Notizie

I muri devono crollare, non i ponti

Lettera da Genova della Comunità San Benedetto al Porto
 
A poco meno di due ore dal crollo del Ponte Morandi, scrivevamo: “Quello che è accaduto oggi è una tragedia di cui, ancora, si devono capire le proporzioni senza precedenti nella nostra città!”
Il nostro coinvolgimento nella tragedia è stato diretto: la Fabbrica del Riciclo, da noi gestita, è crollata, travolta dalle campate del ponte. Alcuni di noi si trovavamo dentro il capannone...

DECIMO INCONTRO EUROPEO DELLE CDB

10° INCONTRO EUROPEO DELLE CDB – ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO SUI MIGRANTI

 

Le Comunità Cristiane di Base provenienti da vari paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Belgio), riunite a Rimini nei giorni 21, 22 e 23 settembre 2018 per il 10° incontro europeo, dal titolo “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera” – a conclusione dei lavori dedicati al tema della povertà, fondamento della vita della comunità che Gesù di Nazareth ha annunciato, e alla luce degli eventi drammatici che stanno segnando la vita del nostro continente per quanto concerne il rapporto con i poveri ed i migranti – non possono lasciare questo convegno senza aver espresso la loro profonda indignazione per come la “fortezza Europa” sta affrontando i temi dell’immigrazione...

Lo sgombero della ex Rivetti

a proposito dello sgombero della ex Rivetti

Riusciamo ad immaginarci il manipolo di sfaccendati legaioli trascorrere questo ultimo scorcio di estate alla ricerca di cittadini che, soffrendo di insonnia, si siano accorti di “una decina” di persone che hanno trovato rifugio (da parecchi mesi ormai) negli edifici fatiscenti dell’ex Rivetti, area dismessa, defilata e vasta...

Marco Sansoè per

Laboratorio sociale “La città di sotto,

Comitato biellese accoglie,

Arci Comitato territoriale Biella, Ivrea, Vercelli

 

L'Identita' inventata degli italiani

di Tomaso Montanari | 10 settembre 2018

“Identità è una parola pericolosa: non ha alcun uso contemporaneo che sia rispettabile”. L’ammonizione dello storico inglese Tony Judt (2010) era stata avanzata, prima e in termini più espliciti, dall’economista indiano Amartya Sen in Identità e violenza. Recensendo quel libro, Mario Vargas Llosa ha scritto che la domanda che sorge di fronte all’affermazione, violenta, delle identità nazionali e religiose è riassunta in un verso di Pablo Neruda: “E l’uomo dov’era?”...

Immigrazione, perche' e' un'ossessione

di Furio Colombo |     Il Fatto Quotidiano   9 settembre 2018

Inutile fingere. Persino i complicati percorsi economici che legano e oppongono uno Stato ad altri Stati, in una combinazione nuova e difficile come l’Unione Europea, sono scuse e pretesti. I Paesi dell’Unione non languono, e in molti di essi (la maggior parte dei membri originari e tutti i rancorosi arrivati per ultimi), non hanno mai conosciuto un simile livello di vita e l’accesso così facile al resto del mondo...

L'eredita' e la porpora mancata

L’eredità e la porpora mancata. Vi racconto l’ex nunzio ferito

Don Paolo Farinella: “Scrissi due volte al Santo Padre sui comportamenti di Viganò, che non è diventato cardinale e ora si vendica senza pietà”

UN PARROCO SARDO A MONS. VIGANO'

LETTERA DI UN PARROCO SARDO A MONS. VIGANÒ’

 

Egregia Eminenza, Viganò
le scrivo dalle pagine di un giornale "di periferia"; quelle periferie tanto amate sia dal Signore (cresciuto a Nazareth, al suo tempo paesino di montagna) sia dall'attuale Pontefice, Papa Francesco...

Manovre contro il Papa del Vangelo

  Manovre contro il Papa del Vangelo. Le diverse direttrici di un attacco maligno

 

Lorenzo Dellai   .   AVVENIRE  -  mercoledì 5 settembre 2018

Caro direttore, per quanti si ostinano a non rinunciare ai valori di una società aperta e solidale, i motivi di preoccupazione e di angoscia non derivano solamente dalla involuzione della politica, dalla crisi delle democrazie e del diffondersi tra le persone di un crescente clima di intolleranza e di radicale individualismo. Tutto si lega, al di là e prima della politica, in questa fase pericolosa e inquietante della nostra storia, con la sua violenta produzione di macerie e la sua carenza assoluta di visione di futuro...

Migranti della Diciotti

 Il caso. Cinquanta migranti della Diciotti «spariti» durante i trasferimenti

Giampiero Bernardini  -AVVENIRE -  mercoledì 5 settembre 2018

Il Viminale farà delle verifiche, ma non c'è "fuga" in quanto queste persone godono di libertà di movimento. Probabile che vogliano raggiungere il Nord Europa dove risiedono molti eritrei...

CONGO UNA BUONA NOTIZIA

Una buona notizia. Il presidente Kabila non si ricandiderà per un terzo mandato

paceperilcongo.it - Editoriale Congo Attualità n. 362 - 20 agosto 2018

La designazione di Emmanuel Ramazani Shadari come candidato del FCC per le prossime elezioni presidenziali  

          

L’8 agosto, il portavoce del governo congolese ha annunciato che il presidente Joseph Kabila aveva designato Emmanuel Ramazani Shadari come candidato del Fronte Comune per il Congo (FCC) per le elezioni presidenziali del prossimo 23 dicembre.

In seguito ai continui rinvii delle elezioni, si era diffusa l’opinione secondo cui l’attuale presidente della Repubblica volesse rimanere al potere, cambiando la costituzione, per ricandidarsi per un terzo mandato presidenziale, una possibilità assolutamente esclusa dalla costituzione che prevede un massimo di due mandati presidenziali consecutivi di cinque anni ciascuno. Molte volte l’opposizione e la società civile gli avevano chiesto di dichiarare pubblicamente che non si sarebbe ricandidato per un terzo mandato, ma egli si era sempre limitato a dichiarare che “avrebbe rispettato la costituzione”, senza aggiungere altre precisazioni, aumentando così i dubbi circa le sue intenzioni. L’annuncio della designazione di Emmanuel Ramazani Shadari come candidato successore dell’attuale Presidente Joseph Kabila è stato, quindi, accolto  con enorme soddisfazione.  

          

Un passo avanti, nonostante ciò che resta ancora da fare

Se l’annuncio di un candidato del FCC alle elezioni presidenziali diverso dal presidente in carica rappresenta un passo avanti riconosciuto da tutti (incluso dall’opposizione, dalla società civile e dalla comunità internazionale), tuttavia rimangono aperti, tra altri, due grandi problemi: la questione del registro elettorale e l’utilizzazione della macchina per votare.

- Per quanto riguarda il registro elettorale, nella sua operazione di controllo esterno, l’OIF vi ha riscontrato la presenza di oltre sei milioni di elettori registrati senza impronte digitali. È vero che la legge elettorale prevede la possibilità di omettere le impronte digitali degli elettori con mani amputate o dite lesionate o ustionate. Ma sei milioni di elettori registrati senza impronte digitali è un numero troppo elevato e difficile da giustificare sulla base della disposizione legislativa appena citata. Si tratta, quindi, di una grave irregolarità di cui vanno ricercate le cause e sanzionati i responsabili. Da parte sua, l’opposizione ritiene che questi sei milioni di elettori registrati senza impronte digitali rappresentino degli elettori “fittizi” introdotti nel registro elettorale, per facilitare brogli elettorali a favore della maggioranza presidenziale. Per questo, essa chiede che la Commissione elettorale li elimini dal registro, rischiando però di privare milioni di elettori del loro diritto al voto.

Per risolvere questo problema, la Commissione elettorale dovrebbe procedere, al più presto, alla pubblicazione delle liste provvisorie degli elettori, peraltro già annunciata per metà luglio scorso.

Tale operazione permetterebbe di verificare il livello di esattezza e di affidabilità del registro elettorale e di correggere le eventuali irregolarità.

- Per quanto riguarda l’utilizzazione della macchina per votare, temendo che essa possa favorire altri brogli elettorali, l’opposizione si dice nettamente contraria a tale decisione della Commissione elettorale ed esige di ritornare al voto cartaceo. Si tratta di una richiesta che, benché legittima, non ha più alcun senso, dal momento in cui la Commissione elettorale ha già da tempo firmato un contratto e investito soldi per la sua fabbricazione ed è già in attesa di un primo lotto di 35.000 esemplari.

È vero che, in un paese in cui le nuove tecnologie dell’informatica e della comunicazione (NTIC) non sono ancora molto diffuse, gran parte della popolazione troverà difficile usare questo strumento di alta tecnologia, com’è la macchina per votare. Ma questo problema potrebbe essere risolto, almeno in parte, se i partiti e la società civile accettassero di collaborare con la commissione elettorale nella formazione elettorale dei cittadini.

Per limitare ed evitare il rischio dei brogli elettorali connessi all’utilizzazione della macchina per votare, i partiti politici, soprattutto quelli dell’opposizione, dovrebbero assicurare la presenza dei loro osservatori (testimoni) in tutti i seggi elettorali il giorno delle elezioni, affinché possano verificare che i risultati forniti dalla macchina per votare corrispondano a quelli ottenuti con il conteggio manuale delle schede elettorali cartacee introdotte dagli elettori nella macchina al momento del voto e, successivamente, depositate nelle urna elettorale.

Solo l’impegno di tutti per risolvere i problemi rimasti ancora aperti può contribuire ad evitare il rischio dei brogli elettorali e rendere le prossime elezioni più trasparenti e credibili. 

 

 

Allarme Onu. Libia

 Allarme Onu. Libia, a rischio migliaia di migranti. Le Ong in fuga


Nello Scavo  AVVENIRE , martedì 4 settembre 2018

IMPOSSIBILE RAGGIUNGERE I CENTRI DI DETENZIONE. SI TEMONO NUOVE VITTIME NEL MEDITERRANEO

Migranti intercettati al largo delle coste libiche, a est di Tripoli, in un'immagine fornita dalla Guardia Costiera libica nel giugno scorso