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UNA RIFLESSIONE  PER L’ESTATE IN CORSO E PER LA Va CENTENARIA INCORONAZIONE

 Domenica 19 settembre celebreremo una messa in memoria delle vittime del Covid e per ringraziare di essere stati in qualche modo risparmiati da prove ben  più devastanti.

 Carissimi parrocchiani, amici e simpatizzanti  tutti, 

buona lettura e ben ritrovati dopo i lunghi mesi in cui ci siamo persi di vista, complice la pandemia che ha seminato paura, sofferenza e morte. Sarebbe poco  saggio e poco rispettoso rimuovere dalla nostra memoria il guado non ancora del tutto attraversato sia pure con intensità e ricadute non per tutti identiche. Riteniamoci  piuttosto privilegiati per essere stati risparmiati numericamente rispetto ad altre comunità. Quei familiari, però, che non hanno potuto star vicino ai loro cari degenti nelle case di riposo o in ospedale, e magari dare loro sepoltura senza poterli vedere e abbracciare, non dimenticheranno i giorni, i mesi, le ore in cui la goccia della speranza scavava lentamente i loro cuori in attesa di ricevere una telefonata o una videochiamata dal personale medico infermieristico, che per lo più li tranquillizzava, salvo poi ricevere la sconvolgente notizia che il paziente non ce l’ha fatta. Impossibile immedesimarsi nei loro sentimenti e nella loro rabbia e sensi di colpa per non aver fatto abbastanza. Non ci sono parole che possano lenire così grande dolore. Neppure il tempo cancellerà i segni di una logorante attesa e gli interrogativi e i tanti dubbi anche in coloro che se ne sono andati in solitudine. La nostra partecipazione sia vera e silenziosa.

Mi viene naturale raggiungervi con questo scritto sperando di riprendere quanto prima la visita alle famiglie, cosa che avevo iniziato e poi sospeso forzatamente.

Ho cercato di mantenere il contatto telefonicamente con le persone più anziane e in difficoltà, o informandomi. Mi scuso con quanti involontariamente ho dimenticato, non essendo venuto a conoscenza di malattie o problematiche particolari. Sempre abbiamo pregato e ricordato gli ammalati, gli anziani e le persone più sole. E, per quanto e come possibile, fatto sentire la nostra vicinanza alle famiglie più provate.

Molti di noi hanno anche ricevuto la doppia somministrazione del vaccino. Sarà bene tuttavia continuare ad aver rispetto per sé e per gli altri,  non potendo prevedere i tempi  in cui ritorneremo alla “normalità” e sarà sconfitto il virus e le sue varianti.

Dal momento che non tutti leggono i giornali locali, riporto quanto è stato deciso e reso noto dai diversi comitati organizzativi della V Centenaria incoronazione della Madonna di Oropa, rinviata di un anno per il Covid -19 e che avrà luogo domenica 29 agosto prossimo. Un evento che in passato aveva dello straordinario, non solo  sul piano spirituale, e che oggi, proprio per le modalità e per  il venir meno della fede e della pratica religiosa anche da parte dei cosiddetti “cristiani”,  avrebbe richiesto un serio ripensamento e un vero ascolto non solo dei fedelissimi. Avevo già espresso il mio pensiero (e con me tanti altri) in merito al rinvio di un anno, suggerendo di mantenere la data tradizionale (30 agosto 2020) e di prendere esempio da Papa Francesco che,  in piazza San Pietro apparentemente vuota, nell’insolito triduo pasquale del 2019, ha raggiunto gli estremi confini della terra con la partecipazione di milioni di credenti  e non credenti.  Mai così affollata piazza San Pietro. Mai così seguite le solitarie celebrazioni attraverso la televisione. Tali considerazioni meritavano più attenzione.

Ecco il programma e le indicazioni per la partecipazione in presenza o per seguire l’evento su TV2000:

- L’incoronazione sarà una festa che non termina il 29 agosto ma che continua per tutto il mese di settembre 2021.

- il 29 agosto parteciperà ad Oropa un numero limitato di persone (i più potranno collegarsi su Tv2000 per la diretta dell’Angelus di papa Francesco. A seguire l’Incoronazione da parte dell’87enne delegato pontificio il Card. Giovanni Battista Re. Un Re che incorona il Bambino e la Regina del monte di Oropa! Chissà come sarà raccontata questa incoronazione quando ci saranno i preparativi per la VI centenaria? 

- secondo le attuali disposizioni 1000 persone sono ammesse nel piazzale della Basilica superiore e 500 all’interno della Basilica.

- qualora dovesse mutare la situazione pandemica, in meglio o in peggio, saranno rivisti i numeri delle presenze. Auguriamoci che la diffusione del Covid si fermi almeno ai dati odierni.

- ogni Comunità parrocchiale sarà rappresentata da un numero proporzionale agli abitanti (San Defendente: 5 persone – San Martino: 5 persone). Chi intende proporsi faccia pervenire il nome e cognome numero di telefono al parroco quanto prima (3332139029). Se il numero sarà superiore a 5 richieste tireremo a sorte. 

- Nelle parrocchie di San Martino e di San Defendente manteniamo l’orario festivo (ore 9.00 e ore 10,30).  Rientrando a casa, chi vede TV2000, dalle ore 12 seguirà  l’Angelus del papa e la diretta da Oropa della V Centenaria Incoronazione (un anno dopo).

- I parroci sono inviatati a restare a casa con i propri fedeli per celebrare l’Eucarestia, possibilmente alla stessa ora in cui viene celebrata  ad Oropa (ore 10). Dove verranno installati i grandi schermi (per esempio al mercato coperto di Cossato) possono confluire i fedeli per la messa  comunitaria (ore 11) per poi seguire insieme la diretta su TV2000.

 - Con queste disposizioni gli organizzatori chiedono a coloro che seguono a distanza di sentirsi in comunione e fare comunione ecclesiale. Ad oggi sono stati individuati circa 30 “sagrati” nelle diverse zone pastorali della Diocesi ove saranno installati maxi-schermi per coloro che desiderano partecipare comunitariamente alle celebrazioni. Sarà bene informarsi dove ci sarà la possibilità di recarsi nei “sagrati” più vicini.

- Le parrocchie della zona pastorale del Cossatese si recheranno in pellegrinaggio al santuario di Oropa, come da tradizione, nella seconda domenica del mese di settembre (12). Avremo modo di  rinnovare la nostra fede e la vera devozione alla Madonna nera.

 Nel vangelo di Giovanni 2,5 ( nozze di Cana) la madre di Gesù dice: “Fate quello che vi dirà”. Come attribuire a Lei richieste o desideri che poco o nulla hanno a che fare con il messaggio di Gesù? Con tutto il rispetto e la gratitudine per il frenetico lavoro di questi anni con profusione di tante energie, ci auguriamo che, quanto prima, venga rimesso al centro del nostro cammino di fede il Vangelo e le persone verso le quali  Gesù vorrebbe, ancora oggi, vederci compassionevoli e chinati su di loro, certi dell’approvazione gioiosa di sua madre.

Il nostro pensiero vada dunque a chi sta arrancando per il lavoro,  alle famiglie in crisi per  cause diverse, ai ragazzi e ai giovani demotivati e scandalizzati da noi adulti, a chi  attende da mesi una visita, un controllo o un intervento chirurgico, agli stranieri e ai tanti poveri presenti anche nel nostro territorio, troppo poco considerati, alla compromessa realtà scolastica, alla sanità pubblica con grosse carenze di personale e attese irragionevoli, alle attività commerciali penalizzate per la pandemia, comprese quelle attorno al Santuario, che  potrebbero in  relazione a tale evento (che moltissimi peraltro ritengono troppo “sproporzionato”rispetto alla sobrietà che si richiederebbe) avere ricadute ancor più negative. Nuovi gravi problemi non risparmiano i nostri paesi.         

Una domanda come Chiesa è d’obbligo: Sarà questo evento, e le modalità  di celebrarlo, un segno davvero  profetico ed evangelico per la nostra gente? Quali i segni di spiritualità prima e dopo?

Augurandoci una estate senza nuovi inconvenienti vi saluto tutte/i in fiduciosa attesa.      

Regina del Monte di Oropa, prega per noi! 

don Mario, vostro parroco

 

 

 

1 luglio 2021 - ENZO BIANCHI

 

7 giugno 2021 - Lidia Maggi e Angelo Reginato

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SUL LIBRO DEI SALMI

 

XVII DOMENICA ANNO B  con preghiera dei fanciulli  

Giovanni 6, 1-15

1Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2 e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. 3Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. 5Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse aFilippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». 6Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 7Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 8Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». 10Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 12E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». 13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. 14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». 15Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

La tesi di Gesù è chiara: con la sola logica del “comprare” non si può sfamare “la grande folla” che lo segue. E per evitare che i suoi discepoli (e noi, lettori del Vangelo) non capiscano l’insegnamento di Gesù, san Giovanni si prende la briga di spiegare il perché Gesù si sia espresso in quel modo con Filippo: “Diceva così per metterlo alla prova”.

Filippo sembra non capire: “Duecento denari non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Come dire che ci vorrebbe moltissimo denaro che non possiamo in nessun modo procurarci. Dunque – seguendo la logica pessimista di Filippo, economista superficiale – non si potrà sfamare quella gente. Andrea, fratello di Simon Pietro, apre una crepa di speranza nella rigidità mentale di chi si affida solo al denaro: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci – anche se subito dopo aggiunge – ma che cos’è questo per tanta gente?”. Per Gesù è sufficiente. Prende spunto dal gesto di quel ragazzino che, forse, con fare ingenuo, si è reso disponibile a condividere il suo pranzo al sacco e inizia la “Sua” lezione. “Fateli sedere”, chiede. Perché il Maestro vuole che il Suo insegnamento venga assimilato, interiorizzato, capito e messo a fondamento di un nuovo modo di vivere. Prende il poco offerto dal ragazzino e compie su quella piccola offerta lo stesso gesto dell’ultima cena (“dopo aver reso grazie li diede a quelli che erano seduti”) e così facendo si avvia il miracolo che siamo soliti chiamare della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma che – più correttamente – dovremmo cominciare a definire come “il miracolo della condivisione”. Perché è questa la buona notizia che Gesù ci dona in questa calda domenica di luglio: per contrastare ingiustizie e povertà non basta il denaro e la sola logica del comprare non è sufficiente. La vera soluzione alla miseria di chi sta male (nel corpo, nello stomaco e nel cuore) è data dal coraggio che ciascuno di noi deve avere nel condividere il suo poco con chi ha meno. Solo così il mondo diventa un giardino e avanzano ancora “dodici canestri” (il numero “dodici” indica totalità e serve per dire che con ciò che avanza dal condividere si sfama il mondo intero).

Il 12 luglio scorso, è stato presentato “Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo” redatto in modo congiunto da ONU, FAO, UNICEF e alcune altre sigle di organismi internazionali per comunicare al mondo intero che “c’è stato un drammatico peggioramento della situazione della fame nel mondo nel 2020, e ciò è da ricollegarsi, in larga misura, alle ricadute della pandemia di COVID-19”. Per quanto non sia ancora stata effettuata una mappatura completa e precisa dell'impatto della pandemia sulla fame nel mondo, si calcola che un decimo della popolazione mondiale (fino a 811 milioni di persone) è sotto gli effetti della fame mentre 2 miliardi e 300 milioni di persone (circa il 30% della popolazione mondiale) è in pessime condizioni alimentari: malnutrita e con grosse difficoltà a fare tre pasti al giorno.

Ben tre miliardi di adulti e bambini – dunque – lontani da una sana alimentazione.

Letto con questa finestra sul mondo il nostro Vangelo diventa non solo bello, consolante e commovente, ma anche profetico e in grado di smuoverci perché l’indifferenza non attanagli il nostro cuore di adulti, di educatori e di conseguenza quello dei giovani.

Quel ragazzino che condivide il suo poco con la comunità, deve diventare la cifra che spinge i nostri giovani – e noi, loro educatori – a vivere immersi in quella generosità, attenzione agli altri e condivisione che rendono beata, bella, riuscita e carica di senso la vita.

A partire dal quotidiano e dal quartiere in cui si è immersi.

Buon riposo a tutti.

 

            

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

 ho letto sul giornale che nel mondo sono più di 800 milioni le persone che hanno sofferto la fame nel 2020 (una su dieci), 60 milioni in più rispetto a cinque anni fa. A questi si aggiungono 2 miliardi di persone che mangiano poco, male e senza mai togliersi del tutto la fame (un terzo della popolazione soffre di malnutrizione).

Hai ragione Tu, Gesù: non è giusto dividere il mondo tra chi ha i soldi per comprarsi il cibo e chi deve morire di fame perché senza denaro. Per questo hai messo alla prova Filippo: per aiutarci a capire che per risolvere il problema della fame nel mondo non bastano i soldi.

Gesù, voglio anch’io fare come quel ragazzino e imparare a condividere ciò che ho con chi non ha nulla.

Grazie Gesù perché mi fai venire voglia di vivere bene e di fare cose grandi.

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

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Il motu proprio Traditionis custodes

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da poco appassionato alle cose liturgiche non credo di essere l’unico tra di noi!)  mi sono letto il motu proprio uscito questa mattina sulla Messa tridentina e dintorni

Ho capito tutto leggendo il pezzo che Andrea Grillo ha subito scritto perr il suo blog. In sostanza Francesco vuole fermare una deriva liturgica di destra  che è andata avnti nel tempo di cui noi però non abbiamo una vera conoscenza. Penso che la posizione di Grillo su questo testo  possa essere anche la nostra, anche se noi, da posizioni opposte, chiediamo maggiore elasticità e libertà di forme liturgiche che nascano dal basso e che già si praticano qua e là senza dare troppo nell’occhio ad evitare interventi della curia o di qualche vescovo

Shalom Vittroio...

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NSC solidale con Samuele Ciambriello

"Noi Siamo Chiesa" solidale con Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania
 
Orrore e indignazione hanno suscitato le immagini delle violenze inflitte da 283 agenti di polizia penitenziaria ai detenuti del carcere di Santa Maria di Capua Vetere...

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