Risposta di Francesco di Bernardone al discorso del Primo Ministro del Governo.

07-10-2025 - Notizie

Sorella mia, tu hai detto molte parole su di me, ma io non ho mai voluto che si parlasse di Francesco: ho voluto soltanto che si parlasse di Cristo povero e crocifisso. Non sono stato fondamento dell’Italia, né della sua gloria, né della sua identità: sono stato soltanto un peccatore a cui Dio ha fatto misericordia.

Mi chiami “uomo d’azione” e “patrimonio della cultura”, ma io ho scelto la via della piccolezza, non delle celebrazioni solenni. Non ho voluto potere, né titoli, né onori. Non ho benedetto i palazzi dei governanti, ma ho abbracciato i lebbrosi, i mendicanti, i forestieri.

Quando parli di pace, ricordati che la pace non si costruisce con gli accordi dei potenti, ma disarmando il cuore e rinunciando alla violenza. Pace significa anche non alimentare industrie di guerra, non chiudere i porti ai naufraghi, non voltarsi dall’altra parte davanti ai poveri.

Quando parli di custodia del creato, ricorda che essa non è una parola elegante da pronunciare, ma una conversione radicale: significa rinunciare allo sfruttamento senza misura, rinunciare a un’economia che calpesta i più deboli e distrugge la casa comune.

Io non ho mai detto “Italia prima di tutto”, perché ho chiamato fratello anche il lupo, sorella l’acqua, madre la terra. Per me nessuno era straniero. Ho parlato con il Sultano non per difendere un’identità, ma per scoprire in lui la presenza di Dio.

Non fate di me un simbolo di bandiera o di nazione: non sono venuto a fondare un popolo, ma a ricordare che ogni uomo e donna, ogni creatura, porta il segno del Creatore.

Sorella, governa pure secondo la tua coscienza, ma non usare il mio nome per giustificare poteri, identità, progetti di grandezza. Io ho scelto la via opposta: la piccolezza, la rinuncia, la fraternità senza confini.

Ricorda: non sono io che aiuto l’Italia. È l’Italia — sono i potenti, sono i ricchi, sei anche tu — che deve convertirsi per aiutare i poveri, per soccorrere la terra, per abbattere i muri e non alzarne di nuovi.

Pace e bene.