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Parrocchie di San Martino e di San Defendente

 DOMENICA 18 APRILE 2021 ORE 17.00 

INCONTRO MENSILE PER SOLI GENITORI  IN PRESENZA

Carissimi genitori,

considerando che siamo nuovamente in zona arancione, e su vostra scelta, l’incontro mensile lo facciamo in presenza a Ronco di Cossato.

Ci siamo incontrati sulla piattaforma Zoom nel pomeriggio della Domenica delle Palme o di Passione ed è passata anche la Pasqua. Alcune attività hanno ripreso.  Le scuole sono di nuovo aperte. Senza mai abbassare la guardia confidiamo tutti nella vaccinazione. La narrazione di contagi, ricoverati e  decessi, continua. Attenendoci alle normative precauzionali delle mascherine e dello stanziamento oltre che dell’igiene, siamo sempre chiamati a collaborare nel rispetto di sé e degli altri. 

Tantissime cose sono cambiate dai primi di marzo del 2020 e pure i nostri incontri e le nostre relazioni si sono rarefatte, come ci siamo detti prima di Pasqua, con delle ricadute pesanti specialmente su chi ha perso familiari o amici cari. Non sarebbe normale ripartire da dove ci siamo lasciati senza prima fermarci per un confronto sereno e schietto con quanti di voi sono davvero interessati al discorso della fede. 

Come abbiamo trascorso i lunghi mesi di pandemia e come abbiamo celebrato quest’anno la Pasqua, la solennità più importante dei cristiani?

Il prof. Savino Calabrese ci accompagnerà nella riflessione e nella rivisitazione del nostro vissuto di educatori e di genitori responsabili anche del futuro dei figli.

Sperando che vi giunga gradito questo invito a partecipare, vi salutiamo in attesa di rivederci domenica prossima 18 aprile alle ore 17. 00

13 aprile 2021 - don Mario e Savino C.

Bambini si nasce, adulti e genitori si diventa... ma ci vuole coraggio!

Antonio e Giulia Thellung: la storia di un amore infinito

Giulia e Antonio Thellung  raccontano di sé e del loro amore più forte della morte che non è riuscita a separarli. Nostri carissimi amici sempre con noi. 

31 marzo 2021 - Don Paolo Scquizzato

 

II DOMENICA DI PASQUA B  

 «La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. 22Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”. 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. 27Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. 28Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. 29Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome».      ( Giovanni 20, 19 -32)

Forse è questo ciò che l’evangelista vuole comunicarci: l’unanimità non è mai una bella parola e nemmeno un buon risultato. Solo la dittatura si illude di avere il consenso di tutti, ma sempre e soltanto con l’uso della forza e della violenza.

La comunità cristiana che segue Gesù è chiamata a seguire Lui: il Maestro che rispetta il passo di tutti e che non ha paura di tornare due volte nello stesso ambiente per incontrare anche chi non era presente alla sua prima visita. Ma Gesù torna dai “Suoi” anche perché ha intuito che sono divisi, lacerati e alle prese con reciproche accuse. L’assente viene considerato da chi è “dentro” come un “imprudente” e un “esaltato” mentre quanti erano “a porte chiuse” sono giudicati – da chi è “fuori” come paurosi e poco fedeli al Signore Gesù che ha dato la vita per noi.

Gesù risorto vede, intuisce, capisce, coglie, collega tutto, ma non giudica e soprattutto non condanna mai. Il suo obiettivo è impedire che le diversità di vedute, di modi di fare e di stili di vita – presenti nelle Sue comunità – diventino “steccati” che autorizzano a giudicare l’altro e a condannare chi non si adegua alla visione della maggioranza. Se questo avviene non c’è più “comunione”, ma “unanimità” che necessita di controlli, di spionaggio, di scomuniche e di violenza. Gesù mira al regalarci comunione nella diversità. (che è il vero dono di Pasqua che il Suo Spirito ci consegna).

Gesù risorto non è spaventato se in apparenza ci sono “due parrocchie”: quella di chi partecipa al rito della domenica e quella di chi cerca la Sua presenza nelle strade della carità e della giustizia. E nel rito eucaristico come nel fratello da servire, è lo stesso Signore che ci viene incontro. Il Risorto che si lascia trovare anche nel fratello che soffre e che si è chiamati a servire in ospedale, in casa o in una RSA è lo stesso Signore Gesù che si rende presente nel Vangelo, nel pane spezzato, nel fratello che prega con me.

Abbiamo – è vero – due parrocchie, ma il Signore Gesù è unico e non ha paura di fare due volte la stessa strada per cercare gli uni e gli altri. Trova ciascuno di noi perché nessuno sia tentato dal giudicare l’altro o – peggio ancora – dallo scomunicare chi non si allinea con la maggioranza. E si noti la finezza: senza un gruppo di prudenti e timidi (ritenuti quasi sicuramente da Tommaso come paurosi e incoerenti), Tommaso non avrebbe mai avuto la possibilità di essere trovato dal Signore Gesù. Ma vale anche l’opposto: senza la “forza” di Tommaso che non si nasconde nel pieno di una persecuzione cristiana (considerato oggettivamente un incosciente dal gruppo dei “prudenti”!), noi non avremmo la più bella professione di fede di tutti i tempi: “Mio Signore e mio Dio”. La tavola eucaristica ci dona la forza di essere “chiesa in uscita”, ma il calpestare le strade del mondo ci impone la sosta rigenerante dello spezzare il pane eucaristico insieme.

Oggi come ieri. Sono le nostre “due parrocchie” che formano la grande chiesa del Signore Gesù il quale non ha paura della diversità e del pluralismo.

Due parrocchie che dovranno, prima o poi, incontrarsi e ritrovarsi. Sapendo che l’iniziativa di avvicinare queste diversità è del Signore Gesù (non dei preti e nemmeno dei più devoti!) e che la sola cosa che ci è chiesta è quella di non giudicare, di non scomunicare chi non è fisicamente con noi e di mettere le nostre mani nelle tante ferite dei crocefissi di oggi (malati, immigrati, detenuti, disoccupati, etc.) Solo questo modo di essere, di vivere e di credere nel Signore Gesù che ama le nostre belle diversità, ci rende “beati”.

Buona seconda domenica Pasqua a tutti.

 

 

                                              Preghiera dei ragazzi

Caro Gesù,

        anche noi siamo “a porte chiuse”, ma per timore del corona virus, per paura del contagio e perché siamo in zona rossa (e non possiamo uscire).

Oggi mi piace pensare che “venne Gesù” vuole dire che Tu vieni nelle nostre case anche se siamo nel pieno del lock down.

Anche perché se Tu non vieni a trovarci, non siamo solo “chiusi in casa” ma diventiamo anche sempre più “chiusi in noi stessi”.

Grazie Gesù perché Tu ci cerchi anche se siamo a “porte chiuse”.

È bello leggere che otto giorni dopo sei tornato per incontrare anche Tommaso. Secondo me volevi aiutare quelli chiusi in casa a non litigare con chi “non era con loro quando sei arrivato”.

Grazie Gesù. Sei davvero Maestro. Non giudichi nessuno e fai due volte la stessa strada per insegnarci a stare insieme anche se diversi e per incontrare ciascuno di noi.

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

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Una “patrimoniale dal basso”... (Gad Lerner)

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di Gad Lerner | 13 Aprile 2021

I due portavoce di Nessuno si salva da solo con cui mi confronto via Zoom sono perfettamente assortiti: lei, Daniela Bonanni, maestra in pensione, una vita di militanza a sinistra e nella Cgil scuola; lui, Paolo Montagnana, docente di Fisica sperimentale all’Università di Pavia, per sei anni presidente diocesano dell’Azione cattolica...

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EUTANASIA: QUESTIONE INQUIETANTE

 di Giannino Piana

Anche la Spagna ha da alcune settimane una legge sull’eutanasia e sul suicidio assistito. Il Parlamento iberico ha dato l’assenso, dopo un lungo dibattito, a tale dispositivo con una solida maggioranza, ma con una minoranza piuttosto consistente ed agguerrita, che manifesta la presenza di una certa spaccatura all’interno del Paese...

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OMELIA DI PAPA FRANCESCO - 11 aprile 2021

 

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Chiesa di Santo Spirito in Sassia
II Domenica di Pasqua (o della Divina Misericordia), 11 aprile 2021

[Multimedia]

 

 

Gesù risorto appare ai discepoli più volte. Con pazienza consola i loro cuori sfiduciati. Dopo la sua risurrezione, opera così la “risurrezione dei discepoli”. Ed essi, risollevati da Gesù, cambiano vita. Prima, tante parole e tanti esempi del Signore non erano riusciti a trasformarli. Ora, a Pasqua, succede qualcosa di nuovo...

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Hans Kung

E' morto ieri a Tubinga il 93enne teologo svizzero Hans Kung, critico nei confronti della Chiesa cattolica, impropriamente definito e universalmente conosciuto come eretico in quanto, per la prima volta all'interno della Chiesa cattolica, aveva preso posizione contro l'infalliblità del papa. Era il 1970 e Kung pubblicò“Infallibile?”, uno dei libri più noti e venduti. La rottura con il Vaticano arrivò ufficialmente nel 1975 dopo la pubblicazione di “Essere cristiano”, in cui Gesù non vine mai chiamato "figlio di Dio". E sotto il pontificato di Giovanni Paolo II gli viene tolta la cattedra di insegnamento della Chiesa. Nel 2005 si incontrò con il suo collega Ratzinger, divenuto nel frattempo papa Benedetto XVI, ma sulla questione dell'infallibilità soltanto con papa Francesco ebbe un dialogo più aperto, meno dogmatico. Grato per lo spirito di apertura dell'attuale pontefice, Hans Kung ha continuato a sperare che lo stesso spirito di confronto e di dialogo accompagnasse i vescovi del nostro tempo. Ma il teologo Kung va ricordato per moltissimo altro e tanto di più. Nella vita che non ha fine possa accomopagnarci, con la stessa onestà intellettuale e la stessa passione, nella ri-lettura dei suoi innumerevoli scritti. 

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E' mancato Antonio Thellung

GIULIA E ANTONIO THELLUNG  HANNO PORTATO A COMPIMENTO LA LORO VITA TERRENA

 

E' mancato da poco anche il il nostro amico Antonio Thellung, rimasto solo dopo la morte della sposa Giulia, avvenuta il giorno prima di questa anomala primavera. Degente come lei in ospedale per covid, non poteva lasciarla sola. Entrambi 90enni.

Un amico dal multiforme talento, condiviso con la inseparabile sposa, già andata avanti per sistemare il giardino da coltivare insieme come hanno saputo fare per quasi 70 anni....ora però uniti tenendosi per mano senza litigare! Erano soliti dire agli sposi e a noi tutti: abbiamo imparato che occorre litigare tenendosi per mano. E così anche nel morire. Insieme, attendendosi per la sepoltura ancora da programmare.

Buona serena comunione con il Signore della vita e con il vostro amato figlio ritrovato. E grazie per la prolungata arricchente speciale amicizia. Riposate in pace. Sarete sempre nostri compagni di viaggio in attesa di re-incontrarci. La vostra testimonianza sia di conforto e di incoraggiamento per i familiari e amiche/i tutte/i.  

                                                                                                                              don Mario  

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Noi Siamo Chiesa e la vicenda di Bose

"Viandanti" intervengono sulla vicenda di Bose deplorando la sua conduzione poco evangelica. "Noi Siamo Chiesa" concorda


Nell’area dei cattolici “conciliari” tanta è stata la preoccupazione per l’affievolimento (o addirittura la scomparsa) del carisma e dell’esperienza di Bose quanta è stata l’esitazione nell’esprimere opinioni. Ma non si tratta di una questione “privata” la cui gestione è da lasciare al solo sistema ecclesiastico accettando il silenzio della Chiesa italiana. Bose è stata un’esperienza di comunità cristiana dalla forte ispirazione ecumenica ed è stata contrastata da chi voleva e vuole chiudere la vita cristiana in confini rigidi e non modificabili. La "Rete dei Viandanti" ha rotto gli indugi e ha scritto un testo che "Noi Siamo Chiesa" condivide, in particolare dove deplora l’assenza di ascolto e l’uso di un potere inquisitoriale inaccettabile e unilaterale. Di seguito il testo dei Viandanti che potrebbe dare il via ad un nuovo protagonismo del popolo di Dio su una questione che lo coinvolge direttamente...

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“Sulla soglia” e Bose

“Sulla soglia” e Bose

da angelo

Con un poco di tremore, esco dal silenzio per condivider con voi una parola su Bose, una parola che di suo è piccola e confessa tutta la sua piccolezza, perché non va nell’orizzonte delle affermazioni perentorie, ma va a rivendicare, se possibile, la necessità, la bellezza e l’efficacia di uno stile. Chi aspettava da me una parola assoluta rimarrà deluso...

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BOSE E IL SUO FUTURO

BOSE E IL SUO FUTURO

Alle molte voci che si sono levate attorno alla crisi di Bose, l’associazione “Viandanti” con la sua Rete aggiunge la propria.

Non riteniamo opportuno entrare nel merito del conflitto, o esporre orientamenti a favore o contro qualcuno, ma non possiamo tacere che di fronte a quanto di poco comprensibile è accaduto, come cristiani, siamo attraversati da molti sentimenti contrastanti per questo vogliamo condividere riflessioni e sentimenti che ci accomunano.

Prima di tutto vogliamo esprimere la nostra grande riconoscenza a Enzo Bianchi e agli altri fratelli e sorelle della Comunità per aver dato vita ad una realtà laica e monastica, accogliente, ecumenica, centrata sulla Parola e sull’ Evangelo come regola di vita, capace di rinnovare in essenzialità e profondità il linguaggio e la pratica liturgica, in dialogo con il mondo e le culture, attenta a valorizzare la via estetica, a interrogare pensieri e autori divergenti, sempre con fedeltà ecclesiale....Leggi tutto 

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La vicinanza di Papa Francesco a Bose

LA LETTERA CON IL SOSTEGNO DEL SANTO PADRE A FRATEL MANICARDI

La missiva datata 12 marzo, scritta prima del viaggio in Iraq, è stata pubblicata il 18 marzo e si riferisce
al trasferimento, finora rifiutato e non avvenuto, del fondatore fratel Enzo Bianchi a Cellole di S. Gimignano

Da Il Biellse del 26 marzo 2021

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