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“IL PRIMATO DEL VANGELO”

 

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Una proposta per tutta la Diocesi.

 

DOMENICA 10  OTTOBRE 2021
FESTA della MADONNA DEL ROSARIO, NON ALLE CAPPELLETTE, MA NELLA CHIESA DI SAN MARTINO

Anche quest’anno, per ovvi motivi legati alla pandemia, non possiamo ritrovarci nella chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario dando il dovuto risalto con il tradizionale mercatino dopo la celebrazione del sabato alle ore 18,30 e quella domenicale alle ore 10,30.

Faremo memoria durante la messa delle ore 9.00 nella chiesa parrocchiale di San Martino, come ogni domenica o giorni festivi.

Ci daremo però appuntamento in occasione della Festa del santo Patrono, se non peggioreranno le situazioni legate al Covid, a partire dal giovedì 11 novembre, memoria liturgica di San Martino di Tour,  con  la messa del giovedì sera alle ore 20 per tutti i defunti della Comunità. Venerdì 12 nel pomeriggio in oratorio con la proiezione di un film, come fatto negli anni passati. Sabato 13 novembre alle ore 18,30 messa prefestiva e domenica 14 alle ore 10,30 messa con Anniversari di Matrimonio, mercatino e, se sarà possibile, pranzo conviviale.

Attendiamo fiduciosi un possibile programma, magari anche per  il sabato sera…

Per la Festa di tutti i santi e la commemorazione dei defunti troverete nelle bacheche delle chiese e nei cancelli del cimitero gli orari delle celebrazioni.

E’ bene sempre ricordare che la Chiesa cattolica celebra la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre di ogni anno. Come per altre tradizioni, anche in questo caso la Madonna è stata invocata per vincere una battaglia (la famosa battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571).  Ci si domanda se sia mai possibile che Maria di Nazareth (riconosciuta in seguito Madonna coi diversi titoli e nei diversi luoghi) si schieri a favore di una flotta contro un’altra? E che venga invocata e riconosciuta come Madonna della Vittoria di un esercito contro un altro esercito?   Non stupisce, anche se è alquanto discutibile, che San Giovanni XXIII, che scrisse l’enciclica “Pacem in terris”, sia stato proclamato patrono dell’esercito.

Auguro a tutte/i un buon proseguimento nei vostri impegni familiari e di lavoro. 

Giovedì 7 ottobre 2021, memoria della  Madonna del Rosario.  don Mario Marchiori, parroco  

 


5 ottobre 2021 - Riccardo Larini


28 settembre 2021 - Padre Filippo Ivardi

 

L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario per il mese di settembre e ottobre. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.


Che sia per tutti un autunno ricco di colori e di testimoni capaci di coinvolgerci nel lento ma entusiasmante cammino di una sinodalità a tutto campo, per una Chiesa sempre più credibile e profetica.


"Il valore di una persona non dipende più dal ruolo che ricopre, dal successo che ha, dal lavoro che svolge, dai soldi in banca; no, no, non dipende da quello; la grandezza e la riuscita, agli occhi di Dio, hanno un metro diverso: si misurano sul servizio. Non su quello che si ha, ma su quello che si dà. Vuoi primeggiare? Servi. Questa è la strada".

               papa Francesco, Angelus del 19.9.202


XXVII DOMENICA  ANNO B   con preghiera dei piccoli    

 Marco 10, 2-16

«Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. 4Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. 5Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. 13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”. 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro».

 

Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie.”. Per gli innamorati alle prese con un progetto di vita si tratta di un insegnamento di Gesù tra i più amati. Quando però la vita a due si incrina, quella stessa espressione viene rimossa e ridimensionata. Ma questa prima riflessione serve per dirci che il Vangelo non è una raccolta di frasi ad effetto da usare per celebrare momenti diversi della propria vita. Il Vangelo di Gesù è Parola che nutre, promessa che salva, Pane che sazia ed è soprattutto la certezza che il Signore Gesù è vivo e presente nella nostra vita. Perché solo “questo” Gesù ci rende capaci di amare come Lui ha amato noi. Il progetto di Dio, ci dice questa pagina di Vangelo, definisce il matrimonio come un Suo dono per aiutare la donna e l’uomo ad uscire dalla solitudine dell’io. Il dramma dell’amore è però questo: se Gesù non ci insegna ad amare (e l’una o l’altro ripiegano sul “prendere” anziché sul “donare”) la coppia entra in quella “solitudine a due” che a volte è persino peggiore dell’essere senza partner.

Conosciamo tutti la fatica che genera una coppia “scoppiata”: distanze, silenzi, musi, omissioni, ripicche, infedeltà…; quanto dolore e quanta sofferenza si deposita su chi, quasi senza accorgersene, si è ritrovato a vivere come estranei nella stessa casa.

Ma è su quel “quasi senza accorgersene” che dobbiamo fermare l’attenzione. La distanza in casa – nella coppia – non nasce all’improvviso. Ci si dà per scontati; si perde la capacità di lodare e di ringraziare Dio per la bellezza della vita insieme; si corre per tutto, ma si perde la capacità di stare con l’altro senza correre (non ci si regale più del tempo libero e vuoto da tanti impegni) e non ci si porta più – insieme – all’ascolta della sola Parola che tiene in piedi.

So che nel tempo della tecnica e dei computer è quasi proibito dirlo, ma se la coppia non prega qualche volta insieme e non mette al “suo” centro quel Signore Gesù che insegna la vera forma di amore, prima o poi al “centro” della coppia ci sarà dell’altro: lavoro, carriere, denaro, mutui, seconda casa, ambizioni per i figli, etc. Nessuna di queste realtà, però, ha la forza di tenere in piedi l’amore di coppia. Imparare a fare qualche preghiera insieme è difficile (ed è per questo che è stata inventata la preghiera comunitaria), ma lontani da questi orizzonti è abbastanza facile perdersi, come coppia.

Lo stesso dicasi per quella necessaria attenzione ai poveri nel segno della giustizia e dell’amore (ben diversa dalla pietosa assistenza). Il Vangelo di Luca lo dice bene: Lazzaro (che vuol dire “Dio aiuta”) è l’“aiuto” che Dio dona a chi è chiuso nel suo egoismo per aprirlo alla grammatica dell’amore. Chi vicino al “noi” della coppia sta male, non è un “inciampo” alla loro intimità, ma l’aiuto che Dio offre loro perché non si allontanino e perché, uscendo da sé stessi, realmente si ritrovino. Forse ha davvero ragione Manzoni quando, nei suoi Promessi Sposi, permette a Renzo e a Lucia di ritrovarsi dopo le infinite peripezie che tutti conosciamo. Il messaggio che Fra Cristoforo consegna ai due innamorati è un vero e proprio progetto di vita a due: “Amatevi come compagni di viaggio, con questo pensiero di dovervi un giorno lasciare, e con la speranza di ritrovarvi per sempre. Ringraziate il cielo che vi ha condotto al matrimonio non per mezzo di allegrie turbolente e passeggere, ma cò travagli e tra le miserie umane, per disporvi a una gioia raccolta e tranquilla.” (Promessi Sposi cap. 36). Educato dalla Parola di Dio Manzoni sa molto bene che non ci sposa per stare bene “da soli” (con il rischio di entrare in quella brutta “solitudine a due”), ma per imparare ad attraversare insieme (e con il Signore Gesù) il viaggio della vita con tutte le gioie e le fatiche che questo procedere “a due” comporta.

In Principio non era così, si dice tante volte. Ma quel Principio non si riferisce solo alla fase iniziale della vita di coppia (quando, come molti ripetono, “ci siamo messi insieme carichi di entusiasmo”). Il Principio di cui parla Gesù è la Sua Parola e la Sua Presenza (anche nei poveri che ci sono vicini): i due pilastri che sorreggono la coppia e che la fanno funzionare e andare avanti.

Buona domenica.

 

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

               anche domenica scorsa hai detto ai tuoi discepoli “non glielo impedite”.

Oggi lo dici a chi vorrebbe allontanare i bambini da Te.

Ero tentato, appena finita la lettura del Vangelo, di gridare “Bravo Gesù!”. Poi, considerato che ero in chiesa, mi sono frenato.

Non si può passare la vita a proibire.

“Proibito giocare nel cortile del condominio” c’è scritto nel mio palazzo! Anche a scuola: “proibito uscire da soli”. “Proibito correre in corridoio”. Proibito questo, proibito quello. Così facendo, però, nessuno ci insegna che cosa dobbiamo fare per imparare ad amare.

Grazie Gesù perché Ti fidi di me e perché anziché fare il controllore hai scelto di stare “con noi” anche se bambini.

 

P.S. “Proibito abbandonare i migranti sulle barche a rischio di morire in mare”: forse è questo l’unico “proibito” giusto che oggi, 3 ottobre - Giornata nazionale in memoria delle Vittime dell'immigrazione, dobbiamo dire

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

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