Preghiere poesie

LA STORIA CHE SI RIPETE

LA STORIA CHE SI RIPETE

di Gabriele Sala

 

Allora venne eletto in Italia un nuovo Governo, i cui Ministri neppure sapevano chi erano stati i Padri della Costituzione. E disse ai suoi elettori: “Ecco che tra poco gli stranieri saranno più numerosi e più forti di noi. Prendiamo provvedimenti nei loro riguardi per impedire che aumentino, altrimenti, in caso di elezioni, si uniranno ai nostri avversari, voteranno contro di noi e poi andranno al potere”...

31-08-2018: 6 anni dalla morte del Card. Martini

PREGHIERA DEL VIAGGIO DI RITORNO DAL SATELLLLITE   ( P.  Carlo Maria Martini )

Il lembo del mantello. Lettera pastorale. Per un incontro tra Chiesa e mass media.  Anno  1991-92

 

Signore,

come è bello stare quassù!

Lo sguardo si perde

negli infiniti spazi del cielo

trapuntato di stelle,

e la terra sembra così piccola,

da suscitare tenerezza.

 

La silenziosa scrittura dei cieli

mi parla di te

e in questa solitudine

piena di pace

mi sento avvolto

dall’oscuro, vivificante grembo del tuo amore.

 

Anch’io vorrei dirti,

come un giorno Pietro:

“Facciamo qui tre tende”!

Vorrei restare con te

su questo nuovo Tabor,

sospeso tra la terra e il cielo

e guardare le cose dalla fine,

nell’ultimo orizzonte

che di ciascuna

dà alla verità il senso.

 

Fa’ che io sappia sempre

ricordarmi di te,

della patria verso cui sono diretto

dove tutto quanto è umano

appare così piccolo,

eppure così grande si avverte

l’abbraccio del tuo amore!

 

E fa’che ricordandomi di te

e di questo tuo cielo senza fine

io sappia anche ricordarmi

dei tanti volti amati

e dei tanti altri,

indifferenti o sconosciuti,

per capire che nessuno

è estraneo a te

e il valore infinito

d’ogni persona umana

sta in questo Amore eterno

che l’avvolge.  

 ****  

Ma tu vuoi che io ridiscenda

verso il piccolo, grande mondo

dove hai posto la tua tenda

e la mia:

tu vuoi che io stia nel villaggio

e condivida la vita in comunione.

Sì, tu mi fai gustare

la bellezza del cielo,

ma tu mi vuoi fedele alla terra.

Comunicare con te

mi mette nel cuore l’urgenza

di comunicare con gli uomini,

miei compagni di strada.  

 ****

Scendo allora con te verso la terra,

mentre vedo le sagome lontane

diventare figure precise,

disegni e geometrie

della vita quotidiana del mondo.

Spiccano su tutto

le antenne e i campanili

della mia città.

Venendo da tanto lontano

mi sembra di guardarli

con nuova simpatia;

è come se la luce dei tuoi occhi

mi avesse reso capace

di riconoscere in tutto

l’impronta del tuo amore.

 

Fa’, o Signore,

che le antenne e i campanili

sappiano dialogare tra loro.

 

Aiuta la tua Chiesa

a essere il popolo del dialogo,

capace di dire e di praticare

la comunicazione

al suo interno e con tutti.

Fa’che sappiamo educarci ed educare

a un uso libero e liberante

dei media,

per riconoscere e valorizzare

profeticamente in essi

il lembo del mantello

del Figlio tuo, fatto uomo per noi.

Donaci perciò persone capaci

di unire nella loro vita

l’antenna e il campanile,

fedeli al mondo presente

e fedeli alla patria promessa,

in grado di coniugare le due fedeltà

con professionalità e con amore.  

 ****  

Ed eccomi, infine,

nella mia stanza,

con te

davanti al mio televisore:

è come ritrovarmi con un fedele servitore

in compagnia dell’Amico,

che mai mi lascerà.

Ora so che anche nella massa

un incontro personale è possibile,

e che perfino attraverso un lembo di mantello

può raggiungermi la Vita che non passa,

la Verità che illumina e riscalda.

Aiutami a non dimenticarlo più,

fa’che io sappia lodarti

insieme al “villaggio globale”

che è il mio mondo,

come un giorno seppe lodarti

col suo mondo

Francesco,

il fratello universale,

l’uomo della comunicazione

con te

e con tutte le tue creature:

 

Altissimu onnipotente bon Signore

tue so’ le laude la gloria e l’honore

et omne benedictione.

Ad te solo Altissimu se konfano

et nullo homo éne dignu te mentovare.

 

Laudato sii mio Signore con tutte le tue creature

specialmente fratello televisore

che riempie ore delle nostre giornate

ed è bello e irradiante con grande splendore

e di te Altissimo porta significazione.

 

Laudato sii mio Signore per sorella radio

per cui le notizie attraversano i cieli

e il mondo diventa a me vicino.

 

Laudato sii mio Signore per fratello giornale

che mi informa sulle nubi e sul sereno

delle vicende umane

e mediante cui tu nutri la conoscenza e la riflessione

di tante tue creature.

 

Laudato sii mio Signore

per ogni tipo di informazione

che è molto utile

quando sa essere umile e veritiera e casta.

 

Laudato sii mio Signore per i comunicatori

grazie ai quali illumini la mente

e doni gioia e forza al nostro cuore,

quando essi servono la verità con modestia.

 

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra matre terra

la quale ne sustenta et governa

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba:

essa diviene sempre più per noi

la casa comune che i media ci fanno conoscere e amare.

 

Laudato si’ mi’ Signore per quelli ke perdonano

per lo tuo amore

et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke le sosterrano in pace

ka da te Altissimu sirano incoronati.

Specialmente sii lodato per quanti,

usando i mass media,

sapranno ricordarsi che nulla al mondo vale più

della persona umana.

 

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale

da la quale nullo homo vivente po’ skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke se trovarà ne le tue sanctissime voluntati

ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Specialmente sii lodato per quanti,

ricordando che tutto passa

e che tu solo resti,

si sforzano di operare nei media

secondo verità e giustizia

e hanno cura dei deboli

così esposti al potere

della comunicazione di massa.

 

Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate

et servite a lui cum grande humilitate.

Lodatelo tutti, abitanti del “villaggio globale”,

unendo la vostra alla voce di tutte le creature.

 

O Gesù, fa’ che anch’io possa toccare con fede

il lembo del tuo mantello!

 

 

Milano, 31 luglio 1991, Festa di Sant’Ignazio di Loyola, nel quinto centenario della nascita.

LA PELLE COLOR CIOCCOLATO

Il mondo era ancora giovane, allora, appena creato. E gli uomini non lo abitavano ancora. Ogni giorno Magbabaya, il dio della vita, guardava giù sulla terra dalla sua casa nel cielo. "Oh, come la terra appare solitaria!", esclamava il dio. "Così grande e così deserta!". Un giorno il dio della vita ebbe un'idea luminosa: "Debbo creare della gente che viva sulla terra". Il dio Magbabaya partì dalla sua casa nel cielo e scese sulla terra. Qui giunto prese un pugno di argilla e lo mescolò con dell'acqua. Con quella creta modellò degli esseri umani. Poi li espose al sole perché si seccassero. Il dio tornò a casa sua e trascorse tutta la giornata cacciando nelle foreste del cielo. A sera, rientrando con la cacciagione, il dio Magbabaya si ricordò ad un tratto degli uomini lasciati ad asciugare al sole. Ritornò quindi sulla terra il più presto che poté. Ma scoprì che i pezzi di terra erano rimasti troppo a lungo al sole ed erano diventati neri come il carbone. Il dio della vita scosse la testa: "Debbo provare un'altra volta", si disse, "ma questa volta starò più attento e non li lascerò troppo a lungo al sole". Il mattino seguente Magbabaya si mise di nuovo al lavoro e modellò altre statue di uomini e donne. Poi li mise al sole. Questa volta però fece attenzione perché non vi rimanessero troppo a lungo. Ma anche questa volta il dio della vita non fu troppo soddisfatto della sua opera: infatti le statuine non erano abbastanza cotte ed erano rimaste piuttosto pallide. "Domani", si disse il dio, "modellerò altre statue, e starò attento che arrivino al giusto punto di cottura prima di toglierle dal sole". Il giorno seguente ancora una volta il dio mescolò terra e acqua, lavorò la mota e ne trasse esseri umani. Poi con molta cautela li espose al sole. Di tanto in tanto Magbabaya girava un poco le statue in modo che prendessero in ogni punto un leggero color bronzo. Quando gli sembrò che il sole si stesse facendo troppo ardente, il dio Magbabaya coprì le statue con delle foglie e le mise all'ombra. La brezza le andava asciugando lentamente. Quando il lavoro fu terminato, il dio guardò la sua opera e se ne compiacque. Le statue avevano preso un bel colore bronzeo-aureo, e apparivano bellissime. "Sono perfette!", esclamò con orgoglio il dio. Alla fine Magbabaya raccolse tutte le statue modellate dalle sue mani, soffiò in loro la vita e le sparse nelle varie regioni della terra. Ecco perché oggi nel mondo ci sono bianchi, neri e bruni. E fra tutti i popoli della terra i Filippini sono orgogliosi nel mostrare la loro pelle color del bronzo.

(ETTORE FASOLINI, Il gigante della foresta e altre favole del sud est asiatico, Edizioni E.M.I.)

Figli, perdonateci

Figli, perdonateci

Figli perdonateci se per anni vi abbiamo lasciato credere che solo la carriera
è necessaria per diventare  “importanti”.

Perdonateci se vi abbiamo spiegato che nella vita
vi può essere uno  scopo diverso dal possedere e basta.

Perdonateci se vi abbiamo trasmesso cose e non valori; denaro e non idee.

Perdonateci se abbiamo pensato più alla pulizia dei denti
che a quella delle parole.

Perdonateci se abbiamo alzato il piede dall’acceleratore chiedendovi troppo poco; se vi abbiamo insegnato la via facile, non la via giusta.

Perdonateci se abbiamo preferito un fascio di biglietti da 100 euro in più
allo sfascio della famiglia.

Perdonateci se non troviamo mai il tempo per  guardarvi in faccia,
per parlarvi, per sorridervi.

Perdonateci se abbiamo sbagliato operazione:
abbiamo fatto la moltiplicazione delle cose e la sottrazione dell’amore.

Perdonateci se non vi abbiamo fatto venire  voglia di Dio.
Figli, perdonateci se vi abbiamo imbrogliati…

MI PRESENTO: SONO IL SILENZIO

MI PRESENTO: SONO IL SILENZIO

Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.
Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E’ contrario al mio carattere schivo e riservato.
Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
Io sono un’officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l’uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati…
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle…
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.
Io sono il sentiero che conduce al paese dell’anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!

 

Dal vostro primo alleato
Il Silenzio

                                                                 (Pino Pellegrino)

SCUSATE

 SCUSATE

Scusate se siamo fuggiti

dalle guerre che voi nutrite

con le vostre stesse armi.

Scusate se ci siamo avvelenati

con i rifiuti tossici sotterrati

dalle vostre potenti industrie.

Scusate se avete dissanguato

la nostra terra, deprivandoci

di ogni possibile risorsa.

Scusate la nostra povertà

figlia della vostra ricchezza

dei vostri neo colonialismi.

Scusate se veniamo massacrati

e disturbiamo le vostre vacanze

col nostro sangue invisibile.

Scusate se occupiamo

coi nostri sudici corpi

i vostri centri di detenzione.

Scusate se ci spezziamo la schiena

nei vostri campi di pomodoro

schiavi senza alcun diritto.

Scusate se viviamo nelle

vostre baracche di lamiera

ammucchiati come bestie.

Scusate per la nostra presenza

che causa ogni vostra crisi

e non vi fa vivere bene.

Scusate se le vostre leggi

non sono abbastanza severe

e molti di voi vorrebbero la forca.

Scusate se esistiamo

se respiriamo, se mangiamo

persino se osiamo sognare.

Scusate

se non siamo morti in mare

e se invece lo siamo,

scusate ancora

l’impudenza

d’avervelo fatto sapere.

                                                      Marco Cinque (Qualevita febbraio 2018)

Preghiera per il nuovo anno

 Bellissima preghiera per il nuovo anno scritta da un contadino sudamericano.

Signore,
alla fine di questo anno voglio ringraziarti
per tutto quello che ho ricevuto da te,
grazie per la vita e l’amore,
per i fiori, l’aria e il sole,
per l’allegria e il dolore,
per quello che è stato possibile
e per quello che non ha potuto esserlo.

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:
il lavoro che ho potuto compiere,
le cose che sono passate per le mie mani
e quello che con queste ho potuto costruire.

Ti offro le persone che ho sempre amato,
le nuove amicizie, quelli a me più vicini,
quelli che sono più lontani,
quelli che se ne sono andati,
quelli che mi hanno chiesto una mano
e quelli che ho potuto aiutare,
quelli con cui ho condiviso la vita,
il lavoro, il dolore e l’allegria.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono
per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,
per le parole inutili e per l’amore disprezzato,
perdono per le opere vuote,
per il lavoro mal fatto,
per il vivere senza entusiasmo
e per la preghiera sempre rimandata,
per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,
semplicemente… ti chiedo perdono.

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,
tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno,
io fermo la mia vita davanti al calendario
ancora da inaugurare
e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,
la forza e la prudenza,
la carità e la saggezza.

Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,
chiudi le mie orecchie a ogni falsità,
le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste
o in grado di ferire,
apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,
così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni
e le sparga a ogni mio passo.

Riempimi di bontà e allegria
perché quelli che convivono con me
trovino nella mia vita un po’ di te.

Signore, dammi un anno felice
e insegnami e diffondere felicità.

Nel nome di Gesù, amen.

                                                                         (Arley Tuberqui)

 

NATALE 2017

                                           SI DICE CHE

Si dice che Tu ci parli.
Ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche.
che mi rivolgono parole preziose...

Preghiera dell’emigrante

Salmo 60,1-6: Preghiera dell’emigrante      (traduzione don Sergio Carrarini)
Mi prostro fino a terra riverente,
ti adoro e ti prego, grande Allah,
creatore e luce dell'umanità
che sorridi i tuoi raggi sul mondo
e lo guidi come faro nella notte.

Ti invoco, Signore, nel tumulto
delle opulente città dell'Europa
nascondendomi in qualche giardino,
nei parchi iniettati di siringhe
o nelle buie e vuote chiese dei cristiani.

Sono un giovane emigrante africano
e il mio cuore è nero d'angoscia
come la mia pelle e i miei capelli,
come il lavoro che mi offrono
e i loro sguardi venati di razzismo.

Sto perdendo, o Allah, la fiducia
di arrivare un giorno a raccogliere
le briciole o i tozzi di pane
che cadono in abbondanza dalle mense
degli epuloni del ventunesimo secolo.

Ancor oggi, Signore, essi curano
più i cani, i gatti, i guardaroba
che gli affamati lazzari neri
sbarcati clandestinamente nei porti
con i carghi di merci espropriate.

Solo in te è la mia fiducia, o Allah!
Per me tu sei più grande e potente
di tutte le potenze occidentali
e del loro Dio che non amano e non pregano.
Nelle tue mani affido il mio futuro!

Anche se molte porte mi si chiudono,
anche se la paura e il disprezzo
mi accompagnano come ombre maledette,
certamente incontrerò delle persone
che hanno abbattuto nel cuore le frontiere.

Io credo che tu sei forza e speranza,
rifugio e protezione potente
per chi si affida alla tua volontà
e cammina nella via della fede
ben oltre le speranze deluse.

 

Salmo 60,7-9: Voti e suppliche di un Africano    
Nel momento di iniziare il mio viaggio
faccio voto di mantenermi fedele
alla fede e alle tradizioni del mio popolo
anche in mezzo alle nazioni d'Occidente
che praticano una religione ateista.

La fede e la solidarietà tra fratelli,
il valore incommensurabile della vita
nel dono dell'amore e dei figli,
nel rispetto della terra che è madre,
sono ricchezze che non voglio smarrire.

Questi doni mi vengono da te
attraverso l'eredità dei miei padri
ma forte è la tentazione di svenderli
per un pezzo di pane ed un letto,
per un’integrazione di pura facciata.
                  
Da questa terra d'esilio e sofferenza,
da questa terra d’illusioni e speranze,
da questa terra ricca e indifferente
ti prego per la mia famiglia e il mio popolo
e per la grande Africa martoriata.

Proteggi, o Allah, i suoi governanti,
le sue guide spirituali e i suoi profeti,
i villaggi e le tribù delle savane,
le carovane e i nomadi del deserto,
gli abitanti delle bidonville cittadine.

E soprattutto proteggi i suoi figli
dispersi tra i popoli della terra
a mendicare un diritto negato.
Apri loro il cuore e le case
dei credenti che vivono in ogni popolo.

Così tornerà il sorriso sulle labbra
con i canti e le danze d'ogni ritmo
in una nuova Pentecoste delle razze.
Anche l'Occidente quel giorno imparerà
a pregare e a rispettare la vita.

Preghiamo:
Ancora una volta, Signore - come infinite altre volte nella storia dell’umanità - è in atto una grande migrazione di popoli verso le terre del lavoro e della ricchezza, verso le terre dell’abbondanza e dello spreco, verso i centri del potere e del progresso. Ogni esodo parte sempre da una terra di miseria o di schiavitù, e si dirige verso una terra promessa di benessere e dignità, ma che spesso diventa terra di nuova miseria e sfruttamento. Aiuta, Signore, tutti i credenti a trasformare le terre d’esilio in comunità di accoglienza e di dialogo, e la Babele delle razze e delle rivendicazioni nella Pentecoste delle lingue e della fraternità. Amen.

Preghiera laica

Preghiera laica

 

Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell’isola e del mondo

sia benedetto il tuo sale

e sia benedetto il tuo fondale

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati

 

Mare nostro che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva di vendemmia,

Che abbiamo seminato di annegati

più di qualunque età delle tempeste

tu sei più giusto della terra ferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le riabbassi a tappeto

custodisci le vite, le visite cadute

come foglie sul viale

fai da autunno per loro

da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte

di padre e di madre prima di partire

 

Erri De Luca

 

Padre nostro,
Tu che sei Padre e Madre per noi,
fa che tutti ti riconoscano come Dio
e il tuo regno venga
con il nostro impegno
di comunione nell'amore.
Dacci oggi di condividere il pane necessario,
perdona le nostre offese
come noi perdoniamo chi ci ha offesi,
fa che trasformiamo in positivo le tentazioni
e ci liberiamo da ogni male.

 

Preghiera per le Vacanze

Preghiera per le Vacanze

Ti ringrazio, o Dio, per le ferie estive
che anche quest’anno mi dai la gioia di usufruire!
Sono un tempo salutare per me
e per quanti hanno la possibilità di farle.
In questi giorni di totale distensione,
o Dio, mi sia di conforto la tua Parola.

In questo tempo di riposo,
desidero essere libero
di pregare, di pensare e di agire
al di fuori di orari tassativi,
lontano dal caos cittadino,
immerso nella bellezza del creato. 

Grazie, Signore,
per tutto ciò che hai fatto di bello e di buono.
Grazie del riposo
che ci concedi in questi giorni!

 

Rendi sereno il nostro soggiorno:
porta la pace nel cuore
di quanti operano in questo campo.
Proteggi quanti per via, per mare e nei cieli
si muovono in cerca di refrigerio!
Amen.

 

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