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INCONTRO IN VIDEOCONFERENZA CON IL PROF SAVINO CALABRESE

LUNEDI' 23 MAGGIO - ORE 21.00

Clicca sull'immagine sottostante per partecipare.

Ecco il link per seguire l'evento su YOUTUBE nel caso la riunione su Zoom fosse "completa":



https://www.youtube.com/channel/UC3eu1KU8YhbUzmir4AjJDbg

 

La santità non è fatta di pochi gesti eroici, ma di tanto amore quotidiano. Sei una consacrata o un consacrato? – ce ne sono tanti, oggi, qui – Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato o sposata? Sii santo e santa amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore, una donna lavoratrice? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli, e lottando per la giustizia dei tuoi compagni, perché non rimangano senza lavoro, perché abbiano sempre lo stipendio giusto. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Dimmi, hai autorità? – e qui c’è tanta gente che ha autorità – Vi domando: hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali» (Cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 14). Questa è la strada della santità, così semplice! Sempre guardare Gesù negli altri.

                                    Papa Francesco, dall'omelia di domenica 15 maggio 2022

9 maggio 2022 DANTE E LA SALVEZZA DEI NON CRISTIANI con GIULIO PAVIGNANO

 

9 aprile 2022 - Don Luigi Ciotti

6 aprile - DON PAOLO SCQUIZZATO

 

4 aprile - Enzo Bianchi

 

«Con Gesù si naviga nel mare della vita senza paura, senza cedere alla delusione quando non si pesca nulla e senza arrendersi al “non c’è più niente da fare”. Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della società, c’è qualcosa di bello e di coraggioso che si può fare, sempre. Sempre possiamo ricominciare, sempre il Signore ci invita a rimetterci in gioco perché Lui apre nuove possibilità. E allora accogliamo l’invito: scacciamo il pessimismo e la sfiducia e prendiamo il largo con Gesù! Anche la nostra piccola barca vuota assisterà a una pesca miracolosa».

 papa Francesco, Angelus del 6.2.2022

 

In quale dio si crede?

Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.

Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.

Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).

Ma poi diventa cieco.

L'uomo sbagliato

Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?

L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.

David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì

 


L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario per il nuovo anno 2022. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.


"Il valore di una persona non dipende più dal ruolo che ricopre, dal successo che ha, dal lavoro che svolge, dai soldi in banca; no, no, non dipende da quello; la grandezza e la riuscita, agli occhi di Dio, hanno un metro diverso: si misurano sul servizio. Non su quello che si ha, ma su quello che si dà. Vuoi primeggiare? Servi. Questa è la strada".

               papa Francesco, Angelus del 19.9.2021


VI DOMENICA DI PASQUA ANNO C con preghiera dei piccoli

Giovanni 14, 23-29

«23 [In quel tempo Gesù disse] «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. 25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

 

Sul fatto che ciascuno di noi abbia bisogno come il pane della “pace” non ci sono dubbi. La discussione inizia quando ci domandiamo “come” e “con quali strategie” cerchiamo di procurarci la pace.

Alcuni sono convinti che solo le armi, l’ordine militare e la repressione siano in grado di garantire la pace. L’esperienza ci dimostra che eserciti e armi sempre più potenti non costruiscono pace, ma alimentano guerre all’infinito.

Altri preferiscono puntare sul libero mercato perché sono profondamente convinti che ricchezza, soldi e benessere siano in grado – da soli – di garantire la mia e nostra “pace”. La storia ci insegna però che senza giustizia, senza libertà e senza solidarietà non ci sarà mai pace, ma solo scontro tra egoismi che difendono privilegi.

Altri ancora – nel piccolo come nel grande – si illudono di dare radici e forza alla pace appoggiandosi sulla bugia e sulla menzogna, per cui basta non dire, negare, nascondere o mentire per garantire alla coppia, in famiglia, sul lavoro o alla propria comunità un buon livello di armonia e di pace. Senza verità, però, non ci sarà mai pace, ma solo ipocrisia e falsità che ammalano, aggrediscono e corrodono qualsiasi convivenza.

C’è infine chi è persuaso che la pace sia un qualcosa che riguarda solo lui, la sua famiglia e il suo giardino. Ma è proprio perché sono in troppi che si chiudono nel “mio” che scoppiano le guerre. Siamo salvati dal “nostro”, non dal “mio”.

Esperto conoscitore del cuore umano, Gesù Maestro ci invita ad andare oltre le nostre concezioni di “pace” (con la “p” minuscola) per accogliere, in dono, la “sua” Pace (con la “P” maiuscola). L’evangelista non poteva essere più esplicito: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.”. La Pace che Gesù ci consegna è più ampia e più vera rispetto alla pace che ci costruiamo noi con i mattoni delle armi, dei soldi, delle bugie e dell’egoismo. La Pace che Gesù ci dona è la presenza stessa del Suo Spirito che dal di dentro ci muove per renderci capaci di perdonare, di abbracciare anche (soprattutto) i limiti dell’altro e che ci spinge a contrastare il male ricevuto con il bene. La Pace che Gesù ci consegna ci spinge ad uscire dal “mio” giardino per ricordarci che ciò che ci rende beati è impegnarsi per costruire quel “giardino” in cui c’è posto per tutti e per ciascuno e dove tutti possono stare, abitare e riposare in libertà e giustizia.

Ancora una riflessione. Impossibile, in questi giorni, non associare la parola Pace all’aggressione dell’Ucraina da parte di Putin. Non so se sui libri di storia verrà ricordata come “guerra” o, più giustamente, come “invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, so però che armi, carri armati, bombardamenti, trincee, prigionieri e morti (tanti, tantissimi, troppi da tutte le parti) non devono farci dimenticare che dobbiamo diventare operatori di Pace non solo per contrastare l’avanzare dei conflitti armati e delle guerre (che sono, in questo momento, circa 150!), ma anche nei nostri contesti familiari, lavorativi, sociali e nelle nostre comunità di vita. Mutismi, rancori, dispetti o parole dette alle spalle dell’interessato, non facilitano l’avanzare della Pace. Ostinarsi ad aspettare che a fare il primo passo sia sempre l’altro, non distende gli animi. Tenere chiuso il Vangelo e ridurre il tempo del pregare per paura che prima o poi lo Spirito spinga il mio cuore a perdonare, a fare il primo passo e a cercare chi non vorrei più vedere, è solo un modo per “resistere” all’avanzare della gioia nel mio cuore. La Pace che Gesù ci consegna fuga ogni nostra paura di cambiare e di perdonare. Ci apre alla vita libera e beata. E ci rende capaci di cambiare sguardo persino nei confronti della “sorella morte”, come la chiamava san Francesco.

Il discepolo di Gesù ama la vita in ogni sua condizione e manifestazione. Sa però che vivere per gli altri è la sola vita che non avrà più fine. Sa che l’amore ci immette in quella vita eterna che la morte fisica non spegne. Con “sorella morte” si interrompono le forze vitali del corpo (cuore, respiro e vita cerebrale), ma l’amore continua a vivere e ad abitare in quella Pace che lo Spirito di Gesù ha preparato per noi.

Da ripetere ogni giorno: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, fino a quando questa preghiera non si impasta con il nostro respiro e con il nostro vivere e convivere.

Buona domenica.

 

Preghiera dei piccoli

                     Caro Gesù,

                    quando ero piccolo pensavo che la Tu abitassi in Chiesa. Solo quest’anno ho capito che la Tua vera casa è in mezzo a noi.

E sai che cosa ho letto sul giornale di papà? Che in Italia sono più di 50.000 quelli che vivono sulla strada, senza casa. Il censimento italiano li chiama “popolazioni speciali”.

Quando piove, quando fa freddo o quando sono stanco penso sempre a chi non ha un tetto sulla testa.

Ti prego, Gesù, fa che nel mondo nessuno debba mai vivere senza casa.

Gesù, aiutaci ad ascoltare la Tua Parola e a metterla in pratica per fare del mondo una grande comunità dove tutti possono abitare la propria casa in pace con gli altri.

Grazie Gesù perché solo Tu hai la forza di trasformare qualsiasi “edificio” in una “casa” bella, calda e dove si sta bene.

Gesù donaci la Tua Pace.

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

 

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FORUM 715 (5 MAGGIO 2022)

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I - LETTERA AL PAPA CON PROPOSTA

Lettera al Papa promossa da  Chiesa di tutti Chiesa dei poveri,

dai Comitati Dossetti per la Costituzione e da Costituente Terra,  sottoscritta da oltre 300 persone e aperta alle firme

“MANDI UN’AMBASCERIA, PER ESEMPIO LA MERKEL”

 

 

 

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