
Cara lettrice, caro lettore,
due recenti documenti dell'episcopato italiano mostrano lo sforzo di misurarsi con la realtà prima ancora che con la pastorale.
Le linee di orientamento Radicati e costruiti in Cristo, approvate dall'Assemblea di maggio, muovono dalla diagnosi fatta dal Cammino sinodale italiano — distanza tra vita e Vangelo, scarsità di risorse, calo dei presbiteri — per indicare quattro priorità operative cui concentrarsi nei prossimi anni.
E il testo su padrini e madrine parte da una diagnosi analoga: fine del «catecumenato sociale», famiglia nucleare e «affettiva». La tradizione da sola non basta più a rendere leggibile la figura del padrino: va ripensata dalla radice, insieme a tutta l'iniziazione cristiana. Come si diventa cristiani oggi?
Su questo crinale si colloca, e arriva a conclusioni alquanto esplicite, la lettera pastorale del vescovo di Anversa Johan Bonny. Non orientamenti, ma scadenze: un nuovo ministero del «pastore» aperto a uomini e donne, l'ordinazione di uomini sposati, una «casa comune» per ogni unità pastorale. Perché «un vescovo non può aspettare e vedere dove soffia il vento ecclesiale».
Le lettere dei dicasteri romani ai vescovi tedeschi mostrano però quanto possa farsi tesa la distanza tra scelte locali e discernimento romano.
Un discernimento che papa Leone ha cercato di impostare in modo collegiale, come emerge dagli interventi al Concistoro straordinario del 26-27 giugno.
L'appello di Leone all'Europa, levato durante il denso e significativo viaggio in Spagna, di «apprezzare la complessità» senza rifugiarsi in semplificazioni identitarie, risuona con lo stesso registro d'urgenza nell'appello dei vescovi tedeschi Europa, dimostra sicurezza!
Chiudono il fascicolo l'appello dei presidenti episcopali del G7 e il manifesto delle Chiese del Sud del mondo sulla transizione energetica: qui l'analisi puntuale del contesto — geopolitico in un caso, climatico nell'altro, ma le due cose non sono poi così separate — conduce a richieste precise ai Governi.
Qui può vedere il fascicolo completo o scaricare
il numero in PDF.
Daniela Sala
