In primo piano

 

"In venti secoli, credendo di fargli onore, abbiamo ammucchiato troppe cose intorno a Cristo, nelle sue case, sui suoi altari, sui suoi passi, e perfino sulla sua parola".

don Primo Mazzolari

 

 

A RONCO DI COSSATO E A QUAREGNA CERRETO SAN MARTINO
RIPRENDONO CELEBRAZIONI CON SEGUENTI ORARI:

Celebrazione dell’Eucarestia domenicale:

 

  • Ore 9 chiesa di San Martino Quaregna Cerreto

 

  • Ore 10,30 chiesa di Ronco

 

  • Venerdì 19 giugno ore 20,30 a Ronco e Giovedì 25 giugno ore 20,30 a Quaregna chiesa parrocchiale San Martino: celebrazioni per tutti i defunti

 

  • a partire da sabato 27 giugno riprende anche la messa prefestiva delle 18,30 in chiesa parrocchiale, non potendo usare quella delle Cappellette

 

PER TUTTA L’ESTATE QUESTI ORARI RESTANO INVARIATI.

FATE GIRARE LA VOCE. ChE SIA PER TUTTI UN PERIODO CLEMENTE E POSITIVO.


TUTTA LA MIA VITA È UN GRANDE COLLOQUIO CON TE

"A volte quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che scorrono da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in Te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera.

Sono stanca, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene con un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare; è la cosa più importante che si può imparare in questa vita.

Io non combatto contro di te, mio Dio, tutta la mia vita è un grande colloquio con te. Forse non diventerò mai una grande artista come in fondo vorrei, ma mi sento già fin troppo al sicuro in te, mio Dio. A volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate, ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: Dio; e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire altre cose".

EttY Hillesum, deportata e morta ad Auschwitz, in una lettera inviata il 18 agosto 1943 dal campo di smistamento di Westerbork, così esprimeva la sua fede

(Riforma n. 29, 24 luglio 2020, pag.6)


BALLATA ALLA NOSTRA AMATA CULLA DELL'UMANITÀ

C'era una terra in questo mondo.
Una terra ricca di uomini e donne.
Di bimbi e di festa
di elefanti e di leopardi
di foreste e di laghi
di mari e deserti
di speranza e di fede.
Tanta fede.
Una terra piena di sole.
C'era una terra in questo mondo
Una terra di regni, di sovrani,
di legalità, di diritti, di donne.
e che donne:
a testa alta, fiere, nobili
affrontavano con determinazione
invasori, dittatori, spadroneggiatori.
Una terra dove Dio era ovunque
una terra di speranza e di fede.
Ma c'è una terra in questo mondo
Una terra gravida di sogni, di popoli,
di diamanti, di oro, di petrolio.
Una terra ricca di legname, di coltan, di acqua.
Una terra straricca di tutto.
Una terra che tutti vorrebbero possedere.
Sarà per questo che i suoi figli e le sue figlie legittimi
da sempre conoscono ogni sorta di sopruso.
C'è una terra in questo mondo
scavata, smembrata, ambita, derubata, violentata.
Impoverita, colonizzata, sottratta ai suoi figli e figlie.
Una terra sacra.
Ma che ogni giorno
viene profanata
e nonostante tutto rimane
culla dove l'umanità
ha iniziato a respirare
una terra di speranza.
C'è una terra in questo mondo
che strana terra, bella da morire
ma dalla quale i suoi figli e le sue figlie fuggono,
e ogni via di scampo è buona
via deserto, via mare, via gommoni,
via treni, via camion
via, via, via e ancora via
da una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
Abbandonata dai suoi figli e dalle sue figlie
Che vagano verso terre lontane
spesso ostili, sempre fredde, crudeli a volte.
C'è una terra in questo mondo
una terra ripudiata eppure
amata, sognata e mai dimenticata.
Una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
dai suoi stessi figli barattata, venduta in cambio di armi
usate per uccidere coloro
che scelgono di restarvi.
C'è una terra in questo mondo
scritta, raccontata, filmata, progettata,
organizzata, ipotecata...
da rapinatori di turno
che l'hanno comprata, sfruttata, umiliata, profanata
e nonostante tutto rimane una terra
di speranza e di fede.
Una terra piena di sole.
C'è una terra in questo mondo
madre e orfana...
C'è una terra
davanti alla quale noi donne e uomini
dovremmo sostare in muto rispetto
non solo perché terra
grondante di inaudite ingiustizie
non solo perché terra di promesse nuove
non solo perché terra satura di fede
ma perché
É la mia terra
É la tua terra
É la nostra terra
É l'Africa: terra madre dell'umanità.

                                               Mosaico di pace, maggio 2020


 

Nelle sezioni Archivio audio e video, online le registrazioni delle serate del 2019


 

“Se volete conoscere il regno di Dio, non lo dovete cercare lontano né andare in altri paesi. Esso è vicino a te, se vuoi; anzi non è soltanto presso di te, ma in te; poiché onestà, umiltà, verità, purezza e ogni virtù (questo è il vero regno di Dio) non si possono andare a prendere in altri paesi o di là dai mari, ma devono sorgere nel cuore”.
(Martin Lutero)

 

“Le Chiese sono state molto litigiose, si sono scomunicate, si sono negate, si sono fatte concorrenza scandalizzando il mondo, però poi è accaduto qualcosa: abbiamo ricevuto il dono dell’ecumenismo! “
(Lidia Maggi)

 

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L’unico modo per riallacciare i legami nella società è identificarci con coloro che soffrono», scriveva il fondatore del movimento Emmaus 65 anni fa. Ora i suoi testi, attualissimi, sono raccolti in un nuovo volume.

Nell’immaginario collettivo il nome dell’Abbé Pierre, nato Henri Grouès a Lione nel 1912, è il sinonimo di Emmaus, il movimento per i poveri e i rifugiati che fondò nel 1949 e che si sarebbe diffuso in cinquanta Paesi. L’impegno incessante del sacerdote francese a favore dei senzatettto, dei più poveri e di tutti gli esclusi della società è durato per oltre mezzo secolo, dalla fine della guerra fino alla morte, a 94 anni, il 22 gennaio 2007...

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