In primo piano

Papa Francesco ad Assisi “Economy of Francesco”

Padre, Ti chiediamo perdono per aver ferito gravemente la terra, per non aver rispettato le culture indigene, per non avere stimato e amato i più poveri, per aver creato ricchezza senza comunione. Dio vivente, che con il tuo Spirito hai ispirato il cuore, le braccia e la mente di questi giovani e li hai fatti partire verso una terra promessa, guarda con benevolenza la loro generosità, il loro amore, la loro voglia di spendere la vita per un ideale grande. Benedicili, Padre, nelle loro imprese, nei loro studi, nei loro sogni; accompagnali nelle difficoltà e nelle sofferenze, aiutali a trasformarle in virtù e in saggezza. Sostieni i loro desideri di bene e di vita, sorreggili nelle loro delusioni di fronte ai cattivi esempi, fa’ che non si scoraggino e continuino nel cammino. Tu, il cui Figlio unigenito si fece carpentiere, dona loro la gioia di trasformare il mondo con l’amore, con l’ingegno e con le mani. Amen.

 

A dieci anni dalla morte, 31 agosto 2012,  P. Carlo Maria Martini è più vivo che mai! Adoperiamoci per leggere e far conoscere il suo pensiero, la sua parola profetica, la sua sapienza e il suo amore per la Chiesa che sognava giovane, aperta, accogliente e dialogante con tutti, e per la quale pregava domandandosi: Quando verrà il Regno di Dio come sarà?

"Mi angustiano le persone che non pensano, che sono in balia degli eventi. Questo è l'importante. Soltanto allora si porrà la questione se siano credenti o non credenti...Chi riflette sarà guidato nel suo cammino". Così dichiarava al confratello gesuita Georg Sporschill in una delle loro conversazioni notturne a Gerusalemme nel 2007.

In uscita il suo libro “LA FORZA DELLA VIRTU'. Per dare il meglio di sè”. Con prefazione di Vito Mancuso. Ts Edizioni.

    Sentiamoci in comunione con Lui facendone vera memoria.

donmario

 


13 giugno 2022 - Don Ettore Cannavera

 

«Con Gesù si naviga nel mare della vita senza paura, senza cedere alla delusione quando non si pesca nulla e senza arrendersi al “non c’è più niente da fare”. Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della società, c’è qualcosa di bello e di coraggioso che si può fare, sempre. Sempre possiamo ricominciare, sempre il Signore ci invita a rimetterci in gioco perché Lui apre nuove possibilità. E allora accogliamo l’invito: scacciamo il pessimismo e la sfiducia e prendiamo il largo con Gesù! Anche la nostra piccola barca vuota assisterà a una pesca miracolosa».

 papa Francesco, Angelus del 6.2.2022

 

In quale dio si crede?

Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.

Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.

Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).

Ma poi diventa cieco.

L'uomo sbagliato

Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?

L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.

David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì

 


L’iniziativa “Una Chiesa a più voci”, lanciata nel 2007 nel corso dei lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, ha finora realizzato centinaia di serate e diverse domeniche con la presenza di relatori qualificati, con toccanti testimonianze di vita e temi anche scottanti, suscitando solitamente grande interesse e qualche prevedibile dissenso. Incontri stimolanti, arricchenti e apprezzati da quanti, liberamente e responsabilmente, hanno partecipato e ci chiedono di continuare ad offrire nuove opportunità di ascolto per approfondire, conoscere, confrontarsi sui diversi argomenti, problematiche e proposte che interpellano credenti e non credenti, in uno spirito di rispetto per le singole sensibilità e cammini di crescita umana e spirituale, in un contesto di Chiesa e di società sempre in continua evoluzione.

Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente,  consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.

Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario per il nuovo anno 2022. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.

 

XXVI DOMENICA  ANNO C con preghiera dei piccoli

Dal Vangelo secondo Luca 16,1-13

  «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma".25Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". 27E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". 29Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro".30E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". 31Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».

La parabola dell’uomo ricco che banchetta ogni giorno ignorando la presenza del povero Lazzaro seduto alla sua porta, è stata raccontata da Gesù per aiutare chi lo ascolta a cambiare stile di vita e a impegnarsi nell’unico tempo che ci è dato di vivere: il presente.

Lungo la storia, però, abbiamo spostato l’insegnamento di Gesù dal presente al futuro per costruire quell’al di là pensato come il luogo della ricompensa o del castigo della vita terrena. Se sei stato povero avrai retribuzioni gratificanti una volta morto e se invece hai vissuto da ricco e da avaro indifferente nei confronti dei deboli, avrai la “giusta punizione”!

Gesù con questa parabola, però, non pensa al futuro. Ciò che per Lui conta è vivere bene l’unica vita che ci è stata donata e non trovarsi mai così soli da sperimentarsi senza aiuti. Certo, il fatto che “l’aiuto” che tutti cerchiamo ci arrivi dal “povero” che vivacchia vicino a noi, è elemento che spiazza e che disorienta il lettore di ieri come quello di oggi.

E si notino alcuni particolari. Il ricco è senza nome. Si sa però come è vestito (abiti di porpora e di lino finissimo) e veniamo informati che ogni giorno mangiava più del necessario per vivere. Del povero non si conosce nulla (perché è in quella condizione, da dove proviene, etc.) sappiamo però che la miseria che lo circonda non gli ha tolto la dignità di figlio di Dio e che il suo nome è Lazzaro.  Che significa “Dio aiuta”. E l’insegnamento è tutto qui: Dio non ha creato la povertà e l’ingiustizia. Queste sono generate dall’ingordigia di chi accumula e di chi trattiene per sé quanto appartiene anche ad altri.

Il Dio di Gesù ha però scelto di affidare ai “poveri” (letteralmente ai “piegati” e “curvi” nell’atto del mendicare) che ci sono vicini l’affascinante compito dell’aiutarci a traghettare la nostra vita dall’egocentrismo all’altruismo, dall’ingiustizia a pratiche di giustizia. Al ricco della parabola non interessa questo tipo di “aiuto”. A lui bastano abiti lussuosi e continui banchetti. E dell’aiuto che proviene da Lazzaro è convinto di non averne bisogno. Chissà se quando san Luca scrive che Erode, durante il processo farsa a Gesù, “gli mise addosso una splendida veste” (Lc. 23,11) aveva in mente questa parabola. Un dato però è certo: quando il mondo dei ricchi usa gli abiti eleganti per nascondere i poveri, è il segno evidente che si rifiuta l’aiuto che Dio ci mette accanto per contrastare l’ingiustizia che ci rovina.

Per la nostra attualità. Gli squilibri tra Nord e Sud del mondo sono visibili ad occhio nudo e sono conosciuti anche dai bambini. Così come è risaputo che la quasi totalità dei nostri indumenti è prodotta in Cina, in India e in quelle parti del mondo dove la mano d’opera costa quasi nulla per garantire profitti stratosferici al mondo della moda (che solo in Italia fattura più di cento miliardi all’anno).

I poveri che tante volte ci disturbano sulle nostre strade non sono- però – presenze da respingere o da rimandare al Paese d’origine (anche perché la casa non ce l’hanno), ma coloro che ci aiutano a vivere (penso alle nostre badanti, ai lavoratori stagionali nell’agricoltura, nel mondo dell’edilizia e in tutti quei lavori che non vogliamo più fare) e coloro che ci aiutano a ritrovare la strada di Dio, di noi stessi e della bellezza di un vivere per gli altri. Che Dio abbia bisogno di noi per soccorrere i poveri è decisamente bello; ma che noi abbiamo bisogno dei poveri per imparare la grammatica della vita e di Dio, è affascinante. Interessante anche il fatto che quando il ricco capisce che ha impostato male la sua vita vorrebbe aiutare e avvisare “solo” i suoi parenti (simpatico scoprire che l’avarizia rende chiusi e gretti anche da morti!), ma tra i vivi e i morti è cambiato il modo di comunicare. La sola maniera che ci è data per capire la logica della vita buona è quello di “ascoltare” la Parola di Dio e di accorgersi di chi, vicino a noi, è pronto ad aiutarci con la sua povertà.

Considerata la giornata elettorale, preghiamo anche perché chi oggi viene eletto usi la responsabilità (alta) che gli sarà affidata per servire il nostro Paese e per aiutare il mondo intero a trovare – finalmente –le strade della Pace, della giustizia e della solidarietà verso i tanti Lazzaro che ci sono accanto.

Buona domenica.

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

                      a tavola parlavamo della parabola che oggi abbiamo pregato in chiesa e mia nonna l’ha chiamata: “la parabola del ricco epulone”. Un’espressione che mi ha fatto ridere perché non l’avevo mai sentita.

Lei mi ha spiegato che “epulone” vuole dire “mangione” (uno che organizza sempre banchetti e feste) e che non accorgersi che davanti a casa sua c’era un povero di nome Lazzaro, lo ha fatto vivere male, triste e sempre solo.

Gesù te lo chiedo con insistenza: aiutami a capire che i poveri che vivono vicino a noi sono come Lazzaro: “l’aiuto che Tu ci dai” per non restare chiusi nel nostro egoismo.

E come dice mia nonna: insegnami a vedere e ad aiutare soprattutto i poveri che non sanno chiedere aiuto. Sono loro i primi che dobbiamo aiutare.

Grazie Gesù.

 Gesù oggi in Italia si vota. Aiuta chi viene eletto a servire il nostro Paese.

 

 

 CREDO DI ST. JACQUES (don Michele Do)

Credo in un solo Dio che è Padre
fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da Lui vengono e a Lui ascendono tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo,
immagine visibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell’uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore
e di ogni creatura,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita:
la comunione dei santi e delle cose sante, che è la vera chiesa,
la buona novella del perdono dei peccati,
la fede nella Risurrezione, che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita:
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen!

AL SEGNO DELLA PACE

Donaci o Signore non la pace facile dei giorni sereni e felici, 
di quando le cose vanno bene, ma quell'altra difficile,
costosa e stigmatizzata pace, di chi in ogni ora della sua vita,
davanti all'impossibile ed all'incomprensibile, 
trova in sè il coraggio e la forza di posare il capo sulle ginocchia di Dio.

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
 Mentre combatti le tue guerre, pensa agli altri, 
non dimenticare coloro che reclamano la pace.
 Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, 
coloro che sorseggiano le nuvole.
 Mentre torni a casa, casa tua, pensa agli altri, 
non dimenticare il popolo delle tende.
 Mentre conti le stelle per addormentarti, pensa agli altri
che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri lontani, pensa a te stesso, dì:
magari fossi una candela nelle tenebre!

(Mahmud Darwish, la voce più nota della letteratura palestinese, da Qualevita 158)

 

Ultime notizie

Visita del Santo Padre ad Assisi

VISITA AD ASSISI
IN OCCASIONE DELL’EVENTO “ECONOMY OF FRANCESCO”

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

 Pala-Eventi di Santa Maria degli Angeli (Assisi)
Sabato, 24 settembre 2022

Carissime e carissimi giovani, buongiorno! Saluto tutti voi che siete venuti, che avete avuto la possibilità di essere qui, ma anche vorrei salutare tutti coloro che non sono potuti arrivare qui, che sono rimasti a casa: un ricordo a tutti! Siamo uniti, tutti: loro dal loro posto, noi qui.

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UN DISCORSO NON AVVENUTO

Cari Amici,
Senza alcun mandato del Parlamento, né del popolo che attraverso di esso  esercita la sua sovranità nei modi previsti dalla Costituzione,  e verosimilmente  anche senza il mandato del Governo dimissionario rimasto in carica solo per “il disbrigo degli affari correnti”, il presidente Draghi, a cinque giorni dalle elezioni politiche generali nelle quali egli non si è candidato, mostrando di non essere interessato a una convalida elettorale delle sue funzioni di governo,  ha illustrato all’ONU posizioni politiche e decisioni destinate a impegnare l’Italia per un indefinito futuro...

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O SEMPRE CONTEPORANEO NELLA STORIA?

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Da qualche tempo, almeno dalla pubblicazione del volume “Oltre Dio. In ascolto del Mistero senza nome” (Gabrielli 2021) – ma la questione ha radici che risalgono agli inizi del secolo scorso – si discute sul post-teismo. Con questo articolo di Raniero La Valle sul tema si vorrebbe proseguire con l’attenzione ad un tema “cruciale” per la declinazione della nostra fede nella storia...

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Da Milano al mondo: la mia cattedra con vista

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Mondo e Missione - 31 agosto 2021

A dieci anni dalla morte di uno dei grandi maestri di spiritualità del nostro tempo, vogliamo ricordare la sua attenzione costante per la missione attraverso due contributi: il video di un suo dialogo con i missionari del Pime nel febbraio 1986 e un articolo che scrisse per “Mondo e Missione” nell’ottobre 2002, tracciando un bilancio dei suoi viaggi missionari. Il 7 ottobre al Centro Pime di Milano una serata per ricordare questo aspetto della sua eredità...

Cardinale Carlo Maria Martini, Mondo e Missione, ottobre 2022

  

 

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L’imprevista campagna elettorale ha creato vasto sconcerto in relazione alla situazione del Paese. Una pandemia ancora strisciante che lascia tutti col fiato sospeso, una riduzione del potere d’acquisto che non si verifica negli altri paesi d’Europa ed una occupazione più di prima precaria, è quanto abbiamo di fronte...

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