tu sai, mio Dio,
che sono debole e impreparato al buon uso del tempo.
Non ti fidare troppo della mia resistenza alla tentazione,
non mi lasciare a lungo esposto nella prova.

Perché io voglio sinceramente
benedire il Tuo Nome,
desidero realmente entrare nel tuo Regno,
sono certo che la tua volontà
è il compimento del mio bene.
Credo con tutto il cuore
che tu custodisci le cose buone
per le quali riesco a trovare il tempo,
affinché non vadano perdute.
E che sei pronto a sciogliermi dal tempo che ho perduto
nel momento stesso in cui riesco a vincere la mia paura
e a confessare la mia colpa.

Quando io ti rendo disponibile il tempo che mi affidi,
e lo arrischio per venire in soccorso
della mancanza del mio fratello,
io so che il mio tempo si arricchisce
fino a cento volte, fin d'ora:
e molto mi viene perdonato.
E quando infine riconosco la stupidità della mia colpa,
e mi rivolgo contrito a te, Padre,
non incontro l'ombra del tuo risentimento,
ma soltanto la tenacia della tua fedeltà.
Scopro che il tempo perduto
fu per te il tempo dell'attesa
e il tempo insperabilmente ritrovato
è subito il tempo della festa."

 

 

"Adorando insieme la croce, segno della nostra salvezza,
chiediamo umilmente perdono per noi,
per le colpe di cui noi ci siamo macchiati;
chiediamo perdono anche a nome di tutti coloro che non sono qui
e non sanno chiedere perdono al Signore per le loro colpe.
Essi non sanno di quanta gioia e di quanta pace
il loro cuore sarebbe pieno se sapessero farlo.
Chiediamo perdono a nome di tutta l'umanità,
del tanto male commesso dall'uomo contro l'uomo,
del tanto male commesso dall'uomo
contro il Figlio di Dio, contro il salvatore Gesù,
contro il profeta che portava parole di amore.
E mettiamo la nostra vita nelle mani del crocifisso
perché egli, redentore buono, redima e salvi il nostro mondo,
redima e salvi la nostra vita col conforto del suo perdono."

 

Carlo Maria Martini

TUTTA LA MIA VITA È UN GRANDE COLLOQUIO CON TE

TUTTA LA MIA VITA È UN GRANDE COLLOQUIO CON TE

 

"A volte quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che scorrono da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in Te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera.

Sono stanca, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene con un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare; è la cosa più importante che si può imparare in questa vita.

Io non combatto contro di te, mio Dio, tutta la mia vita è un grande colloquio con te. Forse non diventerò mai una grande artista come in fondo vorrei, ma mi sento già fin troppo al sicuro in te, mio Dio. A volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate, ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: Dio; e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire altre cose".

EttY Hillesum, deportata e morta ad Auschwitz, in una lettera inviata il 18 agosto 1943 dal campo di smistamento di Westerbork, così esprimeva la sua fede

(Riforma n. 29, 24 luglio 2020, pag.6)

BALLATA ALLA NOSTRA AMATA CULLA DELL'UMANITÀ

Mosaico di pace, maggio 2020

BALLATA ALLA NOSTRA AMATA CULLA DELL'UMANITÀ

C'era una terra in questo mondo.
Una terra ricca di uomini e donne.
Di bimbi e di festa
di elefanti e di leopardi
di foreste e di laghi
di mari e deserti
di speranza e di fede.
Tanta fede.
Una terra piena di sole.
C'era una terra in questo mondo
Una terra di regni, di sovrani,
di legalità, di diritti, di donne.
e che donne:
a testa alta, fiere, nobili
affrontavano con determinazione
invasori, dittatori, spadroneggiatori.
Una terra dove Dio era ovunque
una terra di speranza e di fede.
Ma c'è una terra in questo mondo
Una terra gravida di sogni, di popoli,
di diamanti, di oro, di petrolio.
Una terra ricca di legname, di coltan, di acqua.
Una terra straricca di tutto.
Una terra che tutti vorrebbero possedere.
Sarà per questo che i suoi figli e le sue figlie legittimi
da sempre conoscono ogni sorta di sopruso.
C'è una terra in questo mondo
scavata, smembrata, ambita, derubata, violentata.
Impoverita, colonizzata, sottratta ai suoi figli e figlie.
Una terra sacra.
Ma che ogni giorno
viene profanata
e nonostante tutto rimane
culla dove l'umanità
ha iniziato a respirare
una terra di speranza.
C'è una terra in questo mondo
che strana terra, bella da morire
ma dalla quale i suoi figli e le sue figlie fuggono,
e ogni via di scampo è buona
via deserto, via mare, via gommoni,
via treni, via camion
via, via, via e ancora via
da una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
Abbandonata dai suoi figli e dalle sue figlie
Che vagano verso terre lontane
spesso ostili, sempre fredde, crudeli a volte.
C'è una terra in questo mondo
una terra ripudiata eppure
amata, sognata e mai dimenticata.
Una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
dai suoi stessi figli barattata, venduta in cambio di armi
usate per uccidere coloro
che scelgono di restarvi.
C'è una terra in questo mondo
scritta, raccontata, filmata, progettata,
organizzata, ipotecata...
da rapinatori di turno
che l'hanno comprata, sfruttata, umiliata, profanata
e nonostante tutto rimane una terra
di speranza e di fede.
Una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
madre e orfana...
C'è una terra
davanti alla quale noi donne e uomini
dovremmo sostare in muto rispetto
non solo perché terra
grondante di inaudite ingiustizie
non solo perché terra di promesse nuove
non solo perché terra satura di fede
ma perché
É la mia terra
É la tua terra
É la nostra terra
É l'Africa: terra madre dell'umanità.

                                               Mosaico di pace, maggio 2020