
n occasione della Giornata della Memoria appena trascorsa, ho sentito dentro il bisogno di scrivere la seguente lettera aperta sulla quale mi piacerebbe avere la vostra opinione. grazie molte. Fausto
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LETTERA APERTA ALLA SENATRICE LILIANA SEGRE
Carissima senatrice Liliana Segre,
è umanamente un bene fare memoria degli 80 anni non dalla liberazione dei prigionieri ma dallo svelamento al mondo intero dei crimini contro l'umanità perpetrati nei Lager di Auschwitz e Birkenau; e la memoria, per essere ineludibile storia, non può essere parziale, settaria, esclusiva ma deve essere amplia, totale, imparziale.
E soltanto la memoria amplia, totale, imparziale otterrà rispetto oltre ogni generazione, e si garantirà molto di più della memoria da calendario.
Poco tempo fa Lei ha esordito in una facile quanto amara profezia: “Sono molto pessimista. Quando moriremo noi sopravvissuti, ci sarà una riga nei libri di storia e poi neanche quello”.
Forse le sfuggono i due motivi principali che, secondo me, porteranno sicuramente all'oblio: la monopolizzazione e la sclerotizzazione delle persecuzioni nazionalsocialiste e fasciste alla sola Shoah degli ebrei.
Circa la monopolizzazione del ricordo, gli ebrei non furono le uniche vittime della macchina di sterminio nazifascita, e nelle manifestazioni come quelle del 27 Gennaio le comunità israelitiche mal sopportano la presenza dei rappresentanti di altri popoli e di altre realtà umane ugualmente perseguitati. Ora, se si rimarcano distinzioni tra vittime e vittime, non soltanto ci si divide di fronte al ritorno di ideologie criminogene ma si fanno discriminazioni e barricate mentali esattamente come fanno coloro che si dice voler contrastare.
Nel pretendere l'esclusiva nella Shoah dei crimini contro l'umanità gli ebrei di oggi rischiano di mal celare una tragica ambiguità che vi rende più simili ai carnefici di ieri che alle vittime di oggi.
Un esempio? E' ormai opinione generale che sia fuori luogo la pretesa di considerare senza appello come antisemiti tutti coloro che, al massimo, andrebbero considerati antisraeliani per criticare e per opporsi alle operazioni di sterminio perpetrate oggi da Netanyahu e da un parlamento israeliano composto da estremisti religiosi non meno pericolosi di alcuni loro cugini musulmani fanatici.
Prima o poi su questo delicatissimo punto Lei e gli appartenenti alla comunità ebraica internazionale dovrete fare i conti.
Ancora una parola, mi permetta, circa la sclerotizzazione del ricordo: gli ebrei di oggi si ostinano nel voler fermare la storia con l'esclusiva della Shoah, incapaci di considerare come paradigma lo sterminio di massa di cui gli ebrei rappresentano una parte, pur considerevole, delle vittime. Se si ferma la storia ad un evento imparagonabile ad altri si fa archeologia, e questo sì farà avverare la sua facile ed amara profezia.
Di fronte al risveglio della bestia della discriminazione, non abbiamo bisogno di dividerci sui dettagli ma di unirci nella sostanza.
Vorrei che il suo essere nel Senato della Repubblica italiana non sia segnata dal limite anacronistico e un po' meno politico di una rappresentanza parziale ma sia un monito onnicomprensivo per tutti quei bambini, quelle donne, quegli anziani e, perchè no, anche per tutti quegli uomini che subiscono leggi ingiuste; leggi che, se non si vigila, in un attimo rischiano di ripresentarsi.
Sia, cara Liliana, al servizio di tutti coloro che subirono, subiscono e subiranno persecuzioni ed ingiustizie.
Con stima, affetto e franchezza, per il bene suo e nostro.
Fausto
