In primo piano

 

13 giugno 2022 - Don Ettore Cannavera

 

«Con Gesù si naviga nel mare della vita senza paura, senza cedere alla delusione quando non si pesca nulla e senza arrendersi al “non c’è più niente da fare”. Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della società, c’è qualcosa di bello e di coraggioso che si può fare, sempre. Sempre possiamo ricominciare, sempre il Signore ci invita a rimetterci in gioco perché Lui apre nuove possibilità. E allora accogliamo l’invito: scacciamo il pessimismo e la sfiducia e prendiamo il largo con Gesù! Anche la nostra piccola barca vuota assisterà a una pesca miracolosa».

 papa Francesco, Angelus del 6.2.2022

 

In quale dio si crede?

Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.

Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.

Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).

Ma poi diventa cieco.

L'uomo sbagliato

Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?

L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.

David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì

 


L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario per il nuovo anno 2022. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.

XX DOMENICA  ANNO C  con preghiera dei piccoli

Luca 12, 49 - 53

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

Dominare il fuoco e impedire che la fiamma diventi un incendio è – da sempre – una delle grandi sfide dell’uomo. In passato era più difficile. Oggi si sono fatti notevoli passi avanti in termini di sicurezza. Ma non ancora sufficienti per evitare le devastazioni generate dai tanti, troppi incendi che continuano a rimpicciolire i nostri boschi e le nostre foreste. Un ricordo particolare vada, in questa eucaristia, a Elena Lo Duca, la donna della Protezione Civile di 56 anni morta il 21 luglio scorso a Prepotto (Udine) mentre tentava di arginare un incendio. E proprio in questa arida, secca e infuocata estate 2022 (che passerà alla storia per il suo triste primato di temperature sopra la media e per l’anomala siccità) la chiesa ci consegna – per la nostra preghiera – il passo del Vangelo di Luca in cui Gesù dichiara che “Sono venuto a gettare i fuoco sulla terra, e quanto vorrei fosse già acceso!”.

Si tratta di un accostamento delicatissimo. Non solo perché se il fuoco scappa di mano diventa rogo che distrugge, ma anche perché da sempre il fuoco è stato associato al castigo ed è stato presentato come il contesto ideale per qualsiasi punizione esemplare.

Gesù usa questo simbolo – il fuoco – ma ne rovescia il significato. E non lo accosta a castighi, punizioni o distruzioni varie, ma lo presenta come il segno e il simbolo per eccellenza del Suo amore capace di “fermare” – per la nostra vita e per l’umanità tutta – tanto l’odio quanto la violenza.

Una vera rivoluzione copernicana, dicono gli esperti. Il “fuoco” di cui parla Gesù è l’immagine forte che descrive il Suo amore per noi. Gesù non “distrugge” e non avvolge nel fuoco eterno chi sbaglia o chi commette peccati (mai!), ma decide di amare ciascuno di noi fino alla fine, al di là di ogni merito e oltre qualsiasi colpa.

Così facendo Gesù rompe l’immagine del “dio” che castiga, che punisce e che premia i buoni e condanna i cattivi alla pena del fuoco eterno per presentarci un Dio Padre che ama e che perdona sempre e che non condanna e non punisce, mai. E a chi resta spiazzato da un Dio che sembra indifferente rispetto ai comportamenti umani, Gesù fa capire che chi si abbandona all’egoismo, alla violenza, all’odio e al rancore incontra da solo la sua punizione! L’inferno, per capirci, non appartiene a Dio e non riguarda l’al di là, ma lo costruiamo noi, su questa terra, ogni qual volta lasciamo vincere le logiche dell’odio, del rancore e della vendetta (e le tante guerre che sporcano di sangue il nostro pianeta, compreso il martirio della popolazione ucraina, confermano che l’inferno non è opera di Dio, ma nostra, dell’uomo).

Il “fuoco” di cui parla Gesù è anche – però – l’immagine e il simbolo del Suo Spirito che si posa su di noi al momento del battesimo per prendersi cura della nostra vita. È vero: non sappiamo più cogliere questa presenza all’interno del nostro cuore. Ma se permettiamo alla Parola di Gesù di illuminare mente e cuore, subito lo Spirito di Gesù ci aiuta a prendere coscienza che siamo, da una parte, amati da Dio con il “fuoco” che cura e che perdona e, dall’altra parte, che siamo anche messi in condizione di amare chi vive con noi senza cedere alla tentazione degli steccati, del rancore e dell’odio permanente. Lo Spirito di Gesù è perciò “fuoco” che brucia in noi i dissapori e i risentimenti per restituirci la possibilità di sempre nuove relazioni. E su questo punto Gesù è chiarissimo: il “fuoco” del Suo Spirito inaugura il nuovo modo di vivere che prende le distanze dalle logiche “vecchie” di chi si fida solo della violenza. Lo Spirito di Gesù ci divide e ci allontana da chi si affida alla guerra, alla violenza, alla punizione esemplare e rifiuta il perdono. Ma si noti la finezza: le divisioni di cui parla Gesù sono tra “vecchio” (padre) e “nuovo” (figlio), tra “passato” (le tradizioni di ieri) e “presente” (la logica del Vangelo). A livello orizzontale e tra “fratelli” non ci sono divisioni. In comunità ci possono essere fatiche, litigi o anche conflitti, ma tutti – grazie al fuoco dello Spirito di Gesù – superabili per riportare le relazioni nel solco della comunione.

Ben venga, nel mese di agosto, il sole che abbronza e che a volte brucia la nostra pelle, non rinunciamo però al “fuoco” dello Spirito Santo che – con l’aiuto del Vangelo – ci entra nel cuore per cambiare il nostro modo di essere, di pensare e di vivere.

Buona Festa dell’Assunzione di Maria in Cielo e buon Ferragosto a tutti.

 

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

appena ho letto il Tuo van­gelo ho pensato a Martina. I suoi genitori si sono separa­ti. Lei ci sta tanto male e dà la colpa a Te della situazione.

Sono convinto che Tu non fai separare gli sposi.

Anche perché Tu ci doni la Pace e ci inviti a scambiarci segni di pace.

Gesù mi aiuti a capire che cosa vuol dire che Tu sei venuto “a portare la divisione sulla terra”?

Se vuol dire che chi diventa Tuo amico deve essere pronto a stare dalla Tua parte anche quando qualcuno lo invita a pensare solo a se stesso e a non occuparsi delle sofferenze degli altri, allora mi piace.

Gesù non mi piace litigare e non voglio mettermi contro nessuno. Aiutami però a stare con Te, sempre.

Anche quando diventa difficile seguirti. Anche a costo di perdere qualche amico.

Grazie, Gesù.

 

 

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

 

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Sono molto contento di rivolgermi a voi che state partecipando alla Conferenza europea dei giovani. Vorrei dirvi qualcosa che mi sta molto a cuore. Anzitutto vorrei invitarvi a trasformare il “vecchio continente” in un “nuovo continente”, e questo è possibile solo con voi. So che la vostra generazione ha alcune buone carte da giocare: siete giovani attenti, meno ideologizzati, abituati a studiare in altri Paesi europei, aperti a esperienze di volontariato, sensibili ai temi dell’ambiente. Per questo sento che c’è speranza...

Roma, San Giovanni in Laterano, 6 luglio 2022

FRANCESCO

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