Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2017

Una Chiesa a Più Voci - Ronco di Cossato - 2019

Una Chiesa a Più Voci

Ronco di Cossato - 2019

In primo piano

Comunità di San Martino e di San Defendente

AVVISO IMPORTANTE:

Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026,
nel corso delle diverse celebrazioni, breve scambio per concordare dei momenti conviviali (al di fuori delle messe) per sostare insieme e favorire la conoscenza reciproca condividendo proposte che possano farci sentire più partecipi e corresponsabili nel vivere la Comunità.

Su richiesta nata dal basso.    don mario


 

E’ morto Enzo Bianchi (83 anni), una vita fin dalla giovinezza di grande curiosità e voglia di sperimentare, diventata negli anni un mosaico itinerante con la scelta coraggiosa e profetica di fondare la Comunità Monastica di Bose, luogo di preghiera, di lettura della Bibbia, di spiritualità, di ospitalità, singolare in quanto ecumenica con la presenza di protestanti e di fratelli e sorelle. Punto di riferimento in particolare per tantissimi laici, credenti e non, che si sono abbeverati e nutriti trovando sollievo incoraggiamento e risposte ai loro interrogativi o problematiche umane e di fede. 

Fr. Enzo ne fu priore fino al 25 gennaio 2017. Allontanato insieme a Lino, Goffredo e Antonella, da qualche tempo ha rimesso in piedi materialmente e spiritualmente la Fraternità della Madia (Albiano) non senza fatiche, sofferenze e la malattia che ha segnato definitivamente il suo lungo viaggio per riposare pacificato nella tomba già da lui stesso preparata nel cimitero di Castel Boglione. La nostra vicinanza e partecipazione al dolore della piccola Fraternità della Madia e ai tantissimi amici e amiche che hanno reso possibile l’ultimo sogno del caro amico Enzo. Preghiamo perché i semi gettati da Lui un po' ovunque e in tanti modi portino frutto di opere buone, di misericordia e di vera Comunione evangelica. 

 A nome di “Una Chiesa a più voci” e della Comunità.  don Mario                                                           

 

E pubblichiamo quanto leggiamo nel sito di Bose con la recente corrispondenza tra Enzo Bianchi e l’attuale priore della Comunità di Bose, Sabino Chilà:

Per il nostro fratello Enzo

 

1 settembre 2026 

 

Cristo è risorto dai morti,
con la morte ha distrutto la morte
e ai morti nei sepolcri
fa dono della vita.

Con le parole del tropario di Pasqua, che cantiamo ogni domenica mattina, quando esprimiamo la nostra fede nella resurrezione di Cristo dai morti, vi diamo la triste notizia che questa mattina, 1° settembre, il nostro fratello Enzo si è addormentato nel Signore.

La nostra fede nella resurrezione ci fa sperare che la comunione non viene meno. Eppure ogni distacco è perdita. Ma è anche motivo di memoria e di ringraziamento per quello che abbiamo vissuto, pur fra tante contraddizioni. Ora questo si fa memoria e occasione di rendimento di grazie per colui che è stato all’inizio della Comunità di Bose e che l’ha accompagnata per lungo tempo, come priore.

Come sapete, amici e amiche, gli ultimi anni sono stati per la nostra Comunità molto dolorosi. Abbiamo sofferto e vi abbiamo fatto soffrire. Il male però non vanifica il bene e in questo momento vogliamo rendere grazie per tutto quello che Enzo ci ha insegnato e per il fratello che è stato e che resta.

Il tempo ci ha impedito di giungere a una riconciliazione visibile, che proprio qualche settimana fa si andava esprimendo in passi concreti. Ci sembra dunque doveroso farvi partecipi dei passaggi più significativi dell’ultimo scambio di messaggi che c’è stato tra Enzo e il priore della Comunità, in occasione della festa della Trasfigurazione del Signore.

Messaggio di Enzo

Caro Sabino, cari fratelli e sorelle

avrei voluto scrivervi nei giorni intorno al 20 luglio, ma purtroppo una infezione agli occhi mi ha reso cieco e ancora adesso non riesco a vedere bene dall’unico occhio che mi resta. La salute non è proprio buona anzi dovrò tornare presto in dialisi e ho la consapevolezza che ormai sono alla fine dei miei giorni e che è venuto davvero il tempo di sciogliere le vele … Vorrei proprio in questi ultimi giorni che si trovassero cammini di riconciliazione visibile con voi e che fosse possibile incontrarci e vederci … Spero che questo avvenga prima che io me ne vada. Troviamo una via perché io possa morire in pace e riconciliazione con voi … Buona festa, siate nella gioia e nella speranza e contate sulla mia e sulla nostra intercessione, con affetto fedele Enzo

Risposta di Sabino

Caro Enzo,

grazie del tuo messaggio e delle tue parole fraterne. Sono contento di sentirti, soprattutto in questo giorno in cui facciamo memoria della nostra alleanza con il Signore e tra di noi. Alleanza che, benché messa alla prova dalla nostra pochezza, non viene meno, perché il Signore è fedele. Per questo anche noi ti ricordiamo a ogni eucaristia.

Il tuo desiderio di un incontro raggiunge anche il mio, nella speranza che possiamo scambiarci parole di riconciliazione. Ho chiesto più volte di rivederti. Ora accolgo con gioia la tua richiesta. Credo sia bene, come tu dici, che ci vediamo … per immaginare insieme il modo in cui potresti incontrare i fratelli e le sorelle … Fammi sapere quando ti è possibile.

Prego anche per la tua salute, perché il peso non ti sia troppo gravoso.

Il Signore porti a compimento questi pensieri di pace. Ti abbraccio e auguro a te e a quanti vivono con te una serena festa della Trasfigurazione.
Tuo fratello Sabino

Purtroppo, subito dopo questo scambio, Enzo è stato ricoverato in ospedale perché la sua salute era gravemente compromessa. Questo ha impedito l’incontro desiderato da ambedue le parti. Noi fratelli e sorelle custodiamo, come un dono prezioso, questo desiderio che ora si realizza nelle mani di Dio, che solo conosce il cuore di ciascuno.

Abbiamo creduto importante condividere anche con voi, amici e amiche, queste parole. Con voi che avete sofferto per quello che ha ferito la nostra Comunità. Con voi che avete pregato e sperato insieme a noi.

Con Enzo ricordiamo anche i fratelli e le sorelle che gli sono stati vicini in questi ultimi anni alla Madia, e i fratelli di Cellole.

 

 

 


 

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13 dicembre 2025 - BJC Band - Meditazione pre-natalizia

 

 


 

 Lampionaio del cielo

Ho contato tutti i giorni che ho vissuto:
sono ventisettemila o poco più…
Che lunga fila, mio Signore!

Se fossero lampioni su una strada
scriverebbero una linea luminosa
che sbiadirebbe nella lontananza.
Ma quante lampadine sono spente!
Quante non furono mai accese…:
giornate grigie, senza fuochi,
giorni ingoiati come minestrine,
insapori, svagati, sonnolenti.
Ormai dimenticati.
Qualche luce lampeggia a intermittenza:
sono i giorni con guizzi di allegria,
di amicizia, di amore.
Sono le ore di gioia o di dolore:
sono gli addii e gli incontri,
il lavoro benfatto,
la cura per i figli,
l'attenzione ai miei vecchi.
Qualche lume scintilla coraggioso,
ma è poca cosa,
una lucciola vaga nella notte.

Tutta qui, la mia vita così lunga?
Accendi Tu, Signore,
lampionaio del cielo,
quest'ultimo pezzo di strada:
che almeno qualche brace resti accesa.

Anna Maria Bermond 2013

 SI DICE CHE

 Si dice che Tu ci parli.
ma non ho mai udito la tua voce.

Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.

Si dice che Tu cammini al nostro fianco.
Ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.

Si dice che Tu ci ami.
Ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.

Ma sei Tu, mio Dio,
che mi offri queste voci,

questi compagni, queste mani;
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
Tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parola e Presenza.
Che Tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore.

 ( Da Rèveil)

 IL "PADRE NOSTRO" detto da DIO

 Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.

Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.

Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.

Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:
però ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.

Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.

E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,
mio povero e caro figlio.

 

Padre nostro

Che il tuo nome risuoni così forte sulla terra 
che possiamo riconoscere la tua presenza fra noi. 

Che il tuo regno di amore e di gioia 
venga riscaldare i tuoi figliuoli 
per sloggiare l'angoscia, la sofferenza e il peccato. 

Che la tua volontà, che si è manifestata nel Cristo, 
si compia anche attraverso i nostri sforzi 
di giustizia, di solidarietà e di pace. 

Dacci oggi il nostro pane, 
la nostra parte di affetto, 
la nostra parte di forza per vivere 
e trasmettere il Buon Annunzio. 

Perdonaci le nostre offese 
come cerchiamo di perdonare le offese 
di coloro che ci feriscono, 
ci ignorano o non sanno amarci. 

Non esporci alla tentazione del rifiuto, della passività, 
della faciloneria o dell'evasione. 

Ma liberaci dal male che si incrosta nel mondo 
ed in noi stessi. 

Anonimo


 

LA PACE E’ L’UOMO
Meglio che la terra ritorni deserta
La pace è l’uomo e quest’uomo è mio fratello
La libertà è l’uomo
e quest’uomo è mio fratello il più schiavo di tutti i fratelli.
La giustizia è l’uomo e quest’uomo è mio fratello;
per un’idea non posso uccidere! Per un sistema non posso uccidere
per nessuno nessuno fra tutti i sistemi!
L’uomo è più grande del mondo «e il più piccolo fra voi
sarà ancora più grande nel Regno». Io devo solo lottare,
sempre, insieme, o da solo, lottare e farmi anche uccidere.
La pace è lotta per l’uomo, uno bisogna che redima
anche la morte. Neppure per la fede posso uccidere,
l’uomo è l’icona di Dio, Dio che geme nell’uomo.
E se la Chiesa non è per l’uomo non è degna di fede
non può essere chiesa.
E se le politiche non sono per l’uomo
vadano alla malora tutte queste politiche.
Maledetto l’uomo che non è per l’uomo
maledetta ogni idea, ogni fede: ogni madre non generi più,
il maschio sia morso dal serpe quando vuol concepire. 
Siano distrutte queste città quando ogni ventre di donna
è un cimitero: civiltà «cristiana»
che porta la morte nel proprio ventre!
L’uomo non conta più nulla: o stirpe di rapaci, 
il dio della morte ci domina.
L’uomo è fucilato a Santiago
abbrutito nelle gabbie di Saigon torturato a Belo Horizonte 
schiacciato come un verme a Mozambico e il feddayn è sepolto
nella tomba di sabbia, il negro è chiuso bestiame
nelle «locations» a Johannesburg, oppure urla a milioni di sete
nello squallido Volta.
Ma il rame vale più dell’uomo
il petrolio vale più dell’uomo il prestigio, la potenza, il sistema
valgono più dell’uomo.
Meglio che la terra ritorni
deserta, meglio che i fiumi scorrano
liberi nel verde intatto del mondo,
e Dio si abbia la lode dai volatili della foresta!
Ma che sia l’aria come al mattino del mondo
e caste siano ancora le acque e al cielo non salga più
una voce d’uomo né la terra più oda
questo frastuono di parole quando la ragione è della forza
e a reggere il mondo sono solo le armi.
L’uomo ha fallito, l’uomo è sempre ucciso
crocefisso da sempre.
Cristo, o ragione
di questo esistere, folle bellezza…  
P. David Maria Turoldo

 


 

PREGHIERA A DIO di Voltaire  (Trattato sulla Tolleranza  - 1765)

 

Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.

Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura. Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.

Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo, e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza", e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.

Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime, come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica! Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.


 

      In quale dio si crede?

 

Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.

Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.

Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).

Ma poi diventa cieco.

L'uomo sbagliato

Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?

L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.

David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì

 


L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.

 

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È una settimana costruita quasi come un mosaico di assenze: quello che manca alla politica italiana, quello che manca all'Europa per contare sul piano finanziario, quello che manca all'Occidente per essere credibile nelle sue crisi internazionali.

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