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12 maggio 2021 - Don Paolo Scquizzato

 

 

Antonio e Giulia Thellung: la storia di un amore infinito

Giulia e Antonio Thellung  raccontano di sé e del loro amore più forte della morte che non è riuscita a separarli. Nostri carissimi amici sempre con noi. 

 

 

ASCENSIONE DEL SIGNORE GESÙ  ANNO B con preghiera dei piccoli

 

[In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e] disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. (Mc 16, 15-20)

 

Nel libro dell’Esodo si racconta che quando Mosè chiede a Dio di dirgli con quale nome presentarlo al suo popolo, “Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: “Così dirai agli Israeliti: «Io-Sono mi ha mandato a voi»”. Questo è il nome del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Gesù riparte da questo dato, ma lo completa e lo “piega” verso di noi fino presentarci il nuovo nome di Dio: “Dio-con-noi”.

È questo il senso ed il significato profondo della solennità che oggi celebriamo: l’Ascensione in Cielo del Signore Gesù non significa che Gesù risorto si è nascosto tra le nuvole! Il Cielo di cui parlano gli evangelisti è la realtà stessa di Dio che ha superato spazio e tempo per essere e per restare sempre (definitivamente) con noi.

Dire Ascensione al Cielo del Signore Gesù, perciò, significa dire che il Dio di Gesù è sempre con noi. Ed ecco i segni che manifestano e rendono riconoscibile il Sue essere con noi, vicino a noi e accanto alla nostra vita.

Nel mio nome scacceranno i demoni. Con il Dio-con-noi accanto, siamo – finalmente – in grado di allontanare dalla nostra vita tutto ciò che avvelena la nostra esistenza e ci fa vivere male. I “demoni” dell’egoismo, della cattiveria, del rancore, dell’avarizia o dell’indifferenza sono spazzati via dalla nostra volontà resa forte e determinata dalla presenza del Signore Gesù in noi e con noi. Fino a liberare il nostro cuore per renderlo definitivamente capace di amare “come Lui ha amato noi”.

Parleranno lingue nuove. Questo è il grande sogno dell’umanità: imparare a parlare la lingua (nuova!) dell’amore, del perdono e della gentilezza, della delicatezza, dell’attenzione all’altro e della pace. Per qualcuno si tratta di una lingua che di fatto non esiste perché profondamente convinto che vincano solo e sempre arroganza, furbizia e violenza. In realtà non è così. Al punto che chi impara a parlare bene la lingua nuova dell’amore, vive anche bene: aperto agli altri e immerso in quella beatitudine che sempre cerchiamo e che trova solo chi si apre al servizio verso il fratello.

Prenderanno in mano serpenti. I serpenti non piacciono quasi a nessuno e fanno paura a tutti. Si tratta però di un’immagine (forte) per dirci che stare con Gesù ci insegna anche ad affrontare difficoltà e problemi senza scappare. Quante volte spostiamo a “dopo” la soluzione di un problema sapendo che quel “dopo” non verrà mai; quante volte

 

decidiamo di non affrontare una difficoltà perché impauriti e convinti di non farcela a superarla! “Prendere in mano i serpenti” vuole dire che non siamo soli e che possiamo “prendere in mano le nostre difficoltà per affrontarle con successo”.

Se berranno qualche veleno, non recherà loro danno: impossibile non avere critiche o non avere persone che si schierano contro di noi. Soprattutto se si decide di fare il bene, di difendere i poveri e di stare dalla parte della giustizia. Non possiamo però permettere che queste difficoltà ci pieghino o ci tolgano la certezza di essere – con Gesù – dalla parte giusta. E per evitare che il suo discepolo si scoraggi, la risposta di Gesù è chiara e trasparente: chi ci vuole fare del male, sarà privato del suo veleno e non ci aggredirà in profondità. Grazie al Signore Gesù con noi, saremo sempre più forti delle critiche, delle calunnie e del male agito contro di noi.

Imporranno le mani e questi guariranno. Accanto a Gesù non si diventa medici e le mani dei suoi discepoli non hanno la forza di guarire in modo magico chi contrae le tante malattie che ancora ci sono in mezzo a noi. È vero però che quando il discepolo di Gesù si accorge di chi, accanto a lui, soffre e sta male, quest’ultimo riceve aiuto, conforto e consolazione da quella delicata presenza e prossimità. Quante volte medici e infermieri hanno sorretto, confortato e consolato ammalati ricoverati alle prese con il covid solo con uno sguardo, con una carezza, con un gesto o con la condivisione di un cellulare per permettere un saluto alle sue persone care. Usare le mani per fare il bene è la grande proposta di Gesù (non per generare violenza, assenze o cattiverie varie). E con l’aiuto del Dio-con-noi è possibile.

Festa che se non ci fosse andrebbe inventata. Buona domenica.

 

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

nelle favole o nei cartoni, è sempre il più forte che “sale” in cielo. E lo fa solo dopo aver vinto tutti e dopo averli distrutti.

Oggi, nel Vangelo, abbiamo letto che Tu, dopo essere stato arrestato, picchiato, frustato e ucciso in croce, sei stato elevato in Cielo.

Il Tuo Vangelo mi fa sempre pensare: con Te vincono i deboli, chi è escluso, gli ultimi e soprattutto la bontà.

Grazie Gesù per questo messaggio.

Quando ero piccolo pensavo che “salire in cielo” voleva dire andare sopra le nubi (e quando si diceva “Ascensione” io capivo “ascensore”).

Oggi so che “salire in cielo” significa stare nella mano di Dio e sapere che Tu ci dai la forza di aiutare chi è debole, chi piange e chi è povero.

Grazie Gesù perché con Te il Cielo è sulla Terra.

E grazie anche perché tutti i miei nonni sono vaccinati.

 

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

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