
IL "PADRE NOSTRO"
detto da DIO
Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.
Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.
Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.
Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:
però ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.
Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.
E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,
mio povero e caro figlio.
Padre nostro
Che il tuo nome risuoni così forte sulla terra
che possiamo riconoscere la tua presenza fra noi.
Che il tuo regno di amore e di gioia
venga riscaldare i tuoi figliuoli
per sloggiare l'angoscia, la sofferenza e il peccato.
Che la tua volontà, che si è manifestata nel Cristo,
si compia anche attraverso i nostri sforzi
di giustizia, di solidarietà e di pace.
Dacci oggi il nostro pane,
la nostra parte di affetto,
la nostra parte di forza per vivere
e trasmettere il Buon Annunzio.
Perdonaci le nostre offese
come cerchiamo di perdonare le offese
di coloro che ci feriscono,
ci ignorano o non sanno amarci.
Non esporci alla tentazione del rifiuto, della passività,
della faciloneria o dell'evasione.
Ma liberaci dal male che si incrosta nel mondo
ed in noi stessi.
Anonimo
